TESTIMONI DI (IN) GIUSTIZIA


Quando arriva il momento che non riesci più a sopportare la pressione dei mafiosi, la loro tracotanza, le loro richieste sempre più gravose, incominci a pensare di aver bisogno di aiuto. Allora pensi allo Stato come un possibile alleato, come un porto sicuro in cui rifugiarti, ripensi a tutte le volte che hai letto delle promesse che le istituzioni fanno a quegli imprenditori che denunciano i loro aggressori… “ Denuncia i criminali che ti taglieggiano e lo Stato ti sarà accanto, ti sosterrà e ti proteggerà, ti aiuterà a ricominciare”. Certo ti viene spontaneo chiederti come mai lo Stato non abbia provveduto prima proteggere te e tanti altri come te, come mai non abbia avuto il controllo del territorio ed abbia permesso a delle organizzazioni malavitosi di sostituirlo e di dettare legge. Certo il dubbio ce l’hai ma cosa altro puoi fare, in un modo o nell’altro ti sei reso conto che la tua vita è ad un bivio e che se denunci sarai perseguitato e punito dai mafiosi, se non denunci, non essendo più in grado di soddisfare le richieste dei c4riminali, sarai perseguitato e punito. Quando arriva il momento di scegliere tra i due mali sceglierai il minore. Ti affiderai allo Stato. Cercherai di auto convincerti che lo Stato deve per forza essere dalla parte della legalità, che in qualche modo ed in una certa misura dovrà tenere fede alle sue promesse, non potrà non tenere conto della forza di volontà che ti spinge a mettere a rischio la vita dei tuoi cari e la tua.

Fatto il passo ti senti sollevato, ti senti partecipe di un nuovo ordine delle cose, ti senti il vessillifero della legalità, come altri prima di te, e preso dal desiderio di rinnovamento ti fai parte diligente nel promuovere la tua scelta invitando altri a fare lo stesso.

Ora sei un testimone di giustizia. Vittima di mafia a cui si è ribellata, imprenditore coraggio. Irto sulla barricata hai l’impressione di poter partecipare al cambiamento delle cose. Lo Stato lascia che  ti crogioli nelle tue illusioni, ti intontiscono di belle parole e frase fatte, sembra ti vogliano santificare.

3Quando arriva il momento di riscuotere le promesse che ti sono state fatte, allora iniziano i dolori: lo Stato attraverso le sue istituzioni diviene latitante, coloro che ti avevano gratificato di tante belle parole si dicono incompetenti a rispettare i patti, ti rimbalzano da un ufficio all’altro, da un funzionario all’altro. Ad un certo punto ti accorgi che anche le istituzioni locali, dal sindaco in su, vorrebbero dimenticarsi di te, vorrebbero che tu sparissi o che almeno la piantassi di rompere le scatole. Finalmente cominci a capire che qualche cosa non funziona, che tra le parole e i fatti l’abisso è senza fondo. Ora ti ritrovi senza più un lavoro, perseguitato dai criminali e dai creditori

 (già perché quando hai denunciato non hai più potuto mantenere gli impegni presi con i fornitori, la reazione dei malavitosi e la paura di essere coinvolti ti ha privato dei clienti) la tua azienda si è sfasciata, la tua vita si sfasciata.

Ti guardi intorno, in questa nuova realtà in cui sei stato precipitato, e ti rendi conto che nulla avviene automaticamente, che esiste tutto un universo di trattamenti diversi. C’è chi riesce ad ottenere qualche cosa perché prima di denunciare è stato più accorto ed ha preteso accordi chiari e sicuri, c’è chi non ha ricevuto nulla di nulla ed ora vive nell’indigenza assoluta (e rimpiange i tempi in cui doveva affrontare quotidianamente i mafiosi perché almeno allora aveva di che sfamare la famiglia), c’è chi riceve molto, troppo, pur non avendone diritto, non si sa bene perché. Poi c’è chi per anni viene confuso, ed etichettato, come collaboratore di giustizia da qualche ottuso funzionario che neanche conosce la differenza tra testimone e collaboratore di giustizia. Ti senti offeso ed umiliato, anche se non è capitato a te personalmente, perché ti chiedi come si possa fare un simile errore, come possa farlo un funzionario che si presume esperto, come sia possibile non sapere che il “Testimone di giustizia” è una vittima che si è ribellata ed ha denunciato i suoi aggressori, mentre un “Collaboratore di giustizia” è un criminale che per convenienza si dice pentito e riceve notevoli benefici, oltre all’impunibilità.

1Finalmente cominci a capire che stai navigando sempre nelle stesse acque, nulla è cambiato. Lo Stato ti aveva lasciato solo ad affrontare le orde belluine di criminali senza onore ma prodighi di violenza, ora lo stesso Stato ti lascia solo ad affrontare la reazione di quegli stessi criminali, in più devi anche affrontare lo sfacelo che si è creato intorno a te. Hai perso tutto, non hai più risorse economiche, nessuno dei tuoi vecchi amici ha il coraggio di aiutarti, la paura è pessima consigliera, le istituzioni ti trattano come una pratica da evadere, fogli di carta senza vita gettati in fondo ad un cassetto a prendere polvere. Se osi ribellarti ed alzare la voce corri anche il rischio di avere qualche grana giudiziaria.

Il popolo dei testimoni di giustizia è un esercito dimenticato, poveri esseri invisibili lasciati andare alla deriva nella speranza che spariscano tra i flutti di una vita sempre più difficile da vivere.

E quando qualcuno, e puntualmente succede, ti chiede: “ma ne è valsa la pena? Se potesse tornare indietro farebbe le stesse scelte?” ci pensi su, ci ripensi ma non riesci a trovare la risposta.

Noi testimoni di giustizia soffriamo ogni giorno un po’ di più del giorno precedente, moriamo ogni volta che ci sentiamo rifiutati, piangiamo sulle nostre scelte ma non riusciamo a rinnegarle.

I nostri sacrifici sono inutili, splendidi fiori gettati nella spazzatura. Forse lo Stato sente il senso di colpa per non aver fatto il suo dovere, ne prima ne dopo, se così fosse già sarebbe un dato positivo. Purtroppo quando siamo costretti a confrontarci con ottusi burocrati arroccati dietro le loro scrivanie ed i loro privilegi non possiamo fare a meno di sentire tutto intero il peso di una tragedia che incombe.

Luigi Orsino

Galileo Ambulanze

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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5 commenti su “TESTIMONI DI (IN) GIUSTIZIA”

  1. Fiorindo Palumbo Dice:

    condivido a pieno la vostra constatazione perche’ la realta’ e proprio questa !!!! purtroppo!!!!!

    Rispondi

  2. Rosa Dice:

    Ho letto. Posso solo ribadire l’utilità di “Pensare Liberi”…..Tramite i miei pensieri, sono diventata attivista del Movimento 5 stelle. Sembrerà estremismo, ma non lo è, è realtà. Un saluto a tutti i redattori del blog. Luigi, condivido e approvo ciò che hai espresso.
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  3. Rosa Dice:

    Oggi è Natale. Auguro a tutti i lettori una giornata serena di festa. Auguri a chi è contrario a ciò che scrivo; auguri a chi mi segue; auguri a chi non crede in questo giorno; auguri a “Pensare Liberi”, inteso come un blog che abitua a pensare in modo libero. Auguri agli Italiani che non desiderano PENSARE IN MODO CRITICO E DA VERE PERSONE LIBERE. Auguri a questa dittatura che nel nostro Paese ha imprigionato la Repubblica e la costituzione. Auguri a questi partiti che si arricchiranno alle nostre spalle…..

    Rosa Mannetta, libera in una nazione che non esiste, in una nazione asservita dal potere di cialtroni che ci hanno resi poveri nei desideri, nei sogni e nella mancanza di danaro per sopravvivere. Cialtroni, VERGOGNATEVI.

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  4. Rosa Dice:

    In questa sera di festa….ho un dubbio……. Faccio bene a lottare o devo rinunciare?
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  5. Rosa Dice:

    Cari lettori, sono ad un bivio: continuare un messaggio di vita o fare un passo indietro e annegarmi nel mare dell’indifferenza? Rispondete a questo quesito che vi pongo…….
    Rosa Mannetta redazione “Pensare Liberi”

    Rispondi

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