Il giocattolo rotto

17 gennaio 2013

Cultura e Società


Le mafie ringraziano

Questi primi giorni di un nuovo anno sono, come da prassi consolidata, tempi di consuntivi. Si pongono sui piatti della bilancia i pro ed i contro e si valuta se sono stati compiuti, nel precedente anno, passi in avanti, se si è avuta una situazione stagnante o se, addirittura sono stati compiuti passi indietro che hanno vanificato l’opera di tanti volenterosi e onesti italiani.

Dico subito che non sono ottimista, il bicchiere lo vedo quasi vuoto, se lo fosse a metà già sarebbe meglio.

Molti sono le argomentazioni che potrei portare a sostegno delle mie tesi, rischiando di divenire prolisso ed in alcuni casi, forse di difficile comprensione. Occorre dire che nulla accade per caso, in politica e soprattutto in economia vale la legge della fisica che recita: ”in natura nulla si crea e nulla si distrugge” ogni cosa semplicemente si trasforma.

L’aver creato, artatamente, una recessione economica di immane gravità che ha investito buona parte della UE, i cui paesi soffrono e soffriranno gravi danni, mentre altre parti della UE sono state avvantaggiate da questo flusso non è fenomeno casuale ma voluto. La differenza di potenziale elettrica è quella che ci permette di avere energia nelle nostre case, il differenziale economico è quello che permette a grossi, immensi, quantitativi di risorse, denaro e non solo, di generare nel loro passaggio grandi masse di denaro. Di ciò beneficiano, ovviamente, coloro che hanno partecipato al gioco, tutti gli altri dovranno pagare posta. E’ come al poker quando alcuni giocatori si coalizzano, occultamente, contro uno solo dei partecipanti al gioco, ovviamente le possibilità che il povero “pollo” resti spennato sono infinitamente più alte.

p_giocattolo%20rottoEbbene l’Italia era una dei “polli” di questa partita, ci abbiamo rimesso le penne e buona parte della pelle. Non pensate che i politici e soprattutto gli economisti italiani siano all’oscuro della reale natura di queste manovre, al contrario essi conoscono bene le regole del gioco, alcuni tra loro le hanno messe a punto con ammirevoli doti di strategia. Il Dott. Monti, noto economista, non poteva non sapere che le misure adottate in Italia per contrastare la crisi erano controproducenti, che avrebbero sortiti effetti esattamente opposti a quelli che si dichiarava di perseguire, che avrebbero gettato il paese nella recessione. Ovviamente vi sono molte motivazioni perché politici ed economisti italiani abbiano avallato un processo così dannoso per la nostra nazione, la sola avidità non basta giustificare tanta colpevole insensibilità. Come ho detto analizzare tutte le componenti, manifeste ed occulte, di una operazione socio-politico-finanziaria tanto complessa richiederebbe un tomo intero e non poche righe, richiederebbe anche l’intervento di onesti analisti, esperti in diversi campi.

Io mi chiedo se chi ha progettato ed attuato la parte italiana di questa grande manovra finanziaria si sia reso conto che stava agevolando, in modo sfacciato ed esageratamente consistente, la mafia in tutte le sue forme. Domanda puramente retorica, chi ha pianificato a tavolino un simile disastro non poteva non sapere e, sono certo, non poteva non calcolare in positivo i vantaggi offerti alle organizzazioni criminali su un piatto d’argento.

Di sicuro possiamo dire che gli affari delle mafie sono aumentati nell’anno 2012 del 60/75%, che molti loro affari si sono svolti a livelli ben più alti delle cosche agenti in strada, facili a spargere sangue ma ottuse e arretrate. Le mafie hanno approfittato dell’occasione che gli veniva offerta saltando sul carro dei progettisti del disastro, anzi partecipando, attraverso i loro colletti bianchi, alla realizzazione stessa del progetto. Quanto questo aspetto della cosa abbia fortificato ed incrementato le entrate dei polimafiosi non è facilmente valutabile. Ma se solo vogliamo attenerci alla ricaduta positiva sugli affari “spiccioli” delle mafie l’incremento del 70%, medio, della portata dei loro affari non mi sembra cosa da poco.

Un numero impressionante di imprenditori, travolti dalla recessione e dalle inique e inutili misure finanziarie, nella speranza di salvare le loro aziende si sono rivolti agli usurai, mafiosi incaricati di riciclare il denaro sporco delle cosche, pochissimi sono riusciti a restituire i prestiti, quei pochi che lo hanno fatto dovranno poi, se già non lo facevano, fare i conti con le richieste estorsive. Gli altri dovranno cedere ai mafiosi le loro aziende o permettere loro di divenire soci di fatto restando essi delle teste di legno, prestanome, a copertura di attività illecite transitanti attraverso le loro, un tempo, attività lecite. Succede così che le cosche possano presentarsi sul mercato offrendo prodotti a prezzi concorrenziali, grazie a tutte le agevolazioni di cui la loro attività criminale li gratifica: lavoro nero, stipendi ridotti e nessuna voce di protesta. Inoltre essi non devono confrontarsi con la concorrenza. Questa è indotta a lasciare campo libero o a dover sopportare i fulmini di chi fa della violenza la sua miglior arma di promozione.

Se a tutto ciò aggiungiamo il disinteresse, crescente, delle istituzioni per coloro che, stufi di subire, decidono di denunciare i loro aggressori, disinteresse che riteniamo, anche questo, non casuale ma voluto, si spiega perché di fronte a una così forte ripresa delle attività criminali il numero delle denunce si sia più che dimezzato.

Va ancora considerato un fattore sociale, uno dei tanti a dire il vero. La recessione causa l’impoverimento della popolazione che in certe zone dove già era endemica risulta insopportabile, ciò spinge i giovani ad accostarsi alle organizzazioni criminali come unica fonte di lavoro e le loro famiglie a farsi fiancheggiatori. La pancia vuota è cattiva consigliera. Chi ha fatto si che ciò avvenisse è colpevole come e più degli stessi criminali, sciacalli senza onore, mafiosi dalle mani dipinte di bianco affinché sembrino pulite.

La nostra Italia è malata, soffre di molte patologie, ma la peggiore di tutte è la mancanza di onestà e amor di patria tra coloro che, abusivamente, occupano i palazzi del potere.

Il futuro? Peggio del passato a scorrere la lunga tiritera di nomi in attesa di impadronirsi di una comoda poltrona.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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One Comment su “Il giocattolo rotto”

  1. working Top Eleven Hack Dice:

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