La scuola e il mobbing quotidiano

26 gennaio 2013

Cultura e Società


Oggi sono delusa: descrivo cosa mi succede a scuola dove lavoro. Nel pomeriggio ho 4 ore di “italiano” agli stranieri e con loro sto insistendo sui verbi. Sto ripetendo la funzionalità dei pronomi e dei tempi dell’indicativo…quando una collega alza la voce. Cosa vuole? Mi dice che è inutile con gli stranieri insegnare!!!. Io con molta diplomazia rispondo che se non sanno i verbi….non possono farsi capire in Italia nel modo più corretto; che i pronomi vanno ripetuti. Lei mi risponde che li ha già spiegati “lei” i pronomi e che io cosa li faccio a fare? Non rispondo, ma quando esco la sera, da scuola, sono delusa. E questi sarebbero gli educatori, gli insegnanti. Questi sarebbero gli insegnanti che dovranno educare i giovani stranieri e i nostri giovani? E’ vergognoso. Io sono un’insegnante….ma non sono così. Pensate, cari lettori, sono una che si dà la forza di vivere e poi? E poi incontro tutti i giorni docenti del genere, dal latino “doceo, doces, docui, doctum, docere” che significa istruire….P.P.Pasolini scriveva che “la diseducazione è degradante, come è luridume il silenzio” ed io condivido le sue parole. Le sue parole sono tragicamente attuali. Attualissime. Ed io vivo in questo marciume, in questo lerciume….la scuola è retta da gente fuori dal mondo. Mi dispiace e siamo noi a creare personaggi come Fabrizio Corona. Noi docenti, noi insegnanti che dovremmo formare le nuove generazioni, cosa formiamo? Abbiamo mai considerato cosa siamo diventati? Sono pochissimi coloro che lavorano con umiltà, con passione e con generosità.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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9 commenti su “La scuola e il mobbing quotidiano”

  1. Smeraldo Dice:

    Non condivido. Non crede che forse siano proprio insegnanti come lei, che si lamentano del proprio lavoro e riempiono di nozioni inutili gli alunni, a portare al disfacimento e al collasso la scuola pubblica italiana?

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    • animaespirito Dice:

      Rileggiti probabilmente scoprirai che, forse, sono le persone come commenti tu a rovinare l’Italia!

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    • Roberto Mariotti Dice:

      Veramente a me, che ho letto con attenzione il post, non pare che si lamenti del proprio lavoro, quanto invece di chi non fa bene il proprio lavoro.
      Questione forse di sfumature, ma importanti.
      Non sarà magari la comprensione della lingua italiana una delle “nozioni inutili” di cui ti lamenti che la scuola riempia gli alunni?
      Se così fosse hai forse un elemento per ripensare un po’ meglio la tua posizione…

      Il disfacimento e il collasso della scuola pubblica italiana dipendono da un preciso, ben delineato, e pervicacemente realizzato nei decenni, progetto distruttivo pianificato dalle elité politiche e finanziarie, con l’obiettivo di contrastare la crescita della intelligenza, della consapevolezza politica e sociale e della coscienza civica delle masse, l’unica cosa che minerebbe seriamente il perpetuarsi dell’attuale sistema di privilegio di pochi a scapito del bene comune.

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  2. alfredo1930 Dice:

    Ci sono commenti di politica scolastica sociale Nell’Europpa in Germania gli immigrati devono saoere parlare e scrivere in tedesco per inquadrarsi nella struttura lavorativa del Paese.E’ una politica necessaria per evitare non solo problemi sociali a largo raggio,ma anche consentire un integrazione degli stranieri nel tessuto so
    ciale.Seguendo un percorso riduttivo di un insegnamento e di apprendimento il risultato non solo è negativo a carico del lìimmigrato con situazione di continua rensione ma anche a carico dell’insegnante che non sa farsi carico dell’insegnamento della lingua italiana agli stranieri,Ma in tutto questo vi è un problema di disordine scolastico voluto dalla attuale politica che,si voglia o meno,vuole ignorare che il nostro Paese è diventato multietnico

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  3. Smeraldo Dice:

    Credo di aver letto benissimo, invece. Questo articolo non vuole fare altro che avvalorare la mia tesi: in Italia gli insegnanti non sono educatori, ma perdigiorno.

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    • Gianni Dice:

      perdigiorno sei tu che ti permetti di generalizzare senza conoscere un solo minuto di cosa fa un insegnante a scuola

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  4. Luca Rivoli Dice:

    Rosa ha denunciato un fatto grave, lo ha fatto con il suo originale candore e con la sua forza data da un’umanità rara e dico RARA!!!
    Rosa non scrive in modo “furbo”, non usa cavilli, né moderatismi, è donna onesta e si prende le sue responsabilità.
    Non mi spiego la polemica contro di lei.

    Grande Rosa !!!

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  5. Smeraldo Dice:

    Non sto generalizzando. Ammetto soltanto la verità. Qui in Italia le generazioni attuali sono fuorviate dagli insegnamenti inutili che ricevono. Gli insegnanti dovrebbero aiutare i loro alunni a coltivare il loro talento, favorendo un dialogo anche con le famiglie. Ma la maggior parte di loro, ribadisco, non fa altro che lamentarsi del proprio lavoro e del magro e misero stipendio che riceve a fine mese. Inoltre, molti interpretano la parte della vittima, inventando di avere anche problemi, come il mobbing, con lo scopo di farsi trasferire in qualche posto di privilegio.

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  6. Orazio Dice:

    Hai tutta la mia stima… per quello che vale!

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