La guerra in Mali

5 febbraio 2013

Cultura e Società


Guerra-Mali

Il Mali è uno stato che si trova in Africa ed è stato invaso dalle truppe francesi. Perchè? Il presidente Hollande ha inviato il suo esercito perchè bisognava allontanare dal Paese le forze legate al terrorismo islamico. Sembra che le truppe del Mali e quelle francesi abbiano riconquistato Timbuctù: i terroristi, “i cattivi”, sono stati sconfitti. E tutti inneggiano alla vittoria.

I paesi della Comunità Europea hanno offerto alla Francia il loro supporto logistico, l’Italia ha messo a disposizione le sue basi militari….Ma è veramente così? Riflettiamo. Il Mali occupa una posizione strategica: si trova tra il Niger, ricco di uranio che alimenta le centrali nucleari francesi e tra la Mauritania, paese ricco di petrolio.

Lo scopo economico può controllare il terrorismo? Si, in questa grande crisi la Francia doveva e deve difendere i propri interessi economici. Questo è il nuovo colonialismo. Noi Italiani, siamo gli schiavi della Germania e della Francia: sappiamo litigare per il potere che si dovrà assumere dopo le elezioni del 23 e del 24 febbraio.

Seneca scriveva che “non sempre si sa afferrare la vita” e perchè la guerra si maschera dietro la necessita’ di sconfiggere il terrorismo?

Il cielo
Il cielo blu
incanta….
Una raffica di mitra
colpisce il blu di quegli occhi.
La guerra è esplosa.
E il blu dell’oceano
scompare..
Il blu del cielo è grigio.
Hanno turbato
la mia anima.
Dove si trova il blu?

Rosa Mannetta

GalileoAmbulanzeBig

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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