ABBANDONATI

8 febbraio 2013

Cultura e Società


camorra

Il mio amico Luca titolava un po’ di tempo fa: “Salviamo Frediano Manzi”. Purtroppo il suo appello è rimasto disatteso, Frediano ha tentato il suicidio dandosi fuoco ed attualmente versa in gravi condizioni.

ImmagineFrediano aveva commesso degli errori, li aveva ammessi e se ne era pentito, tali errori non bastano da soli a giustificare il ghetto in cui già da prima era stato rinchiuso, egli che si era battuto per tutti coloro che sono stati attaccati e hanno sofferto per la pressione della criminalità organizzata era stato lasciato solo, solo a difendersi da nemici troppo potenti, solo ad affrontare le difficoltà di una vita sempre più disagiata, sempre più difficile. Credo che sia il momento di interrogarci sul perché Frediano avesse commesso gli errori che tutti gli rinfacciarono e cosa lo ha spinto a compiere un gesto tanto estremo. Sicuramente l’indifferenza delle istituzioni e di quelle associazioni a cui lo Stato ha delegato la funzione di supportare ed assistere le vittime di mafia è da considerarsi la causa scatenante sia dei suoi errori sia del suo gesto di autolesionismo estremo.

Noi accusiamo lo Stato di avere con troppa e colpevole faciloneria affidato ad associazioni la gestione di fondi destinati alle vittime, queste associazioni hanno fatto di questo potere di cui sono state investite un vero e proprio business, si sono costituite in comitati d’affari attraverso i quali gestiscono i fondi ed i beni, mobili ed immobili, sequestrati alle mafie. Tali beni non vengono distribuiti a chi ne ha diritto, le vittime di mafia, ma servono a sovvenzionare un sistema clientelare che altro non è che una piattaforma elettorale pronta all’uso, a disposizione di quei politici, e dei loro amici, che hanno dato tanto potere alle associazioni, un circolo vizioso che si autoalimenta, un meccanismo perverso che priva chi è stato annientato dalle mafie della possibilità di poter ricominciare a vivere. In questo modo migliaia di noi cadono nel baratro della depressione, in preda all’indigenza, rifiutati da tutti sono costretti a sopravvivere a se stessi in uno stato di totale abbandono, e con noi le nostre sfortunate famiglie. Lo Stato non può non essersi reso conto del fallimento delle associazioni antimafia, non può non sapere che è nata un nuovo tipo di mafia: la mafia dell’antimafia. Se non sei legato al carro di un politico, se non sei colluso con i mafiosi delle associazioni non avrai mai un aiuto, mai nessuna tua istanza sarà presa seriamente in esame, sarai un condannato all’ostracismo, un derelitto senza diritti. Eppure le vittime sono coloro che attraverso le loro denunce permettono di individuare e mettere in sicurezza i criminali che minano le fondamenta stesse del vivere civile. Le vittime sono spinte a denunciare, anzi indotte con false promesse di sostegno e protezione, poi sono dimenticate, lasciate sole a confrontarsi con i loro aggressori e con una ottusa burocrazia.

Come se non bastasse nascono nuove associazioni che cercano consensi con falsi programmi operativi, riuscendo a carpire la buona fede di chi, come il sottoscritto, credono che finalmente si stia costruendo una struttura che lotti per loro e con loro. Purtroppo poi ci tocca scoprire che coloro che per naturale collocazione dovrebbero essere al nostro fianco sono invece dei biechi traditori, sono peggiori dei peggiori accaparratori perchè il loro scopo è di approfittarsi degli ex compagni di sventura. Lo scopo di costoro è solo quello di potersi accostare alla mensa delle grandi associazioni e cibarsi degli avanzi che queste gettano loro. Che delusione! Aver creduto alle promesse di falsi profeti, di falsi amici e veri traditori. Sono loro colpevoli più di tutti gli altri perché ingannano i loro stessi fratelli di sofferenze, per salvare se stessi non esitano a calpestare i compagni di sventura. Vergognatevi!

Chi veramente vorrebbe soccorrere i suoi poveri fratelli, sventurati ed afflitti come lui, viene messo nell’impossibilità di agire, viene minacciato e ricattato.

Io chiedo a costoro se si rendono conto di essere essi stessi mafiosi, se sanno che tutto ciò di cui si approprieranno sarà tolto a chi vive nel buio dell’indigenza totale. Questi biechi traditori, che si sentono superiori perché hanno la scorta, vengono pagati dallo Stato e hanno innumerevoli benefici, non sono paghi di quanto hanno già sottratto alle vere vittime, non sono ancora sazi, vogliono entrare nel gotha dei mafiosi dell’antimafia.

Se me lo chiedete vi dirò che anche io sono colpevole, colpevole di aver voluto credere che vi fossero persone rette ed oneste pronte a farsi carico della responsabilità di dare voce a chi voce non ha, sono colpevole di aver sperato, di aver voluto vedere la luce dove non v’era altro che tenebre malvagie.

Quando il fratello colpisce il fratello per rubargli il tozzo di pane di cui non avrebbe bisogno è guerra aperta, è l’inizio di una battaglia per la giustizia.

Io mi chiamo Luigi Orsino e sono stato tradito.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “ABBANDONATI”

  1. Rosa Dice:

    Editoriale incisivo e formidabile.
    Rosa Mannetta

    Rispondi

  2. Luigi Orsino Dice:

    Franca Decandia quando cominci a leggere il tuo editoriale,ma che ice questo?,ti viene l’amaro in bocca,poi andando avanti cominci a pensare,è tutto vero,come fa uno STATO a darci ascolto,quando non riusciamo a essere uniti noi,divisi tra vittime, e testimoni,mercanteggiando chi di noi ha sofferto di piu’ o di meno,oggi amici e domani ci si diffama,ecco cosa ha portato FREDDY,al gesto che ha fatto,un gesto passato inosservato dalla maggioranza dei duri e puri dell’antiracket,la differenza tra lui e questi senza peccato,è che lui la ‘ndrangheta la combatteva per gli altri,per liberare vittime della lombardia e non solo,hafatto un errore ma l’ha pagato caro,io so di altri con scorte che hanno subito strani attentati non meglio identificati,e non si battono certo per gli altri ma solo per i loro “diritti” le illusioni che persone come te,o meglio tu credi siano come te,il credere di aver trovato finalmente dei veri amici, e poi scopri ti parlano alle spalle,ecco le disillusioni ti uccidono,ti fanno quasi pentire di quanto hai fatto,in fondo chi ha sempre pensato solo a se stesso viene forse premiato,perchè non ha mai apertamente toccato nessuno,non nomi e cognomi come ho fatto e faccio io assumendomi le mie responsabilità,concordo in tutto quello che di augurandomi che riusciremo prima o poi,a trovare una minima parte di noi che si stimi vicendevolmente,che nessuno si senta superiore all’altro,e insieme interagire con le istituzioni senza intermediari,come finora è accaduto ,come se noi non avessimo il dono della parola e dell’intelletto per chiedere i ns diritti da soli,pochi o tanti ci riusciremo,noi non ambiamo nè a diventare politici,nè ai beni confiscati,rivogliamo solo la ns vita che ci è stata tolta,la ns dignita’ di uomini E donne che vantano i propri dritti di vittime di reati come usura ed estorsione.

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      Il commento al mio editoriale da parte di Franca Decandia, mia carissima amica, indomita vittima di mafia e grande combattente.
      Grazie di tutto Franca.

      Rispondi

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