PARLARE DELLA SOVRANITA’ MONETARIA DI UNO STATO


Un noioso argomento per comici e tecnocrati oppure questione di vitale importanza per il benessere di una intera comunità ?

1In piena campagna elettorale, molti addetti stampa, giornalisti, editorialisti, opinionisti dell’ultim’ora  (tra poco anche la De Filippi e lo slinguante Vespa) accusano Beppe Grillo del fatto che non parla più di Signoraggio bancario.

Premetto che lo seguo da anni, ormai, e ho assistito in prima persona a dei suoi spettacoli di satira politica ed effettivamente con il Signoraggio bancario ci è andato sempre con la mano pesante, al meno all’inizio. E ricordo pure che la gente, il pubblico in sala, anziché schifarsi e/o indignarsi continuava ad applaudire e a ridere a crepapelle, come se si stesse continuando a fare spettacolo e satira e che quegli argomenti fossero delle comuni barzellette.

Da un po’ di tempo a questa parte Beppe Grillo ha smesso. E nel frattempo è entrato (in modo indiretto) in politica con un suo movimento, e ora dopo le prime esperienze elettorali in alcune regioni si propone nel panorama nazionale. Le sue argomentazioni danno molto fastidio, indubbiamente, forse più per il linguaggio diretto (e anche colorito) che per i suoi contenuti, che ci sono comunque, sono opinabili giustamente o ingiustamente, ma ci sono e sono anche argomentati con parole e discorsi che non sono buttati a vanvera. Il tutto, sul piano della comunicazione rappresenta sicuramente una novità di rilievo nel mare magnum delle frasi preconfezionate da campagna elettorale della casta tradizionale. Così come è una novità il fatto che il capo di un movimento non entra in modo diretto nella competizione ma costui lascia (delega, è più giusto) questo compito a persone del tutto sconosciute, molto giovani (e quindi con idee nuove) che hanno come unico diktat quello di dover osservare il vademecum del marchio Cinque stelle. D’altronde, se non ti piace sei libero di associarti a qualche altro partito e/o movimento. Anche questa è una novità, da molti strumentalizzata e demonizzata a dovere (in pieno stile italiano) ma è comunque un modus operandi che – ritengo – in futuro verrà adottato anche da altri partitucoli tradizionali attuali. Compresi quelli che lo osteggiano (praticamente tutti, in uno strano, insolito e uniforme schieramento compatto).

Veniamo ora al discorso Signoraggio bancario. Dicevo prima che Beppe Grillo nel suo recente passato ne parlava in modo chiaro, esplicito e senza fraintendimenti. Oggi non lo fa più. Personalmente sono persuaso dal fatto che lui non possa più parlarne in modo diretto e inequivocabile. Ma probabilmente lo fa in modo indiretto o magari (io me lo auguro) lo farà quando saremo pronti veramente a sturarci le orecchie e a tappare la bocca a tutti gli altri politici del panorama/porcile attuale anziché ridere e scherzarci sopra, come se fossimo seduti in una platea davanti a uno spettacolo comico. In poche parole forse dovremo essere un po’ più pronti. In effetti, più volte mi è scappato di dire che questo è il paese dove la gente seria dice delle cose comiche, e che i comici dicono delle cose serie. Continuo a pensarla in questo modo e vedendo la realtà che mi circonda continuo a non sbagliarmi.

In ogni caso, chi si interroga sul dietrofront di Grillo inerente il Signoraggio, dovrebbe leggere la storia dell’ultimo cinquantennio, storia che dovrebbe insegnarci che fine hanno fatto coloro i quali non solo ne hanno parlato ma hanno fatto qualcosa di concreto per contrapporsi a questo tipo di crimine, come ad es. i vari                         John F.Kennedy, il nostro Aldo Moro, e un certo Thomas Sankara, quest’ultimo meno famoso dei precedenti ma non meno coraggioso. In fondo all’articolo trovate il link del suo celebre e storico discorso sul debito, a mio modesto avviso dovrebbe essere ascoltato, insieme ad altri link che trattano dell’argomento.

  2

Le banconote da 500 £     volute da Aldo Moro, non erano       stampate dalla Banca d’Italia ma dal Tesoro, e avevano un     corrispondente valore in argento a garanzia.

Noi tutti, come comuni cittadini,  possiamo parlare e sparlare di tutto, sboccarci con termini tipo …”Signoraggio”, “Riserva frazionaria”, o altre  porcate del genere. Vorrei ricordare inoltre a questa nutrita schiera di cittadini neo difensori della sovranità monetaria, a cominciare dai politici di lungo corso (aberrazione quasi esclusivamente italiana) che dovrebbero passarsi la mano per la coscienza per aver dormito sonni tranquilli, collusi con rappresentanti politici/delinquenti che hanno firmato accordi a nostro nome e in nostra vece, come ad es. Lisbona, Maastricht e altre porcate che sono passate nel silenzio più assordante e squallido.

3Ma vogliamo andare ancora più a ritroso nella storia ? Allora dovremmo rinfacciarci di aver assistito colpevolmente (dolosamente per i politici che hanno sottoscritto) inermi all’approvazione di tutte le leggi nazionali che hanno delegato alla Banca d’Italia il compito di stampare (emissione a debito, nostro) ed emettere moneta in vece e per conto del Ministero del Tesoro (emissione a credito, controvalore con deposito in oro), pagando addirittura quell’insulso dazio/pizzo chiamato appunto Signoraggio.

E prima ancora che accadesse questo, provate a pensare al passaggio di proprietà della Banca d’Italia stessa dalle mani pubbliche (cioè LE NOSTRE) alle mani di banchieri privati e fondazioni bancarie, a volte vere e proprie autentiche quinte colonne dei partiti.

Come vedete è un crimine la cui pianificazione si perde nella notte dei tempi che si è sviluppato attraverso diverse tappe ben programmate e attuate con raccapricciante efficienza e precisione.

Negli Stati Uniti d’America, la Federal Reserve Act del 1913, istituì appunto la Federal Reserve Bank. Tale legge fu sottoscritta dall’allora presidente Woodrow Wilson il quale, tre anni dopo ebbe a dire in un sussulto di amaro pentimento:

«Sono l’uomo più infelice. Ho inconsapevolmente rovinato il mio Paese. Una grande nazione industriale è controllata dal suo sistema di credito. Ora il nostro sistema di credito è concentrato. Perciò, la crescita della nazione e tutte le nostre attività è nelle mani di pochi uomini. Stiamo per diventare un Paese mal governato, completamente controllato e dominato del mondo civilizzato. Non più un governo in cui c’è libertà di opinione, non più un governo guidato dalla convinzione e dal voto della maggioranza, ma un governo pilotato dall’opinione e dalla prigionia voluta da un piccolo gruppo dominante di uomini.»

4Quindi tutto questo casino è cominciato al di là dell’oceano molto tempo fa, prima ancora che in Europa e con il famigerato e odiato Euro, anche nel nostro paese, dentro le nostre mura. E come vedete il discorso è lungo, farraginoso e molto tecnocratico e suppongo noioso per la maggior parte di tutti.

Io per primo non ne sapevo nulla di questo colossale inciucio e se non fosse stato per quel comico rompiballe di Beppe Grillo non l’avrei certo saputo studiandolo a scuola. E non avrei potuto saperlo nemmeno leggendo un giornale. E non avrei potuto saperlo nemmeno ascoltando il discorso accademico di qualche politico. Loro non si occupano di questi futili storie, questi sono argomenti strani, noiosi, che non hanno a che fare con il benessere di una comunità!!

Al meno che, non sia … che so ? … un Fazio,  o meglio ancora un Benigni a parlarne. O almeno che non diventi una buona scusa per dire che ” …Grillo che non ne parla più!!” e quindi dargli addosso. Allora si, è un argomento che funziona!

Buona fortuna a tutti.

Mi permetto di suggerire alcuni spunti per chi volesse cominciare ad approfondire:

Genesi della “Federal Reserve Act” del 1913 -> http://www.informarexresistere.fr/2011/10/15/il-fed-act-del-1913/#axzz2KhSBqkzU

Come lo spiegava Grillo il Signoraggio -> http://www.youtube.com/watch?v=CJJ9rzReXso

John F.Kennedy -> http://it.wikipedia.org/wiki/Ordine_Esecutivo_11110

Thomas Sankara:

–         Il discorso sul debito 1/2 -> http://www.youtube.com/watch?v=ZDyOCw4suXk

–         Il discorso sul debito 2/2 -> http://www.youtube.com/watch?v=IycG-6xw6Ks

Aldo Moro -> http://www.informarexresistere.fr/2012/10/19/tornare-alla-moneta-di-stato-ecco-la-soluzione-che-costo-la-vita-ad-aldo-moro/#axzz2KhSBqkzU

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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11 commenti su “PARLARE DELLA SOVRANITA’ MONETARIA DI UNO STATO”

  1. Roberto Mariotti Dice:

    In sostanza hai ragione, concordo su tutto, anche se il fatto che Moro e Kennedy siano stati fatti fuori per i loro tentativi di riportare l’emissione della moneta in testa allo Stato è solo una illazione non dimostrabile (ma il sospetto è ASSAI FORTE…)

    Tuttavia la questione ha un’altra faccia della medaglia, che secondo me non dovremmo sottovalutare.

    E’ indubbio che la conclusione dell’intervento di Grillo sia corretta: i soldi servono per lavorare, dovrebbero essere messi in circolazione dallo Stato senza emissione di debito, in quantità sufficiente a sostenere l’economia e aumentati o diminuiti a seconda delle necessità PURAMENTE ECONOMICHE della nazione.

    Solo che questa cosa funzionerebbe magnificamente se il governo della nazione fosse in mano a politici responsabili ed onesti.

    Pensa che succederebbe se questo enorme potere fosse finito nelle mani di autentici cialtroni e criminali come B. e compagnia.
    Pensa che avrebbero potuto combinare in Italia negli ultimi venti anni.
    Io credo che avremmo sperimentato una corruzione e un malaffare cento volte superiore all’attuale, che è già insostenibile così com’è!

    Chi ti garantisce che il governo sia capace di resistere alla tentazione di stampare MOLTO più denaro del necessario per poi intascarselo sottobanco, drogando l’economia reale del Paese, facendo precipitare la nazione in una spirale di inflazione incontrollata, di sfrenato aumento dei prezzi, che poi in definitiva avrebbe portato ad una crisi forse anche peggiore dell’attuale?

    Secondo me torniamo sempre al solito punto: quando le elité di un paese sono corrotte non esistono sistemi efficienti di gestione della cosa pubblica, i cittadini finiscono comunque nella merda.

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    • Giovanni Mole' Dice:

      Sono d’accordo anch’io sul fatto che la fantasia e la capacità di adattamento a nuove delinquenze della classe politica italiana è pari solo alla nostra tanto decantata arte di arrangiarsi! E’ una storia tutta italiana, o quasi, perchè fuori dai ns confini sembrano agnellini ligi al dovere civico ma sotto sotto possono insegnare parecchio su come sodomizzare la società civile. Magari in maniera meno vistosa, magari in maniera meno pacchiana e farsesca (come nello stile del teatrino della politica nostra), ma ugualmente se non più efficace. Il problema effettivamente è culturale e comportamentale. Per cui, vero che se potessimo stampare moneta si ruberebbe lo stesso, ma permettimi di dissentire sul fatto che ci possa essere un “B” che sia capace di fare peggio di gente del calibro di: Amato – Ciampi – Scogliamiglio – Carli – Padoa Schioppa – Draghi – Butti – Tononi – Prodi – D’Alema – Andreatta (divorzio del Tesoro dalla Banca d’Italia) e … mi fermo qui perchè l’elenco è veramente nutrito. Questa gente è venuta prima di B., e danni ne ha fatti parecchi. E spero di poter vivere abbastanza per vederli marcire in galera fino alla fine dei loro giorni, che non sono poi tanti, ma quei pochi stessi che rimangono non li meriterebbero affatto, troppo lusso!. Quanto al fattore B da te tirato in ballo, sono del parere che uno che chiama la questura per dire che la sua concubina di turno è nipote di un presidente di uno stato, beh, ha a che fare più con l’idiozia che con la malvagità. Perchè per creare una crisi peggio dell’attuale non bisogna essere solo geni, ma sopratutto malvagi. E maledettamente figli di puttana. Scusa il francesismo.

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  2. tony Dice:

    Non sono per niente daccordo,evitare l’argomento signoraggio per paura, da parte di un uomo che vuole cambiare il suo paese,e come se alcuni giudici pensassero in cuor loro di non voler occuparsi troppo concretamente di mafia, dopo aver visto la fine che fecero Falcone e Borsellino,con questo non voglio escludere che grillo possa essere una vittima, ed essere stato minacciato,ma le ombre su di lui si fanno sempre più fitte,
    Aspen, Bilderberg,sono dietro Casaleggio,ci sono addirittura dubbi che Grillo sia stato sul panfilo Britannia,Gianni Lannes ha riportato un articolo nel quale si evince che poco prima di fondare m5s,il comico genovese abbia incontrato segretamente l’ambasciatore Roland Spogli a Washington,per non parlare dei suoi elogi al golpista Monti,a golpe appena avvenuto,e di alcuni suoi discorsi in cui elogiava l’OMC,…..Ma poi mi chiedo con quali armi la si vuole combattere la crisi,se si glissa sul signoraggio,si parla di sovranità monetaria su qualche palco, ma la si omette nel proprio programma,dove non si accenna nemmeno a ridiscutere Trattato di Lisbona,Matricht-fiscal compact……Forse con una nuova legge sul conflitto d’interessi,con l’eliminazione del rimborsi ai partiti…tuonando contro i ladri di polli,io spero che i ragazzi del m5s,per quanto gli sarà possibile farlo, la smettano di difendere grillo ad oltranza,e ora che entreranno in parlamento, guarderanno negli occhi più il popolo che grillo,ormai ampiamente compromesso col potere.Spero almeno che questa volta non prevarrà la sudditanza verso il leader carismatico,ma il senso civico.

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    • Giovanni Mole' Dice:

      Se avesse messo chiaramente l’argomento Sovranit monetaria tra i punti del programma ufficiale, non ci sarebbe stato nessun boom del movimento. Nell’era dell’informatizzazione di massa tutto possibile, con una tastiera. Per cui non penso affatto che il cosidetto “cervellone del Ministero degli Interni” possa essere ritenuto esente da qualsiasi tentativo di manipolazione. Ma di che stiamo parlando ? O per caso siamo anche noi sulla nuvoletta ? In secondo luogo, ce lo vedi tu un manipolo di neoparlamentari a portare avanti una guerra simile contro una selva di leggi, delle quali alcune sovranazionali, che regolano l’attivit bancaria, l’attivit di societ finanziarie che hanno nei porpri portafogli anche – e sopratutto – titoli di nazioni ? Parlare ben diverso dal fare. Lo so che Grillo ne parlava prima e poi “improvvisamente” non ha pi esplicato in modo chiaro. Ma renditi conto che 108 deputati e 56 neo-senatori non sono un numero realisticamente potente per abbattere un sistema di tale portata. La mia opinione che per il momento si faccia il fattibile. Tu la chiami magari propaganda, per se lo faranno gi qualcosa di grandioso. Nel frattempo, stai pur certo che una parte (sempre pi consistente) dell’informazione non convenzionale (tipo il ns blog) continuer imperterrito a martellare su Signoraggio, primario e secondario, sulla riserva frazionaria e altre porcate che sono state istituzionalizzate da decenni. Al meno io non ho intenzione di fermarmi. Rispetto la tua opinione, e resto dell’idea che Grillo ha buttato l’amo, ma non deve essere lui a pescare. Siamo noi tutti.

      Rispondi

    • Giovanni Dice:

      Se avesse messo chiaramente l’argomento Sovranità monetaria tra i punti del programma ufficiale, non ci sarebbe stato nessun boom del movimento. Nell’era dell’informatizzazione di massa tutto è possibile, con una tastiera. Per cui non penso affatto che il cosidetto “cervellone del Ministero degli Interni” possa essere ritenuto esente da qualsiasi tentativo di manipolazione. Ma di che stiamo parlando ? O per caso siamo anche noi sulla nuvoletta ?
      In secondo luogo, ce lo vedi tu un manipolo di neoparlamentari a portare avanti una guerra simile contro una selva di leggi, delle quali alcune sovranazionali, che regolano l’attività bancaria, l’attività di società finanziarie che hanno nei porpri portafogli anche – e sopratutto – titoli di nazioni ? Parlare è ben diverso dal fare. Lo so che Grillo ne parlava prima e poi “improvvisamente” non ha più esplicato in modo chiaro. Ma renditi conto che 108 deputati e 56 neo-senatori non sono un numero realisticamente potente per abbattere un sistema di tale portata. La mia opinione è che per il momento si faccia il fattibile. Tu la chiami magari propaganda, però se lo faranno è già qualcosa di grandioso. Nel frattempo, stai pur certo che una parte (sempre più consistente) dell’informazione non convenzionale (tipo il ns blog) continuerà imperterrito a martellare su Signoraggio, primario e secondario, sulla riserva frazionaria e altre porcate che sono state istituzionalizzate da decenni. Al meno io non ho intenzione di fermarmi, fin quando me lo permetteranno. Rispetto la tua opinione, ma resto dell’idea che Grillo ha buttato l’amo, ma non deve essere lui a pescare. Siamo noi tutti.

      Rispondi

      • Roberto Mariotti Dice:

        Ottima risposta Giovanni, sottoscrivo in toto.
        La gente come Tony (senza offesa) non si rendono conto di che razza di dinosauro potentissimo sia diventato negli ultimi decenni la Finanza e la Plutocrazia mondiale.
        Il problema è che l’Italia di oggi è TENUTA PER LE PALLE dalla speculazione e dai poteri forti. Abbiamo letteralmente una pistola puntata alla tempia.
        Andare al muro contro muro, col rischio che i “mercati” ci considerino dei pazzi furiosi, utopisti da quattro soldi, con la conseguenza di un ulteriore impennata dello spread significherebbe far precipitare centinaia di migliaia di nostri concittadini, i più deboli, nella miseria più nera, per non parlare del rischio concreto della “sindrome greca”.
        Bisogna essere realisti, e capire che l’Italia è molto debole, il classico vaso di coccio.
        E questa debolezza deriva dalle varie dipendenze che noi abbiamo verso l’estero.
        Ne cito alcune, in ordine sparso:
        – la dipendenza finanziaria dello Stato: circa la metà del debito pubblico italiano è nelle mani di istituzioni ed investitori stranieri.
        – la dipendenza mercantile: la bilancia commerciale italiana con l’estero è costantemente in passivo, noi importiamo più di quello che esportiamo.
        – la dipendenza energetica: praticamente non abbiamo alcuna fonte energetica.
        – stessa cosa per le materie prime, di cui l’Italia è cronicamente carente.
        Quindi noi dobbiamo (dovremmo, o meglio ancora avremmo dovuto da trent’anni) ANZITUTTO ridurre fortemente la dipendenza dall’estero che ci rende così deboli E POI avremo maggiori chance di alzare la testa contro i Poteri Forti sovranazionali.
        Non credo proprio ci siano alternative.
        Se io volessi adesso salire sul ring per fare a pugni con Mike Tyson sarei semplicemente un fesso destinato a farmi massacrare.
        Quanto meno dovrei prima allenarmi molto molto bene.
        Io credo semplicemente che Grillo abbia capito queste cose e abbia dato priorità alle questioni interne di recupero della buona amministrazione, di lotta alla corruzione e alla evasione, di miglior gestione dello Stato, eccetera.
        Che poi Grillo sia “ampiamente compromesso col Potere” è una delle tantissime tiritere del solito complottismo da web, ma tutta da dimostrare.

        Rispondi

        • tony Dice:

          Il punto è che se non ridiscutiamo il fiscal compact,il trattato di lisbona,velsen ecc.altro che tenerci per le palle,le palle ce le stritolano,…..sono daccordo anch’io che molto dipende dalla consapevolezza politica della gente comune,che può arrivare a capire certe verità solo informandosi con sforzo, e lontano dai canali ufficiali,ma il tempo stringe,quindi mike tyson c’è, ma ci siamo anche noi sul ring,è la cosa più intelliggente non è certo quella di stare ad allacciarci le scarpe e temporeggiare.

          Rispondi

          • Roberto Mariotti Dice:

            Sì, ma guarda bene come funziona questo pazzo mondo: basta che noi italiani si decida di dare un po’ di voti ad un movimento di chiara ispirazione popolare (i signori dei palazzi preferiscono chiamarlo “populista”) che ecco lì il ricatto dello spread a riprendere quota.
            Come a dire: non sognatevi di uscire dalla spirale di questa usura internazionale (perché di usura bella e buona si tratta) perché vi massacriamo!

            Resteremmo compatti a combattere la Plutocrazia mondiale che ci condanna a questa perversa spirale del debito anche quando la crisi si acuirà ulteriormente?
            Noi, un popolo in cui una parte consistente si vende il voto per 50 euro?

            Temo che prima di ridiscutere alcunché in Europa dovremmo mettere a posto parecchie cosette in casa nostra.
            E’ una mera questione di priorità, perché il Fiscal Compact, così come vari altri trattati europei, sono dei veri e propri abomini.
            Ma gli squali che ci hanno intrappolato in questa logica perversa hanno fatto veramente un bel lavoro: ad esempio uscire oggi dalla trappola infernale dell’euro in cui ci hanno convinto a cadere undici anni fa è quasi impossibile, almeno senza rischiare fortemente di cadere in una crisi ancora più drammatica di quella che stiamo vivendo ora.

            Su una cosa però devo darti ragione: il tempo stringe, bisognerebbe cominciare a contrastare seriamente questo degrado.
            Il tempo infatti gioca a favore delle elité: più andiamo avanti con questo sistema insensato e più scivoliamo dentro le sabbie mobili della crisi e della disoccupazione, e quindi sempre più difficile diventa uscirne fuori.
            Loro lo sanno, e infatti non hanno alcuna fretta. Basta guardare alla strategia che stanno scegliendo per la Grecia: uno strangolamento progressivo che non lascia scampo.

  3. massimo zavatti Dice:

    Dentro all’euro o fuori dall’euro ? Due strade che porteranno sicuramente allo sfascio entro breve.

    Perché invece non creare una moneta parallela restando pienamente nella zona euro e rispettando

    tutti i trattati?

    La crisi è nata dalla mancanza di denaro che ha fermato il lavoro e non viceversa. Basterebbe immettere denaro nella base monetaria per far ripartire il lavoro. Ma come?
    Poniamo che si voglia partire dai debiti che lo stato ha nei confronti delle imprese. 71 miliardi.
    Lo stato potrebbe creare un nuovo strumento finanziario simile all’assegno circolare, garantito
    dalla banca centrale come i bot. Un assegno convertibile in euro al 96% del suo valore a 90 giorni dopo che si è messo all’incasso ma che per legge può essere subito speso all’interno dei nostri confini come moneta corrente. Naturalmente il termine assegno è puramente simbolico in quanto
    come ogni moneta si può usare elettronicamente. Una moneta parallela garantita alla pari dell’euro
    e convertibile sempre e comunque.(tranne una piccola percentuale) Si dovrebbe fare una campagna per spiegare che è vantaggio di tutti usarla come moneta corrente perché aumenterebbe la base monetaria in circolazione, ben sapendo che anche se venisse riscattata tutta, a differenza dei bot che costano in interessi, questa moneta al contrario renderebbe
    Si potrebbe così saldare subito i 71 miliardi a costo zero immettendo denaro fresco. Dopo di che si potrebbe continuare ad emettere questo Super euro fino all’uscita della crisi dosando l’emissione in modo da non creare inflazione ne recessione.

    Rispondi

    • Roberto Mariotti Dice:

      Guarda Massimo, la tua idea non è affatto peregrina, ma temo che sia praticamente del tutto equivalente all’uscita dall’euro e al ritorno alla divisa nazionale.
      Non credo proprio che gli organismi politici comunitari e la BCE siano disposti a tollerare una doppia circolazione monetaria in una parte dell’eurozona.
      Purtroppo, come ho già detto sopra, la “trappola” dell’euro è stata veramente congegnata in modo sopraffino.

      Rispondi

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