Le bugie

22 febbraio 2013

Cultura e Società


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Pasolini scriveva che ” l’italia è governata da una borghesia falsa…” ed io vorrei rivolgere una domanda al signor Oscar Giannino. Desidererei dirgli: ” Ma come si può costruire la propria cultura sulle bugie? “. Stamane ho fatto la fila in uno studio medico, come tutti i pazienti. Quando ho affermato di essere una paziente oncologica, nessuno mi ha concesso la precedenza….. Di solito, il malato di cancro ha la precedenza per la patologia grave….. Al signor Giannino dico che è fortunato ad avere la salute. Io sono costretta ogni 4 mesi, a sottopormi a controlli serrati: lui è come Pinocchio ed io sono la Fata Turchina ” a rovescio “…..non sono una fata, ma un fantasma travestito da donna, come una moribonda mascherata da fatina. Quante bugie hanno raccontato questi signori della politica, questi fantocci che rappresentano i barbari, gli eterni avversari degli antichi Romani. E questi lor signori, non se ne vanno. La poltrona è comoda. Ma come siete bravi! Che bravi, questi personaggi che si sono candidati!! Seneca diceva che “ognuno è responsabile di ciò che fa” e costoro cosa fanno?

Rosa Mannetta

La strada

La strada sbarrata…

Percorro il tunnel, cado.

Il muro mi invade,

mi imprigiona.

Mi hanno chiuso in uno

spazio.

Quando sarò libera?

Solo se parlerò….

GalileoGPS-Big
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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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