Hugo Chavez ed il cancro

6 marzo 2013

Il Caso, Verità sul cancro


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Di cancro si muore. E’ una possibilità inesorabile che i malati di “cancro” non sanno o non vogliono capire….E mi contestano come se io non fossi una malata di cancro!!!!!!

Purtroppo, rientro nei casi di cancro metastatici, quelli meno diffusi e più pericolosi, con alto grado di malignità e con un rischio di recidiva. Recidiva, significa, ripresa del cancro in ogni parte del corpo.

Hugo Chavez, il presidente del Venezuela, è morto dopo 2 anni di lotta serrata, di cancro. Maduro, il vice presidente del Venezuela, ha detto che “Chavez è morto per colpa dei nemici del Venezuela”. Obama ribadisce il suo sostegno al popolo venezuelano in un momento così difficile e respinge le accuse di “cospirazione”.

Sartre scriveva che “il fine dell’esistenza è una nullità assoluta” ed io concordo. Il Nostro Pasolini diceva che “uscire dalla storia….è un atto cari ai reazionari…”.

In questo contesto le sue parole, risultano sempre più attuali. Perchè? Perchè oggi, in Italia non siamo liberi. Esiste una silente e latente tirannia. Esiste un regime che controlla le informazioni. Ed io ripeto che non siamo liberi. NON SIAMO LIBERI. Siamo un popolo piegato dalla Germania, dalla sua potenza economica e politica. Quando i loro politici disprezzano la nostra dignità….noi come Italiani abbiamo dimostrato di essere inesistenti. Seneca sconsolato, esponeva: “Mi ritiro nella filosofia”. Io, delusa, preferisco abbandonarmi nella filosofia. I malati di cancro e gli esseri in buona salute, mi ripugnano.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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8 commenti su “Hugo Chavez ed il cancro”

  1. simona Dice:

    Rosa, ma vogliamo dire anche che si muore più di chemio che di cancro? Terapia Di Bella no? Perchè è stata bocciata anni fa? Ma oggi Veronesi ed altri la stanno rivalutando….ovvero poichè funziona vogliono proporre una sperimentazione del loro protocollo al ministero. probabilmente cambieranno qualche virgola al protocollo Di Bella bocciato dalla fantacommissione medica presieduta dal ministro alla salute di allora, tale rosi bindi.
    documentati sul web, contatta il centro Di Bella, ti indicheranno un medico che segue il protocollo vicino a te. Malati terminali mandati a casa dopo interventi e chemio sono guariti. Questi sono fatti e ce ne sono tanti.
    Auguri.

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    • calgra Dice:

      la fantacommissione medica era intrappolata dai tanti ma tanti miliardi che la CHEMIO fa girare, e, se non fosse stato per quell’iniziativa americana di mettere sotto accusa la CHEMIO noi ancora avremmo solo sentito DISPREZZARE LA DI BELLA comunque LODARE LA CHEMIO….si effettivamente la chemio è morire! DIOOO! ah! la stramaledetta rosy mentre diceva “la DI BELLA” è una stupidaggine” ha preteso di mettere nel protocollo di bella LA CHEMIO in più una tassa milionaria per ogni iniezione che devi fare ogni 28 gg …..vabbè và!!!

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  2. eleonora Dice:

    rosa fai il metodo di bella, starai meglio e vedrai risultati anche sulla malattia
    in bocca al lupo
    eleonora

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  3. andrea Dice:

    Salve,cara rosa le porgo tutta la mia vicinanza e calore umano,per la malattia contro cui sta lottando,…..vede io ho uno zio che due anni fa si accorse che quando tossiva perdeva sangue,per il resto fisicamente era lo staesso zio che ho sempre visto,stava bene insomma,cmq decise di fare una tac,che purtroppo evidenziò un carcinoma ai polmoni,…probabilmente mio zio quel cancro lo aveva già da tempo,ma prima di quel sintomo logicamente non aveva pensato di farsi nessuna tac,…..ebbene iniziò la chemio ne ha fatti due tre cicli,ed ora è palesemente una persona malata,molto debilitato,io sono convinto che la maggior parte del suo stato attuale,sia dovuto proprio alla chemio,non si può pensare di guarire qualcuno distruggendo quelle poche difese naturali che gli sono rimaste,e non si può attuare un protocollo cosi aggressivo senza dare a una persona nulla che aiuti a supportare il suo sistema immunitario,i malati vengono spediti a casa,con un sistema immunitario massacrato,nella più totale indifferenza,…vede secondo me a prescindere da guarire o meno,non è più una questione scientifica, è una questione di buon senso…una questione di rispetto della vita umana e della sua dignità.

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  4. Rosa Dice:

    Caro Andrea, la ringrazio. Le spiego perchè: lei ha parlato di dignità. I malati di cancro che mi contestano non vogliono capire che bisogna educare tutti alla solidarietà. Non serve essere immessi nel mondo del lavoro, in un ambiente sgradevole….io lavoro in un istituto comprensivo dove la parola umana di collaborazione, di calore umano, di affetto, non esiste. Non si capisce che ci sono giorni che si fa fatica a stare in piedi…..una conseguenza delle cure a distanza di anni, che le ossa fanno male…danno della radioterapia. E gli altri malati di cancro, COME ME NEGANO CIO’ che AFFERMO. E’….è vergognoso…..Il metodo Di Bella e’ una puntura che si deve fare tutti i giorni e la qualità della vita è assicurata? Ne vale la pena? Il malato deve avere la sua scelta di vivere come vuole. E si vive come si vuole? Non MI SEMBRA. Pasolini riteneva che ” l’Italia è un paese morto” ed io mi considero un cadavere, come mi ha definito un famoso professionista: “Una moribonda che cammina”. Secondo lui i malati di cancro, non vivono a lungo. Io, invece, dico che voglio vivere come sento di fare….e non mi è permesso. NON SIAMO LIBERI.
    Rosa Mannetta redattrice “Pensare Liberi”

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    • andrea Dice:

      La capisco Rosa, capisco il vuoto che una società malata senza sentimenti,ossessionata dalla tecnica e schiava di un consumismo fine a se stesso,possa creare in una persona che vive un disagio,…non c’è tempo per fermarsi bisogna produrre andare avanti….ma per arrivare dove?…..una persona realizza a pieno se stessa quando impara ad amarsi ed amare,e questa società sembra fare di tutto per impedirci di fare questo,se ci riuscissimo saremmo davvero tutti meno soli,tutti meno malati.è giusto secondo me che lei faccia tutto ciò che la fa sentire meglio,per quanto riguarda il professionista che la definità in questo modo,credo che sia solo un delinquente,uno che ha sepolto l’empatia sotto il tecnicismo accademico che gli ha regalato una poltrona,insomma lui si un vero cadavere…
      Un abbraccio.

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    • simona Dice:

      Rosa, lei non è libera. La chemio e la radio sì, le ha fatte, e lei stessa ci descrive -in parte- quanta sofferenza ha provato e prova, famaci devastanti che distruggono il corpo e annientano lo spirito, e nessuna contro-prescrizione farmacologia di supporto al sistema immunitario come giustamente dice Andrea.
      però sulla terapia Di Bella si spende poco, non si entusiasma mi sembra, dice solo ”una puntura al giorno che qualità di vita è”, le posso dire che se uno è libero mentalmente si sottrae allo schifo della chemio, al business del chemificio, e mettersi un ago a farfalla sottilissimo sottocute tutte le sere, non avere devastanti effetti collaterali, solo un po’ di sonnolenza, a volte nausea, non mi pare sia una prospettiva così poco qualitativa, SE UNO VUOLE VIVERE.
      poi se uno ha già deciso di morire e di inscenare con il proprio corpo l’ingiustizia di questo sistema umano disumano, allora la malattia sarà un’ottima compagna.
      Funzioniamo così signora Rosa, non è facile capirsi ma andrebbe fatto, da ognuno di noi.
      Auguri vivissimi…

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