FRANCA D


 Voglio parlarvi di un’amica, una mia grande amica, la donna più coraggiosa che io conosca, più coraggiosa di uomini o donne che io conosca.

ImmagineAnni fa Franca era un’imprenditrice di successo, la vita le arrideva e viveva agiatamente. Poi una crisi economica, di quelle che periodicamente sconvolgono il panorama imprenditoriale italiano, la costrinse a rivolgersi ad alcune persone che riteneva amiche; amici come tutti noi che abbiamo subito l’usura abbiamo avuto modo di apprezzare. Gli “amici” ben presto si rivelarono per quello che realmente erano: spietati usurai che miravano solo a farla indebitare sempre di più, strozzarla con gli interessi per poi impadronirsi dei suoi beni. Franca resistette a lungo, pagò e pregò, pianse e si disperò, ma i suoi aguzzini non erano esseri umani, erano abbietti sciacalli che non avevano orecchie che per il fruscio del denaro. Oramai stremata e ridotta al lumicino, Franca, si rivolse alle Forze dell’Ordine, denunciò i malavitosi che furono arrestati in flagranza di reato.

Potrebbe essere, questa, la fine di una storia dolorosa e l’inizio della ripresa, il ritorno verso la normalità. Non lo fu. Un maledetto giorno Franca fu attirata in un agguato, dagli amici degli amici, fu minacciata e percossa e per dare maggior peso alle minacce fu violentata brutalmente numerose volte da due uomini, uomini? Certo costoro non avevano nulla di umano erano solo dei bruti, degli schifosi e luridi esseri indegni di appartenere al genere umano, sfogarono i loro più abbietti istinti su una piccola e fragile donna, a coronamento della loro azione vergognosa promisero di occuparsi, allo stesso modo, delle figlie adolescenti di Franca. Quegli idioti avevano pensato che il fragile corpo di Franca non potesse ospitare che una ancor più fragile volontà. Grave errore. Franca era, ed è, dotata della più tenace caparbietà, della più dirompete forza di volontà che essere umano abbia mai posseduto. Anche i suoi aggressori furono denunciati e da quel momento lei iniziò un cammino di solidarietà con le vittime della criminalità comune e mafiosa, un cammino di legalità a cui ella dedicò tutta la sua esistenza. Prima attraverso una nota associazione,Immagine e poi, dopo aver scoperto che quella associazione era poco interessata ai problemi delle vittime e molto interessata ai propri affari, con una associazione fondata da lei, si batte sempre tenacemente, sempre in prima fila, sempre esponendosi ad ogni sorta di rischio. Franca non si tirò mai indietro. La sua lotta senza quartiere non dovette piacere a qualcuno, infatti, Franca, perse tutti i suoi beni, ottenne dallo Stato la concessione di un piccolo mutuo che ella restituì completamente quando ebbe un risibile risarcimento per i danni biologici subiti. Occorre che sappiate che la violenza subita e lo stress accumulato le hanno causato, nel tempo, tre infarti, è stata operata al cuore, è caduta in un devastante stato depressivo. Pur avendo accertato che l’aggravarsi delle sue condizioni di salute sono state causate dai fatti criminosi accadutole lo Stato non ha mai provveduto a risarcirla adeguatamente. L’impossibilità di svolgere una normale attività lavorativa l’ha gettata in uno stato di progressiva indigenza, aggravatasi con il tempo. In un momento di grande sconforto e per salvaguardare quel poco di dignità a cui, giustamente, non intendeva rinunciare, tentò il suicidio. Tentativo vero, non di quelli che prima avverti tutti e poi butti giù un paio di pasticche, Franca rimase in coma per molto tempo. Quando si riprese tornò più combattiva di prima, fece scioperi della fame e dei medicinali innanzi al Viminale, non per se, si badi, ma per le migliaia di vittime che non hanno voce. La mia amica ha sempre pensato agli altri e mai a se stessa, si è spesa senza risparmio per tutti coloro che si rivolgevano a lei, ha affrontato criminali abbietti ed istituzioni sorde e cieche, è salita sulla barricata e non è mai più discesa. Oggi Franca è ricoverata in clinica, depressa, ammalata di cuore e con una neoplasia al cervello, dimenticata da tutti. Neanche coloro che hanno ricevuto il suo prezioso aiuto, che grazie a lei hanno potuto riappropriarsi della propria vita, ricominciare un’esistenza che pensavano irrecuperabile si sono ricordati di lei. Non ha di che curarsi, non ha di che sfamarsi, vive in una casa sotto sfratto, le hanno tagliato l’energia elettrica ed il gas. E nessuno si ricorda di lei. Nessuno le tende una mano, nessuno neanche la chiama per esprimerle solidarietà. Quanto corta è la memoria di chi riceve il bene.

Franca, amica mia, perdonami!

Vorrei poterti aiutare, vorrei poterti dare un po’ di sollievo economico e dividere con  te quel poco di salute che mi resta, vorrei stringerti forte e difenderti dagli insulti di un mondo che non ti merita. Mi sento inutile, e lo sono, se non posso portare sostegno alla più degne delle persone.

E’ più probabile che sarai tu ad aiutare me, anzi lo hai già fatto con il tuo fulgido esempio.

Amica mia stringi ancora una volta i pugni, rialzati di nuovo e torna in campo, le battaglie non sono finite.

Grazie di essere mia amica.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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2 commenti su “FRANCA D”

  1. Paola Bozzini Dice:

    Mi sento ferita per ciò che ha subito e subisce questa donna meravigliosa. Vorrei poterla aiutare, ma sono io stessa nell’impossibilità di farlo perchè non ho risorse. Voglio soltanto divulgare questo articolo perchè chi sino ad ora non ha fatto niente per lei e per le centinaia di vittime, donne, che come lei han subito queste atrocità, si svegli ed agisca finalmente in modo coerente e immediato. Le colpe delle istituzioni, prima di tutto di questi governi che ci hanno solamente spolpati, sono innumerevoli. Ora chi è stato eletto ha il dovere morale e civile di prendere posizione e di agire con tempestività. Grazie, a nome di tutte le donne che hanno subito e subiscono….Grazie Luigi Orsino!
    paola

    Rispondi

  2. ludwig375 Dice:

    ma dove sta?

    Rispondi

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