Il giorno dopo la mimosa…..

9 marzo 2013

Cultura e Società


Il giorno di una festa consumistica, l’8 marzo è trascorso….. Si sono vendute tante mimose e poi cosa è rimasto del simbolo raffigurato dal ramo di colore giallo? Nulla. I rapporti tra gli uomini e le donne sono dettati da una ipocrisia, da una mancanza di dialogo che sta distruggendo l’unità della coppia. La donna ha raggiunto una certa autonomia di pensiero e di indipendenza economica: quella in carriera, se ha una famiglia, non sempre riesce a conciliare il lavoro con i vari impegni. Quella che è casalinga, segue i figli…ma poi si perde nei sogni non realizzati. Quella che vive solo curando la sua bellezza e che si impegna con un possidente adiposo, sperando in un futuro armonico…non potrà reggere all’isolamento dorato. Quella che sceglie la sua autodeterminazione, è in grado di realizzare un percorso di vita costruttivo con il compagno. Nel nostro Paese la donna, molte volte, viene picchiata o uccisa dal partner. Perchè accade questa forma di accanimento violento? Al contrario, succede anche che in caso di divorzio, alla donna venga concesso l’assegno di mantenimento, la casa coniugale e poi l’ex-marito come fa a vivere….se parte dello stipendio va alla signora che non vuole lavorare? Ecco l’assurdità di varie situazioni!!! Bisogna prendersi le responsabilità della propria vita.

Quando io affermo che non siamo liberi, che viviamo in una dittatura dei comportamenti, che non possiamo agire liberamente, intendo anche che non siamo liberi di avere un futuro. I privilegi di pochi, hanno distrutto il futuro dei giovani e di noi genitori: la crisi precipita. Alcuni lettori mi hanno indicato cure alternative, ma voglio chiarire che ogni tipo di neoplasia, prevede determinate terapie da seguire. Secondo voi, con Chavez, non hanno provato di tutto? Sul cancro, vi sono gli interessi di case farmaceutiche e di ricercatori intrepidi…..Il problema è di chi si ammala…Kierkegaard scriveva che “la libertà è condizionata dalla situazione che si vive” e ribadisco che in Italia non siamo liberi. Non siamo liberi nè di vivere e nè di curarci come vogliamo. Avremmo dovuto avere persone che ci potevano educare alla democrazia, al rispetto. E’ inutile dire che la donna non è rispettata…se lei crede di agire da “lolita”. L’uomo è un preistorico violento sulla donna….ma perchè lei non si prende il coraggio di reagire? Perchè fare le vittime? Perchè il danaro del compagno è comodo? Sono donna e vi dico, andate a lavorare, impegnatevi a studiare….è inutile festeggiare quando non si combatte per la libertà. La libertà personale è inestimabile.

Seneca scriveva che “chi è un servo, è un vile di se stesso” e noi siamo schiavi. Non siamo liberi. E’ questo il popolo italiano?

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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