La comunicazione

13 marzo 2013

Cultura e Società


dittatore

Le polemiche che sono sorte sul problema cancro sono numerose. E quando la voce si diffonde, è inevitabile la formazione di pareri opposti, diversi e contrari…. Ripeto e ne ho i motivi, che non viviamo in uno stato libero, ma siamo ristretti in un regime che ci impone dei modelli da seguire, che ci impone delle parole da esprimere e nell’attimo in cui, dico qualcosa che dissente da tali modelli, si tenta di farmi tacere. Questa è tirannia. Se la coscienza civile è intrisa di ipocrisia, non posso fare nulla. Pasolini nella poesia “La terra di lavoro”, scriveva: “….qui dentro è il regno dei morti, passati da dolore a dolore….”. Che significa questo verso? Significa che dagli anni di Pasolini ad oggi, la realtà di noi Italiani, non è mutata. Siamo sempre un popolo che si trascina a vivere, che non avrà l’anima battagliera di quello francese. Nella storia, la Rivoluzione Francese, ha posto i dettami della democrazia moderna e noi cosa stiamo realizzando? Realizziamo solo provocazione, indifferenza, solitudine, negazione. E questa è tirannia.

Alzarsi, mangiare e dormire senza scopi…..E’ tirannia dell’anima. Credere che avere un ago nel braccio, sia la soluzione per vivere…..E’ tirannia. E’ convincere la persona a non avere alternative….e quelle esistono. Sono solo possibilità di pochi “eletti”. E’ questa è tirannia. Quando si diventa amici di alcuni medici e si entra in un percorso speciale….E’ tirannia. Quando ho avuto il coraggio di parlare e ho avuto ascolti…quando sono stata invitata a non espormi…E’ tirannia. Paci annotava che “la vita è un fenomeno che scorre nell’esistenza” ed io dico che far scorrere l’esistenza in modo incurante, sia disdicevole. Perchè ci si fa prendere da quel senso oscuro di paura, di rintanarsi nel proprio rifugio lontano dai pericoli? Come sono vane queste scelte….o ripieghi?

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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2 commenti su “La comunicazione”

  1. Luca Rivoli Dice:

    I commenti sopra suonano strani. Sembrano generati automaticamente da qualche sistema, o comunque studiati a tavolino. Sembra un battibecco simulato.

    Comunque siete tutti invitati al rispetto e all’educazione. Grazie.

    La profondità di quello che ha scritto Rosa non è stata, volutamente, colta. Il senso di quanto scritto, in sintesi, sta nella “deformazione” della realtà e nella manipolazione delle vite delle persone. Quando tutte le cose nella vita, comprese le cure mediche, ti vengono fatte cadere dall’alto… questa è tirannia. Grande Rosa invece e complimenti!

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  2. Filomeno Cafagna Dice:

    Dice Rosa Mannetta :”E quando la voce si diffonde, è inevitabile la formazione di pareri opposti, diversi e contrari…. Ripeto e ne ho i motivi, che non viviamo in uno stato libero, ma siamo ristretti in un regime che ci impone dei modelli da seguire,” SANTA VERITA! Nell’articolo si fa riferimento al campo sanitario ma non và dimenticata la Tirannia per l’imposizione dello studio della lingua Inglese e Francese nelle scuole, Sempre in campo scolastico, la Tirannia imposta per l’occultamento di una guerra civile italiana durata 10 anni nel periodo 1861 1870, ed intanto domani ricorre l’anniversario dell’Unità ottenuta come? A quale prezzo? A spese di chi? Io ora lo sò, l’go scoperto dopo 42 anni di vita e voi… lo sapete? Continuando… La tirannia imposta da un sistema politico il quale affossando la Costituzione utilizza sul territorio italiano più metri e più misure a seconda della necessità. E di esempi del genere ce ne sono ancora una miriade.

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