CATTIVI PRESAGI


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Continuo a guardarmi intorno e non vedo altro che il deserto, un desolante deserto fatto di solitudine infinita; un deserto personale per ognuno di noi. Ognuno vive la sua realtà fatta dei propri interessi, gli altri non esistono se non in funzione dei propri fini. Viviamo in un mondo dove l’egoismo impera e l’individualismo è eletto a regola di vita.

Milioni di poveri, gente che soffre e vede sgretolare la sua vita sono ridotti a numeri, dati statistici, semplici elementi un’equazione, poche frase stereotipate in un TG; nessuna pietà, nessun riferimento alle loro sofferenze, nessuna solidarietà. Solidarietà, ecco cosa veramente manca in quest’epoca di degrado ed in questo paese decadente. L’uomo ha perso l’empatia per i suoi simili, tutti pensano solo al proprio benessere e non si fanno scrupolo di gettare a fondo tutti gli altri. In questo paese dove il 10% della popolazione detiene il 50% della ricchezza è impossibile sperare in un miglioramento, un’equa distribuzione della ricchezza è il presupposto essenziale alla pace sociale.

ImmagineChi ha pianificato questo stato di cose, perché di un vero e proprio progetto si tratta, non può non tener conto del fatto che in fondo alla china che il paese ha imboccato vi può essere solo la ribellione dei diseredati. Nessuno deve sperare che il neofeudalesimo che vorrebbero imporci, spacciandolo per globalizzazione, venga passivamente accettato. Il giorno verrà che i miserabili si stuferanno e decideranno di riprendersi la vita che gli è stata rubata, l’alba di una nuova epoca sarà intrisa del sangue dei colpevoli e degli innocenti.

Ogni giorno qualcuno a cui è stata rubata la dignità decide, non potendo e non sapendo cosa altro fare, di farla finita, di immolarsi per non subire l’onta estrema, il peggiore insulto, il male più devastante: vedere i propri figli affamati, la propria famiglia senza risorse. Oggi manca la coscienza di classe, presto i poveri si renderanno conto che ognuno da solo non vale nulla ma tutti insieme sono una forza inarrestabile. Coloro che fanno dello sfruttamento dei propri simili la loro ragione di vita, della speculazione la propria missione, della rapina la loro religione stanno facendo rinascere qualcosa che credevamo, ormai, relegata al passato, prossimo, ma sempre passato. La lotta di classe non può che riesplodere con la violenza di un ordigno. Che tristezza doversi arrendere innanzi alla barbarie, dover auspicare un bagno di sangue per potersi riappropriare della dignità perduta. Uomini che calpestano altri uomini, uomini che si ribellano al giogo imposto dai suoi simili, una storia infinita di sopraffazioni, una storia che non ha tempo; è di ieri come di oggi come lo sarà domani. L’uomo è l’unico animale che non impara dai suoi errori.

ImmagineIl fetore del marciume che ci circonda offende il nostro olfatto tanto quanto è essenza profumatissima per coloro che hanno fatto della sopraffazione il loro mestiere. Guardatevi intorno, smettetela di credere a chi vi prende in giro, ridendo della vostra ingenuità; oggi ribellarsi è divenuto un dovere a cui nessuno può più sottrarsi. Io non lascerò che il bastone si abbatta ancora sulla mia schiena, non chiederò, pietendo, di ottenere ciò che è mio di diritto.

Il diritto di essere uomini bisogna conquistarselo, nessuno te lo regalerà, non si può delegare ad altri il compito di proteggere la propria dignità. Chiunque riceva il mandato di rappresentarvi lo userà per i suoi scopi e di voi neanche si ricorderà, per lui sarete solo un fastidio, un fastidio simile ad una merda pestata per caso in strada e di cui ci si vuole liberare al più presto.

Confrontate gli avvenimenti di questi ultimi tempi con gli avvenimenti del passato e vi renderete conto che grandi nubi nere si profilano all’orizzonte.

I tiranni sono sempre esistiti ma ognuno di noi conserva il pugnale che rende liberi.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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9 commenti su “CATTIVI PRESAGI”

  1. calgra Dice:

    ecchene un’altro và !
    ci credo che non ci sono commenti…che gli dici? và,va a lavorà ! ed il lavoro, quando ce l’hai, RISPETTALO diglielo ai tuoi amici sindacalisti che si sono arricchiti suonando la tua stessa musica “dicendo” di difendere i lavoratori DISTRUGGENDO il lavoro…và ! prova a mettere su una qualsìasi azienda investi tutto quel che hai, assumi….poi ti renderai conto dove sono GLI SFRUTTATORI !!!!

    Rispondi

    • Luigi Orsino Dice:

      Sig. Calgra è con dispiacere che devo dirle che lei non capisce nulla. Io nella mia vita sono sempre stato un imprenditore. Per anni ho svolto con onestà il mio lavoro, poi sono stato attaccato della criminalità organizzata e vivo difendendomi quotidianamente dai loro assalti (reali non formali). Lo Stato garantisce la mia protezione ma niente altro, nessun aiuto economico. Sono una vittima che ha denunciato i criminali e che ogni giorno mette a rischio la sua esistenza. Mi dica, lei cosa fa nella vita? Io ho creato decine di posti di lavoro e li ho difesi fino allo strenuo, i miei dipendenti erano e sono i miei migliori amici. Nel mio editoriale ho inteso pronosticare un possibile scenario prossimo venturo, uno scenario nefasto a cui non potremo sottrarci semplicemente perchè la classe dirigente dei politici mafiosi intende sfruttarci fino all’esaurimento di ogni risorsa. Auspico che non consentiremo a nessuno di privarci della nostra dignità.
      Non me ne voglia ma credo che lei sia giustificato solo dalla sua ignoranza, un grave male che affligge molti. Ove mai le riuscisse provi a capire ciò che legge.
      Luigi Orsino

      Rispondi

    • Roberto Mariotti Dice:

      Invece io vi chiedo che il primo commento di tal “calgra” sia mantenuto perché è – come dire? – paradigmatico.
      E’ l’incarnazione della ottusità totale, il prodotto non solamente di una ignoranza che nasconde la verità, ma proprio di una letterale “inversione di senso”, ovvero capire tutto il contrario della realtà.
      In quanto tale è da leggere, perché basta metterci il segno meno davanti per avere un quadro perfetto della realtà!

      Rispondi

  2. Giovanni Molè Dice:

    E’ vero Luigi, purtroppo. Quoto pienamente.

    Rispondi

  3. Luigi Orsino Dice:

    Sig. “gioco di parole” la prego di usare termini più consoni a persone civili, ciò facendo rispetterà se stesso ed il blog che la ospita. Il linguaggio triviale non serve ad altro che ad occultare la scarsezza di argomentazioni. Il sig. Calgra, pur nella sua consistente ignoranza, non ha usato termini volgari. In futuro, per rispetto verso chi la legge, si astenga anche lei.
    Luigi Orsino

    Rispondi

    • Luca Rivoli Dice:

      Luigi sono profili fake, e’ un utente solo con due nick che gioca a fare il troll. Ho gli indirizzi IP dal quale si collega con due finte email. Non rispondergli, domani finisco di tracciare e cancello i commenti.

      Rispondi

  4. Rosa Dice:

    Cari amici e colleghi, questo utente che si esprime in questo modo non deve essere considerato. Noi siamo persone sensibili che evidenziano i loro pensieri.
    Rosa

    Rispondi

  5. Roberto Mariotti Dice:

    Tuttavia io credo che più che mancanza di solidarietà la causa stia maggiormente in una vera e propria ignoranza, impreparazione culturale.

    Ho l’impressione che quando molti politici parlano della “medicina Monti”, intendendo che il disastro sociale che consegue dalle logiche distruttive della politica del professore, e più in generale dalle politiche di austerità e riduzione della spesa e dello stato sociale, lo facciano spesso perché proprio non hanno capito che questa medicina è in verità peggio del male.

    Dicono che bisogna evitare di cadere nella demagogia, nell’utopia, nell’assistenzialismo di certa “sinistra smidollata”, che bisogna essere realisti e così facendo propongono “cure” che loro ritengono siano alla lunga veramente efficaci, senza capire che queste cure non curano ma debilitano anche peggio chi è già malato.

    Non capiscono; sono nati e cresciuti in un mondo dominato dagli schemi interpretativi del capitalismo, del liberismo, della globalizzazione, e non si rendono conto che quel modello è arrivato ai suoi limiti; che il mondo non funziona più così, quanto meno per noi che viviamo nelle società avanzate.

    Prendete l’intervento del nostro amico, l’acutissimo calgra: magari lui è veramente convinto che il lavoro in Italia sia stato distrutto dai sindacati e non dalla globalizzazione che sposta la produzione nelle zone del mondo dove la qualità di vita, e quindi il costo del lavoro, sono irraggiungibilmente assai più bassi che da noi.

    Questa è gente che seriamente è convinta che quando si saranno ridotti i diritti e le tutele dei lavoratori, smontato lo statuto dei lavoratori, reso flessibili ed incerti tutti i posti di lavoro, abrogati i sindacati, a quel punto, come per magia, tutta la macchina economica riprenderà magicamente la sua gloriosa marcia.

    Certe volte mi viene quasi l’impulso di lasciarli farli, fargli fare tutte le riforme che hanno nella loro mente bacata, e poi guardarli in faccia dopo qualche anno, dopo che l’Italia sarà finalmente stata rasa al suolo e riportata nel medioevo.
    Ma penso che non capirebbero quanto sono cretini neanche allora.

    Come non capiscono oggi che la solidarietà, il chiedere che non si lasci nessuno indietro, non è solamente il solito pietismo piagnucolone che porta alla rovina, ma l’unco presupposto attraverso il quale si può mantenere una società benestante: perché quando una parte del popolo scivola in basso, calano i consumi, cala la produzione, si perdono aziende e lavoro e quindi altra gente scivola in basso, e così via, in un circolo vizioso che più passa il tempo più diventa sabbie mobili da cui non si riesce più ad uscire.

    Già da anni stiamo vivendo questa realtà.
    Già da anni siamo arrivati alla crisi del modello liberista-globalizzato.
    Non vederlo vent’anni fa era magari solo un pochino miope.
    Non vederlo oggi che già molti danni sono stati fatti e sono ben evidenti, è da imbecilli e forse anche da criminali…

    Essere stupidi non è un problema, capita spesso a tutti di esserlo per mancanza di conoscenza in settori specifici.
    Non capire come funzionano certi fenomeni e continuare a pretendere di governarli è il vero problema.
    Ci vorrebbe insomma una buona dose di “so di non sapere”, e quindi andarsene a casa a godersi la pensione e il relax, e lasciar fare ad altri…

    Rispondi

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