Pasqua 2013

25 marzo 2013

Cultura e Società


Pasolini nella raccolta “L’usignolo nella chiesa cattolica”, in alcuni versi scriveva:”E a che ci avrebbero brillato i pugni e i neri chiodi se il tuo perdono non ci guardava da un giorno eterno di compassione?”. Egli voleva dire che la passione di Cristo sarebbe stata inutile se Dio non avesse dedicato agli uomini un giorno eterno di compassione. La Pasqua è quindi passione e rinascita, oscurantismo e ripresa: è questa la Pasqua del 2013. Auguri a tutti. Auguri ai soldati in missioni di pace e che sono a rischio di essere colpiti; auguri a chi sta superando un periodo difficile; auguri all’ex marito senza casa; auguri ai senzatetto; auguri alla signora che in lavanderia, mi ha abbracciato; auguri a quelle donne che desiderano essere solo manichini eleganti; auguri a chi ci ama; auguri a quelle che la mattina presto, lavorano; auguri a quei politici che continuano ad essere come sempre; auguri a chi semina cattiverie per il gusto di commetterle; auguri a chi combatte per la libertà; auguri a chi non è libero; auguri a chi rispetta i diritti umani; auguri ad Hollande che invia i francesi a combattere nella Repubblica Centrafricana; auguri a quei padri che sono veri padri per i figli; auguri all’invidioso; auguri a chi è sincero….Ci rialzeremo? Secondo papa Francesco i giovani non devono farsi rubare la speranza. Abbagnano asseriva che “le buone azioni umane fanno superare il dolore” e noi inizieremo a creare buone azioni? Auguri a tutti noi che viviamo in questo Paese in cui non siamo liberi. Non siamo liberi.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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