Tra dieci giorni…..

2 aprile 2013

Cultura e Società


I saggi del presidente Napolitano predispongono verso il nostro Paese…..qualcosa di realizzabile. E’ come al solito, mi sembra una lezione di draconiana maniera, un modo di imporre le direttive a noi che facciamo parte degli elettori e del popolo italiano, se ancora siamo un popolo. Siamo un popolo? Non lo so. Vedo che ci sono molti poveri, vedo che faccio fatica a lavorare perchè i farmaci mi hanno sconvolto la vita, vedo che le persone non comprano la carne perchè costa e magari, prendono il taglio meno costoso, vedo che non si nominano sostituti perchè costano, vedo che abbiamo classi numerose che non si possono seguire, vedo che i tagli nella scuola sono invivibili, vedo che il mobbing è sempre più impellente, vedo che i sindacati non ascoltano….ci vogliono le prove con i testimoni e chi si pone come testimone? Vedo che a fine mese è…..deleterio giungere. Era da anni che invocavo un Paese retto da persone giuste!!! Mi sono ammalata in un periodo storico sbagliato: è inconcepibile che i cancer “survivor”, come me debbano subire tutto ciò. E la faccenda dei marò? Questo è un altro pasticcio all’italiana: che fine faranno Latorre e Girone, accusati di aver ucciso due pescatori indiani, scambiandoli per pirati? Perchè si paga, per esempio, la pensione-baby, alla moglie di un politico che tra nipoti, figli e collaterali, ha invaso il parlamento? Perchè in un passato recente era possibile? E perchè per una signora che è stata una grande attrice di film poco svenevoli e che poi è diventata onorevole, la pensione deve essere corrisposta perchè ha completato una legislatura? E tanti altri che non sono stati onorevoli….sono per strada? E questo non è un eufemismo. E’ realtà nefanda, brutale, esplosiva. E’ fantasia? Siamo ostaggi di quegli eletti che mandiamo a rappresentarci e che poi, si “fanno gli affari loro”. E i nostri mai. Pasolini scriveva che “L’Italia è un paese destinato a morire…..” ed io che posso dire? Egli aveva analizzato una situazione drammatica già negli anni sessanta. Posso citare Kierkegaard che esaltava “l’infinito come superamento della disperazione” e quindi, invito tutti a superare la tragicità. Sono credibile?     Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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One Comment su “Tra dieci giorni…..”

  1. alfredo1930 Dice:

    l’Italia è un paese che deve cambiare:Chi lo cambierà’DOVREBBERO LE GENERAZIONI ATTUALI E QUELLE FUTURE.lA NECESSITà è PRESENTE MA IL PAESE REALE ha bisogno di programmi di trasformazione ne nessuno può garantirla perchè i partiti devono innanzitutto salvare se stessi.Sperimentare nuove forme di democrazia popolare con Grillo?In questo sfascio economico sociale e istituzionale.Abbandoniamo il pessimismo e vedremo

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