La triste storia di Amina

8 aprile 2013

Cultura e Società


Amina Tyler e’ una ragazza tunisina che per protesta, ha postato una foto a seno nudo su facebook. Lei ha preso questa iniziativa per dimostrare ai fondamentalisti islamici, che il suo corpo, lo “può utilizzare come le pare”. Se fosse successo in Italia, avremmo avuto solo polemiche..ma in Tunisia, gli ambienti conservatori, ne hanno risentito a notevoli livelli. La stessa Amina ha paura e sa che può rischiare la vita: potrebbe essere condannata a morte con la lapidazione. Le Femen in tutta Europa, hanno manifestato a seno nudo e in particolare, a Parigi, dove qualcuno le ha prese a calci. Oggi in Germania, qualcuna ha accusato Putin, di essere un dittatore. Qualche giorno fa, a Milano alcune attiviste si sono denudate davanti al consolato tunisino per difendere Amina. Chi sono le Femen? Le Femen fanno parte di un movimento nato nel 2009, in Ucraina, per evidenziare l’importanza del ruolo della donna in quel paese. Il problema, ora è se sia giusto mostrarsi seminude per accampare dei diritti sulla dignità della donna. La polarizzazione tra “donne velate” e donne “evolute”, non deve essere impostata in questo modo cruento.

La donna occidentale non si contrappone alla donna musulmana, eliminando il reggiseno e urlando la propria indipendenza. Questo femminismo capovolto e stravolto da quello degli anni sessanta, non è proponibile. E’ un’ aberrazione, è una deviazione sulla figura della donna…che non ha nulla a che vedere con quella “dell’angelo del focolare”, ma che non è paragonabile, neppure alla “donna in carriera”.

In Tunisia, le donne musulmane hanno costituito un gruppo contro le Femen e non condividono certi modi di essere. Che dire? La donna diventa protagonista della sua vita quando con un lavoro, vive con il proprio danaro; quando con la cultura occupa un ruolo in società; ma quando espone e ostenta il suo corpo, non si deve credere che sia un essere predominante. E’ in questo caso che la sua dignità viene calpestata: evidenziare le curve non è un mezzo per conquistare la gloria!!! Sartre scriveva che “il senso di liberta’ è effimero di fronte alla fragilità e l’uomo si abbatte…” e se la fragilità si combatte con un uso fraudolento del corpo, dove si arriverà?

Essere donna non significa avere la tendenza a….diventare come le signore che occupano poltrone istituzionali e che giocano ad essere intellettuali. Essere donna è studiare, acquisire informazioni, nozioni da mettere in pratica. Essere donna è impegnarsi, è esporsi in prima linea con argomenti profondi e tali da indurre tutti alla riflessione.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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