LA MANDRAKATA!


Pensierino della sera.

Essere o non essere ? Sognatore oppure pragmatico ? Spesso la vita ci mette di fronte ad un bivio per spingerci a decidere. Decidere cosa essere e quali idee portare avanti ed eventualmente rischiare tutto. Oggi siamo ad un bivio tutti quanti. Le scempio che si è consumato sotto il nostro naso, senza che ci scomodassimo di guardarlo, sta compiendosi a nostro discapito. E’ forse disperazione ? O forse è l’ennesima occasione per dire NO e quindi potrebbe tramutarsi tutto in un’occasione ? L’occasione di voltare le spalle a chi ci ha sfruttato, chi ci ha ingannato e chi – sulla nostra pelle e sui nostri sacrifici – si gode la bella vita. Alla faccia nostra, alla faccia di chi mette il proprio collo dentro un cappio, alla faccia di chi non ha il coraggio di farla finita e preferisce andare in giro porgendo la mano aspettando un nichelino da qualche anima buona, alla faccia di chi è pieno di debiti e deve chiudere la propria attività e magari mandare a casa altri padri di famiglia, alla faccia di chi perde il lavoro e tornando a casa non sa come dirlo ai propri cari. Ma, non ostante tutto, vi è ancora chi pensa che il solito giochino, il solito partitino, le solite facce e i soliti professoroni del cazzo aggiusteranno tutto. Loro sanno come si fa. Eh! Maa… basterano pochi punti di programma! E il gioco è fatto. Si, c’è gente che è ancora persuasa dal fatto che il solito sistema aggiusterà tutto, tipo qualche mandrakata di Mandrake/Gigi Proietti in “Febbre da cavallo”.

mdkC’è chi la beve ancora e vorrebbe porgere il calice anche a chi non abbocca. E’ una specie di “sacca di resistenza”, molto combattiva per la verità, che si ostina a non voler guardare meglio la realtà e quindi a riconoscere lo status quo. Non mi importa se chi fa il tifo per i nostri aguzzini mi insulta, so insultare anche io, e sono anche piuttosto bravo e sufficientemente radioattivo, ma ormai è una pratica superata, desueta. E’ come sparare sulla Croce Rossa, e comincio a stancarmi.

Ecco, vorrei andare avanti perchè non so cosa troverò e quindi FORSE c’è spazio anche per il mio/nostro futuro. Ma, se mi guardo indietro so già cosa mi aspetta e non mi piace per nulla. Così come non mi piace per nulla dare delega del mio futuro a delinquenti travestiti da baronetti impettiti con l’aria di chi c’ha la Treccani tutta infilata chissà dove, a cominciare dai 10 saggi che devono dirci (dall’alto della loro sapienza disumana) come dobbiamo uscire da questa empasse. Cioè, se non lo avete capito, è come se il ladro sorpreso con il malloppo in mano, prima ci spara addosso e ora vuole fare anche il dottore e tirare fuori la pallottola per “far pace”. Una Mandrakata, appunto!

Chi tifa per questi loschi individui da del coglione a chi sta tentando (senza nessuna garanzia, per carità) un’altra via, prima che sia troppo tardi. Evidentemente, qualcuno, ha scelto di essere coglione anziché delinquente. Quindi, dimmi con chi vai e ti dirò chi sei e alla fine dei giochi vediamo chi è il più  coglione.

A voi muovere.

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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2 commenti su “LA MANDRAKATA!”

  1. Luca Rivoli Dice:

    Condivido. Scrivevo tempo fa due concetti:
    1- le cose che dovranno succedere accadranno inesorabilmente. E questa presa di coscienza mi ha fatto anche perdere la fonte di ispirazione per molte cose, ma ha fatto bene al mio lavoro essendomici dedicato maggiormente.
    2- credo alla teoria del grande complotto, ma non credo alla parte che parla di mosse occulte a nostro discapito. Su questo punto penso invece che le cose ce le facciano sotto il naso, penso che ci avvertano per bene prima, come dire “avete capito bene cosa accadrà? Procediamo? Ma siete sicuri? Guardate che poi ci sarà bisogno di una grave crisi per introdurre nuovi sistemi sociali. Mi state dicendo che possiamo procedere?” NOI DIACIAMO DI SI e poi gridiamo “alla truffa” come tante checche isteriche. In realtà l’inganno sta un passo prima, ovvero ci telericnoglioniscono a tal punto da farci firmare sotto ipnosi tutto ciò che ci viene propinato e, nel momento in cui vogliamo sporgere denuncia, ci vengono mostrate le “carte” le quali portano in calce le nostre firme… ben leggibili.

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  2. Roberto Mariotti Dice:

    Sono assolutamente d’accordo.

    In Italia ci sono quelli che continuano a votare PDL malgrado decenni di governi sciagurati che hanno fatto di male in peggio. Su cosa basino la loro speranza che con gli stessi sciancati si possa cambiare rotta proprio non riesco ad immaginarlo.

    Dall’altra parte è pieno di polli che pensano che basta cacciare B per inaugurare, MIRACOLOSAMENTE, una nuova stagione di tempi luminosi per l’Italia. Senza capire che le logiche sono ormai le stesse.

    Secondo me il punto critico è quello che hai detto tu in un passaggio: la fede, cieca, ottusa, immotivata, nel fatto che alla fin fine il sistema si riparerà da solo, le cose andranno a posto senza bisogno di fare quello sforzo lacerante di rimettere in discussione i fondamenti della nostra civiltà.

    Ma la cosa più disarmante di tutto questo è che quando parli con questa gente, tu che dici che bisogna cambiare DRASTICAMENTE il paradigma economico e sociale, sei “l’utopista”, il sognatore, e invece loro che continuano a seguire una rotta che sta portando la nave verso le secche sono i realisti, i pragmatici.

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