Elogio della pazzia

23 aprile 2013

Cultura e Società


5

(Omaggio ad Erasmo da Rotterdam)

Rileggendo l’opera del grande pensatore rinascimentale non posso che essere d’accordo con lui: “ E’ la follia a governare tutta l’esistenza dell’uomo”.

In un mondo in cui il 10% degli abitanti del pianeta detengono il 90% della ricchezza, dove milioni di persone muoiono, centinaia di migliaia al giorno, per mancanza di cure che costerebbero pochi Euro, dove in milioni muoiono di fame mentre basterebbe sottrarre poche risorse alle spese militari dei paesi più industrializzati per fornire ai paesi sottosviluppati le risorse per creare un’agricoltura ed un allevamento animale in grado di debellare la fame.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

ImmagineIn un mondo dove ancora oggi si commettono stragi in nome della religione, dove ognuno pensa di essere il depositario dell’unica verità e non nasconde la propria volontà di sottomettere o sterminare tutti gli altri.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

In un paese, che dovrebbe tra gli otto più industrializzati al mondo, quindi più ricco, l’Italia, ancora oggi il popolo viene preso impunemente in giro spacciando per sapienti assiomi economici quelle che nella realtà dei fatti sono solo rapine compiute ai danni dei cittadini… peggio ancora ai danni dei cittadini più deboli.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

Se in un paese, sempre l’Italia, ogni giorno più persone si suicidano, anzi sono spinte al suicidio, perché non più in grado di garantire alla famiglia ed a se stessi una vita dignitosa. Se ciò viene considerato un dato trascurabile, un giusto prezzo da pagare perché pochi possano godere di un immenso benessere.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

Se nel nostro martoriato paese tutto è strutturato affinché pochi possano, sfruttando l’attuale recessione, accrescere a dismisura la propria ricchezza mentre tutti gli altri vengono spinti inesorabilmente verso il baratro della più oscura povertà.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

Immagine

In un paese, e quale se non l’Italia, un politico, Clemente Mastella, qualche giorno fa poteva affermare in un’intervista, su una tv nazionale, che i leader non devono farsi influenzare dal popolo ma devono andare dritti per la propria strada ignorando la volontà di chi gli ha messo la poltrona sotto al culo, senza che nessuno lo accusasse di dispregio verso la democrazia.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia.

Dove la politica regna con e grazie all’associazione con la mafia, facendo affari e dividendosi con essa il potere.

Possiamo ritenere che ciò non sia pazzia?

Tutto ciò e tanto, tanto altro ancora dimostra che la pazzia regola e governa tutte le faccende umane.

Ebbene non ritenete che sia giunto il momento di rinsavire? Non pensate che occorra una cura drastica per debellare la pazzia?

Amici miei ricordate e meditate: “nessuno vi regalerà mai niente”, se volete la giustizia e l’uguaglianza dovrete battervi per conquistarla. Se volete che nessun altro parassita possa vivere alle vostre spalle fregiandosi, per sommo spregio, di altisonanti titoli badate di avere sempre la spada a portata di mano. Le proteste non fanno paura a nessuno, le teste che cadono sì. Niente è più forte di un impetuoso vento popolare che travolge i malfattori. Avete ragione di temere la violenza, ma può chiamarsi violenza la legittima difesa? Preferite vedere i vostri figli tendere la mano per chiedervi un pezzo di pane ed essere costretti a fargliela ritirare vuota? Pensate sia giusto uccidersi perché dei malfattori possano continuare a farsi beffa del vostro dolore?

Vi garantisco che se provvederemo a punire severamente coloro che vivono tra mille lussi e sperperi, coloro che hanno fatto della casta la propria roccaforte, domani chi vorrà proporsi per la guida del paese ci penserà bene e se lo farà sarà per agire per il bene comune. Nulla fa più paura dell’ira del giusto.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “Elogio della pazzia”

  1. Roberto Mariotti Dice:

    Luigi,
    ti leggo dopo aver appena scritto su un forum che frequento abitualmente.
    E mi viene di scrivere qui esattamente quello che ho scritto anche là.

    Certe volte, quando vedo come procede il mondo intorno a me, mi viene da domandarmi se noi non si viva in un gigantesco Truman show, una vita artefatta, artificiale e prefabbricata da qualcuno, per lo spasso di qualcun altro.
    Perché non è mica pensabile che le cose che succedono sono VERE così come sono.
    Mi aspetto che da un momento all’altro qualcuno se ne esca con un gigantesco cartello “siete su scherzi a parte”.
    O magari immagino che una razza aliena superiore interferisca con le faccende umane in una sorta di loro colossale esperimento di sociologia, per vedere fino a che punto ci si può spingere con le assurdità in una comunità estesa come il pianeta Terra.

    Come vedi, non siamo troppo lontani dalla “tua” pazzia, in fondo.

    Sopra ricordavi che per debellare la fame nel mondo basterebbe sottrarre almeno parte delle spese militari.
    Ma pensiamo che nemmeno servirebbe togliergli i loro giocattoli, ai Potenti (poveretti, e con cosa giocano dopo?)
    Basterebbe recuperare quello che si spreca nei paesi ricchi!
    Con tutto quello che buttiamo nei cassonetti e che mangiamo in eccesso (facendoci per giunta far vivere peggio!) potremmo sfamare milioni di persone che letteralmente muoiono di fame!

    Eppure tantissima gente continua a vivere questa vita insensata, senza neppure pensarci un attimo a queste cose.
    Senza consapevolezza.
    E mi sale la depressione, perché senza la consapevolezza di tutti non potremo mai cambiare nulla.

    Rispondi

  2. Giovanni Mole' Dice:

    Come non condividere in toto le tue amare riflessioni ?
    Dovremmo noi tutti interrogarci ogni momento sul perchè di ogni cosa, dovremmo sforzarci di capire che la vita che ci è stata già organizzata, in fondo non è la vita che NOI abbiamo scelto. Se si riuscisse a comprendere che ogni essere umano ha in se il dono dell’emancipazione mentale, prima ancora di quella sociale ed economica, allora avremmo uno spirito critico, avremmo la libertà di fare scelte coraggiose e giuste, non eseguire in automatico schemi comportamentali preconcetti e preconfezionati che riguardano più il mondo della robotica e l’informatica che non gli esseri umani.

    Una riflessione ancora più profonda mi fa dire che abbiamo perso il controllo, non del giocattolo mondo, ma di noi stessi. Canne sbattute dal vento, questo siamo, come disse un certo Giovanni il Battista qualche migliaio di anni fa. Stiamo annientando il pianeta e la nostra stessa specie attraverso l’annientamento della ns anima, della ns essenza, quando invece si sarebbe potuto utilizzare il primato intellettivo non per inseguire la folle e sterile supremazia sulle altre specie o sui ns simili ma per salvaguardarle e salvaguardarci e vivere insieme a loro e a tutto il pianeta in totale simbiosi. Si, stiamo sprecando un dono immenso. Si, è follia pura.

    Un abbraccio, Luigi.

    Rispondi

  3. Lino Dice:

    Caro Luigi, mi chiamo Lino, anch’io come te non ho completato gli studi universitari, per motivi che non sto qui a scrivere. Sono un Vs fervido lettore e devo dire, così d’acchitto, che il tuo articolo stimola alla riflessione (mi piacerebbe che stimolasse alla ribellione!).
    A mio modo di vedere, noi tutti siamo in grado di guardare la pagliuzza sull’occhio dell’altro e non vedere che sul nostro giace una trave.
    Ti confesso che mi piacerebbe vedere che la gente scendesse in piazza con cartelloni, slogan, bandiere e spranghe a far valere i propri diritti, ma ahimè non è così.
    Anzi, il vero peggio non è questo. il vero peggio è che in realtà la gente, sì, si accalca nelle piazze, ma per l’apertura di un nuovo commerciale, o per un concerto musicale, o per la squadra del cuore.
    Quello ci manca sono i valori. Per secoli la Chiesa ha avuto questo compito (di insegnare i valori umani) e nonostante i suoi “errori giustizialisti”, che stonavano col concetto di perdono, ha ricoperto il suo ruolo egreggiamente.
    Ma la Chiesa di oggi, nonostante le tecnologie moderne, non riesce a comunicare ai giovani. Non so di nessun prete che predichi su facebook et simila.
    Ho solo 31 anni, ma quando ne avevo ancora 10, sapevo già i 10 comandamenti a memoria. Prova a chiederli oggi a un qualsiasi teen-ager, è probabile che ti rida in faccia.
    Non voglio fare un elogio al Cattolicesimo, non è questo il mio intento. Quello che cerco di dire è che, col passar del tempo, stiamo perdendo gli insegnamenti dei nostri avi e li stiamo sostituendo con quelli di una società consumistica.
    Non voglio dilugarmi troppo, sono tanti gli argomenti che hai preso in questione e non mi va di scrivere per due ore. 🙂
    Chiudo la mia riflessione citando il pensiero di un Grande Uomo dei nostri tempi, Gandhi: sii tu stesso il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.

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