Il femminicidio che non c’è e l’insulto all’intelligenza


invito-Fronte

di Sergio Nardelli – Taranto – https://www.facebook.com/sergio.nardelli.3

Dopo lo stalking , una legge inutile perché le leggi già esistono da sempre, è stato coniato un nuovo vocabolo per fare colpo sulla opinione pubblica, “femminicidio”.

Ogni anno muoiono sul lavoro circa 2000 lavoratori, muoiono sulle strade italiane 37mila persone, nel mondo muore un bambino ogni 3 secondi, la violenza delle mafie produce in Europa ed in Italia decine di migliaia di morti per il solo traffico della cocaina.

La violenza su uomini, donne, anziani e bambini è all’ordine del giorno ma, l’informazione prepotentemente informa e insiste sul femminicidio, magari proponendo per mesi interi sempre la stessa storia di una donna che ha subito violenza e sottolineando che questo anno 100 donne sono state uccise da ex mariti, compagni o fidanzati.

Sembra quasi che dietro questo modo di fare della informazione, ci sia una volontà precisa ed una regia che alla fine, fa confluire nelle casse delle case antiviolenza donne, alle case famiglia, agli addetti ai lavori, milioni e milioni di euro.

Se pur anche una sola vita umana è importante, esiste davvero la violenza sulle donne e quello che chiamano femminicidio?

In Italia ci sono oltre 4 milioni di papà separati allontanati dai figli, 800mila vivono nell’indigenza, dormono sulle panchine dell’aeroporto di Linate, nei giardinetti di Milano, Roma, Napoli, nelle stazioni ferroviarie dove possono con il freddo trovare un po’ di calore, mangiano nelle Caritas, alcuni dormono in macchia, i più fortunati tornano a dormire a casa degli anziani genitori.

2000 papà separati allontanati dai figli, si suicidano OGNI ANNO in Europa.

6mano7992768pyAndrea, Vittorio, Sergio, Francesco, Giovanni… sono alcuni nomi tra decine, decine e decine di migliaia di papà separati che ho conosciuto da nord a sud, da est ad ovest dell’Italia.

A Chieti ho conosciuto Saverio, da 7 anni vive in una roulotte.

Saverio con gli occhi lucidi mi parlava dei suoi tre figli che non vede da 6 anni.

Saverio ha combattuto nei tribunali, oggi combatte meno perché mi diceva:-” ho vergogna di farmi vedere dai miei figli ridotto così” e mentre Saverio mi raccontava, appiccicava sotto il tetto della roulotte alcune gomme da masticare che servivano a non far entrare l’acqua quando pioveva.

Potrei parlarvi di Leonardo, un papà di Lodi che accusato di false accuse, ha avuto un principio di infarto durante l’udienza allorquando il giudice lo ha assolto.

Potrei parlarvi di Alessio, un papà di Torino che non riusciva a vedere il figlio e che si è impiccato. Lo Hanno trovato appeso ad un albero in un bosco, aveva stretta tra la sua mano la fotografia del figlio.

Un papà di Lecce, Maurizio, denunciato per tantissime false accuse, non ce l’ha fatta più, ha avuto un infarto ed è morto. Maurizio aveva 40 anni e, non gli facevano vedere il figlio da 2 anni.

E ancora potrei parlarvi di Fabrizio, Luca, Simone, Claudio….papà che oggi stanno facendo lo sciopero della fame davanti ai tribunali per gridare ai giudici “ ridatemi mio figlio”.

Vi parlo di me…uno dei tantissimi papà separati, violentati, allontanati dai figli.

Ho scoperto vari tradimenti extraconiugali, ho detto a mia moglie di andare via dalla casa di mia esclusiva proprietà e di lasciare a me i 2 figli. Mi sono ritrovato 5 mesi dopo in carcere con l’accusa di abusi su mia figlia ed altre 1000 false accuse di violenza……

Assolto da tutte le accuse, allontanato dai miei figli e dalla mia casa, vivo da 9 ani in un ripostiglio di 7,3 mq con un letto una sedia ed una scrivania.

Sapete cosa è un carcere?….Sapete cosa significa dare agli avvocati 40mila euro e non poter mangiare?…Sapete cosa significa sentirsi chiedere da un figlio un paio di scarpe e non presentarsi all’appuntamento perché non sai come fare?

Sapete cosa significa camminare per strada tra tantissima gente e sentirsi solo?

La Procura di Bergamo, il PM Carmen Pugliese ha denunciato che oltre l’80% delle denunce delle ex mogli in fase di separazione sono false e strumentali.

La Procura di Sanremo, il PM Barbara Bresci ha denunciato che elevatissime sono le false accuse di stalking delle donne nelle separazioni.

La Ge.Se.F. Di Roma ha denunciato che il 92% delle denunce di violenza delle donne nei confronti degli ex mariti, sono false.

Se su 4 milioni di papà separati, violentati dalle donne, questo sistema, ne fa uscire di testa “solo” 100, vuol dire che gli uomini, statisticamente, non sono affatto violenti e che gli uomini, sempre statisticamente, non rispondono alle violenze subite dalle donne…..compresa quella che gli vengono tolti i figli, gli affetti e la dignità.

Per eliminare quella che chiamano violenza sulle donne, femminicidio, bisogna eliminare la causa che la genera….. la violenza sugli uomini, sui papà e i loro figli.

E’ lecito affermare, quindi, che mentre la morte di uomini per incidenti sul lavoro, unita alle morti per suicidio causa crisi e soprusi da parte delle coniugi, è un fenomeno statisticamente molto grave, il feminicidio è invece un fenomeno statisticamente inesistente oltre che subdolamente creato a tavolino. Si tratta di una campagna politica strumentale con fini sociali deformanti e forse anche fini economici come conseguenza della disgregazione familiare.

Il 30 gennaio 2013, la Corte Europea di Strasburgo ha condannato l’Italia:- “ In Italia i papà, non vengono tutelati”.

Carmen Pugliese False accuse-stalking – http://www.youtube.com/watch?v=A5Pj9ES-TCg

Carmen Pugliese, giudice – ex mogli false accuse e ricatti – http://www.youtube.com/watch?v=S60gZppi7oM

4 milioni di papà separati, 800.000 vivono sotto la soglia della povertà – http://www.reginamundi.info/rassegna-stampa-cattolica/rassegna-stampa.asp?codice=164

“AVVENIRE 24.10 06 – UE, 2000 padri separati si tolgono la vita ogni anno per la lontananza dei figli” – http://www.papaseparatilombardia.org/on_line/categorie.asp?pr=132

Femminicidio, ma siamo sicuri che esista? – http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/10/24/femminicidio-ma-siamo-sicuri/390514/

Migliaia di notizie di donne che hanno uccido mariti, compagni e figli – http://violenza-donne.blogspot.it/

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42 commenti su “Il femminicidio che non c’è e l’insulto all’intelligenza”

  1. Roberto Mariotti Dice:

    Vero.
    La discriminazione verso gli uomini durante le separazioni è statisticamente innegabile e socialmente molto grave: i padri separati in difficoltà sono veramente tanti.

    Tant’è che spesso le donne hanno un approccio “furbesco” al divorzio: capiscono che per loro può essere un affare, mentre per gli uomini è quasi sempre una sciagura
    (non considero di proposito le implicazioni sentimentali e psicologiche, ma solo quelle economiche), e se ne approfittano.

    Non bisogna generalizzare, ma il problema è reale.

    Da uno dei link in calce all’articolo prendo questa affermazione, fatta da una criminologa donna: “quando l’aggressore è uomo ci si preoccupa della vittima femminile; quando è la donna ad essere violenta se ne cercano le cause”.
    Osservazione molto acuta.

    Rispondi

    • Giovanni Molè Dice:

      Roberto Mariotti, scusami ma con il continuare a dire che non bisogna generalizzare, si da spazio all’ipocrisia e alla menzogna. Cosette sulle quali i movimenti femministi, e tutti i comparti della società che ormai sono genuflessi alla “sacra lotta”, parlo della politica, parlo della giurisprudenza, del mondo accademico e scientifico, degli studi sociali, tutti quanti ci ricordano a noi uomini (SOLO a noi uomini) che non dobbiamo generalizzare, fatto salvo gridare ai 4 venti e in modo continuo e pedissequo che l’uomo è GENERALMENTE una bestia immonda, e che la donna è GENERALMENTE un essere superiore che deve essere preservato da tale bestia che GENERALMENTE attacca e uccide tutti i giorni. Alla faccia del …”non dobbiamo generalizzare”.

      Rispondi

      • Roberto Mariotti Dice:

        Intendevo solamente che non si deve concludere che tutte le donne si separano perché per loro è conveniente.
        Per la maggior parte di uomini e donne si tratta comunque di una sconfitta.

        Poi quello che dici tu è giusto, ma infatti il concetto di “uomo-bestia che picchia le donne” fa proprio parte di quei luoghi comuni, quelle generalizzazioni che vanno combattute, e che tra l’altro mi danno estremamente fastidio perché mi iscrivono “per nascita” in una categoria che detesto e che mi è assai lontana.

        Rispondi

        • Giovanni Molè Dice:

          E’ vero, non per tutte è conveniente, e non tutte hanno intenzioni di fare la guerra, ma visto che le leggi ci sono, perchè non … approfittarne ? D’altronde, l’occasione fa l’uomo (e la donna) ladro!

          Rispondi

    • ambarasdan Dice:

      ma che razza di donne avete conosciuto per condannare le brave donne che hanno subito davvero?fascisti di merda!

      Rispondi

      • ambarasdan Dice:

        fate meno i puttanieri picchiatori e tutto il resto schifoso maschile che di uomo non ha nulla,e vedrete che nessuno avrà più niente da farvi pagare.deficienti!

        Rispondi

        • Dani Dice:

          da notare tutti gli uomini che hanno postato con educazione e rispetto… poi arriva una donna e scrive “fascisti di merda!” “deficienti!”.
          Queste sono le donne da cui ci dobbiamo difendere. AIUTO

          Rispondi

      • ROBERTO C. Dice:

        io credo che nessuno qui parli delle donne che hanno subito violenza, e credo che il tema sia centrato sull’omicidio, esattamente come nessuno parla della violenza che subiscono quotidianamente tanti uomini, vetriolo (due sere fa in tv) perdita della casa in caso di separazione (sempre) deprivazione dei figli, per i genitori di sesso maschile, i papà. Così come non si parla delle brave donne che combattono per una reale dignità delle donne e una riconquistata visione della qualità della relazione uomo-donna e del facile ruolo abusante che è dato a molte profittatrici grazie anche alla giustizia italiana che le appoggia indiscriminatamente, al punto che sposarsi oggi è da folli (per gli uomini), donne che sempre più spesso una volta sposate in 4 e 4 otto, dicono basta e “si portano a casa” l’abitazione acquistata da lui e i figli avuti da lui, insieme ad un a rendita mensile garantita.
        Prima di dare del fascista ( che a mio avviso oggi suona esattamente come -Comunista-)
        sarebbe bene rendersi conto del dramma di cui si parla senza tirare fuori cose che non sono oggetto di discussione. E non ultimo che per un dialogo occorre anche rispetto.

        Rispondi

  2. Giovanni Molè Dice:

    Grazie Sergio Nardelli per la tua testimonianza. Non so quale santo del Paradiso ti assiste per riuscire a mantenere la lucidità necessaria per continuare a rimanere calmo. Io, con il carattere che mi ritrovo, non ci sarei di certo riuscito. Probabilmente il fatto di avere dei figli ti rende così, cioè un padre, cioè una persona responsabile. Invece, a quanto emerge dalla tua testimonianza, spessissimo il senso di responsabilità della madre viene sostituito da un cieco spirito di rivalsa e di ripicca, che travalica la ragione e il raziocinio, e che porta moltissime donne a strumentalizzare se stesse se non addirittura i propri figli in nome di quella “soddisfazione” che ha la precedenza su tutto il resto. E’ un fatto comprovato, ma è un tabù del quale nessuna donna si azzarda (furbescamente) a parlarne in pubblico, figuriamoci se fanno qualcosa che possa ledere l’immagine di sante tra i diavoli che così abilmente si sono costruite in seno all’opinione pubblica nel corso di decenni di lavaggio del cervello. Piuttosto, probabile che sarai insultato, e anche pesantemente. E non solo da donne inviperite e desiderose di “metterti a posto”, ma anche – e purtroppo – da tantissimi uomini che hanno deciso di vivere in pace con l’altra metà del cielo rinunciando alla loro dignità di uomini e quindi di persone senzienti e con una dignità. Quella dignità che una donna, in cuor suo (che non ti dirà mai se non con i suoi atteggiamenti), non ti riconosce. Perché forse è più facile che la riconosca al proprio cagnolino che non a te.
    Anni fa un mio carissimo amico (un uomo per bene) si è tolto la vita perché un mese dopo essere entrato in cassa integrazione, la moglie lo lascia e gli contesta l’addebito e naturalmente il giudice preferisce consegnare i due figli alla madre non consentendogli di vederli se non una volta la settimana e in presenza dell’assistente sociale, eh già, visto che era un provato delinquente!!. Tempo dopo è arrivata anche la richiesta di avere il possesso della casa che “entrambi” avevano acquistato con mutuo ma che – per una questione di “parità di trattamento” – doveva essere assegnata in toto sempre alla madre. Tutto il resto lo puoi intuire perché alla fine – come detto precedentemente – il ns malcapitato l’ha fatto finita, forse per vigliaccheria, ma forse ancor di più per il dolore. Il dolore di chi è consapevole che non può essere (e non DEVE ESSERE) aiutato.
    Vedi, al giorno d’oggi questa storiella è banale, quasi insignificante. Personalmente mi ha segnato profondamente, perché tra l’altro ero amico anche di lei. Evidentemente, nessuno di noi, compreso il marito, si era reso conto di cosa covasse dentro questa persona e di cosa fosse capace. Di chi era veramente.
    Mi sono fatto un’idea “strana” delle donne, quando cerco di parlare con loro spiegando il mio punto di vista su certe questioni vengo tacciato di misoginia. Si agitano, si irritano e vorrebbero zittirmi, ma non ci riescono perché sono un uomo, ho la mia dignità che non baratto con nulla al mondo, e per questo vengo regolarmente insultato oppure messo da parte. Non vado oltre perché già abbiamo sbracato abbastanza!
    Chi ti scrive non è un misogino. Ti sembrerà strano o addirittura ipocrita ma amo le donne e ne ho amate (Dio solo sa quanto) e alcune volte sono stato anche ricambiato. E dico grazie per questo, perché da uomo penso che nulla è dovuto, ma molto si può dare. Ma conoscendole, ho sviluppato anche la consapevolezza che nel loro caso, tutto, ma veramente tutto, ha un suo prezzo. E ho imparato a mie spese che non sono delle creature sincere, non lo sono nemmeno con loro stesse. Non ce la fanno, se pensano A ti dicono B, e viceversa. Hai voglia di non riuscire a capirle.
    Quello che hai denunciato tu, e quello di cui ti ho parlato io, prefigura un problema a livello sociale che già alcuni studiosi hanno attenzionato da tempo, studi che purtroppo non trovano adeguata diffusione per informare l’opinione pubblica. Opinione pubblica che deve essere adeguatamente addestrata a pensare che …”femmina è meglio! Donna è superiore!”. Da cui, anche la legislazione di una Stato di diritto e relativa pratica giurisprudenziale, prende esempio e si confà al nuovo credo del XXI secolo: potere alle donne, in tutti i campi, senza badare alla meritocrazia e alle effettive capacità del singolo individuo, senza badare al diritto inalienabile di ogni individuo di avere la stessa dignità di fronte alla legge.
    E da qui, ecco come di capisce il fenomeno delle “quote rosa” in tutti i campi. A proposito di capacità, ti farà piacere sapere che l’Università di Bochum in Germania, ha appena pubblicato l’esito della particolarissima quanto singolare ricerca il cui esito stabilisce che il cervello dell’uomo non capisce le espressioni della donna, cioè non riesce a captare le emozioni femminili. Ma pensa te! La conclusione di questi eminenti studi è che l’uomo (poveretto) non ce la fa. E’ insensibile.
    Ora, uno studio universitario come questo, indagini del genere (appunto, del genere) se ne contano a centinaia, soprattutto nel mondo accademico di estrazione anglosassone, e soprattutto negli USA, e sono tutti studi di eminenti professoroni che “mirano” a stabilire in modo scientifico (quindi inequivocabile) che la donna è un essere superiore ed è al quanto sfortunata a trovarsi spesso una controparte maschile inadeguata e non all’altezza. A causa della ns inadeguatezza loro, poverine, sono costrette da millenni alla mediocrità.
    Mi fermo qui. Perdona lo sfogo, magari sono andato oltre la fattispecie da te evidenziata, ma questo è un argomento altamente radioattivo! Vorrei riuscire a parlarne con serenità ma sono il primo a riconoscere di non riuscirvi perché persuaso da alcune intuizioni che non è facile esternare, così come non è stato facile accettare.
    Ti faccio i migliori auguri per la tua battaglia. Non solo una battaglia di genere, ma una battaglia per la dignità umana, e che riguarda anche le donne. Perché questo riguarda anche loro.
    Cordialità.

    Rispondi

  3. aldo Dice:

    8 anni di processi per violenza abusi maltrattamenti. Decaduto dalla potestà genitoriale per tali misfatti.Tacchiato come malato di mente senza essere mai stato visitato da alcun specialista del tribunale o addetto dello stesso.Scoprire dopo 8 anni che i miei figli non sono mai stati ascoltati da soli ma sempre in presenza della madre .Non appena hanno avuto questa possibilità hanno sconfessato i fatti inerenti alle violenze abusi maltrattamenti .Il personale relatore del tribunale ovvero assistenti sociali sono state promosse dirigenti.In sede penale tutto archiviato .In sede civile il giudice ha stabilito che:”anche chi non è medico in particolari circostanze è autorizzato ad emettere diagnosi anche se questo esula dalla propria competenza e capacità 1165/2003 trib. Rimini ” confermata in appello e cassazione.Il perito della Procura ha stabilito che il lavoro svolto dai servizi sociali è piuttosto “superficiale”. Di tutti gli altri procedimenti penali per violenza nei miei confronti dopo 15 anni sempre assolto per non aver commesso il fatto .la madre processata perchè ha impedito al padre di vedere i figli per 8 anni assolta in primo grado condannata in secondo alla pena di 700 euro di multa .reato prescritto dopo 14 anni dai fatti.Questa come si chiama?

    Rispondi

    • Calgra Dice:

      Come si chiama? Incubo!…Sono 1 donna e, da anni, mi batto inutilmente CONTRO. Questa consuetudine delle donne a far violenza ai loro vecchi compagni, specie se ci sono figli ( loro assicurazione della vita) ha fatto nascere una infinità di “movimenti” “associazioni” che hanno FALSATO ogni fatto che riguarda “uomo/donna”… Si,credo anch’io che sotto sotto ci siano interessi (soldi) e, purtroppo, con il tempo, hanno preso tale un potere, anche perchè aiutati dalla stupidità/malignitá (caratteristica che abbonda tra le femminucce le quali molto raramente agiscono con intelligenza, forse perchè non c’è o, quando c’è, non esercitata visto che con la furbizia si ottiene molto di più da papà al capufficio che non con un dialogo). Tutto questo è deprimente da subire come donna perchè umiliante . Chiudo qui al momento perchè questo argomento merita molto spazio ed io che credevo di fermarmi ad una risposta minima invece sono stata presa , sto scrivendo da un I phon che non è lo strumento più adatto pre scrivere. Spero d’aver tempo di riprendere il discorso che ASSOLUTAMENTE deve essere seguito ed approfondito perchè a me sembra che oramai abbia superato il limite non della decenza ma di ogni ragionevolezza. Auguri a tutti noi che ne abbiamo bisogno

      Rispondi

    • Dani Dice:

      che vergogna…

      Rispondi

  4. Roberto Dice:

    C’e un passaggio verso la,fine dell’articolo che dice che per eliminare il femminicidio basterebbe evitare di fare violenza sui padri, e mi sento di dissentire, ma mi spiego… La responsabilità della morte di 20 donne dall’inizio dell’anno, non é attribuibile ai padri separati, o almeno ammesso che la paternitá violentata da decenni produca anche fenomeni dimriflesso, ci può stare, ma solo in parte poiché “compressi” da regole infamanti sia come uomini che come genitori. Lo scorso anno 127 donne morte a fronte di 76 uomini, ma quello che si tace è che alcun donne sono morte per mano di altre donne. Il fenomeno femminicidio é un falso storico prodotto ad arte per ciò che riguarda l’italia, paese fra i più virtuosi per ciò che riguarda la statistica dell’ONU, vedi :
    http://www.genitorisottratti.it/2012/11/violenza-di-genere-discriminazione.html

    Un fenomeno da cavalcare per ottenerne vantaggi e la cosa é infame da qualsiasi parte la si guardi, ma certamente, dal punto di vista numerico, assai limitato, nel totale rispetto delle,vittime, di ogni sesso.

    Rispondi

  5. Giovanni Mole' Dice:

    In effetti il problema che qui si denuncia, non è il fatto che si sta mentendo sugli uomini che uccidono. Gli uomini (declinazione al maschile/femminile) hanno sempre commesso crimini efferati fin dalla notte dei tempi. Qui, si sta mentendo (sapendo di mentire!) sul fatto che sono SOLO GLI UOMINI a uccidere e che questi avrebbero preso di mira il genere femminile. Tutto montato ed esasperato ad arte per ottenere ulteriori “quote rosa” in altrettanti comparti della vita sociale ed economica. Si sta strumentalizzando una piaga tipicamente umana (uomo che uccide un suo simile) a “scopri di lucro”. Un macabro gioco al massacro che ci sta annientando come specie (come se non bastasse tutto quello che già subiamo da chi sta nelle istituzioni e guida le nazioni), forse vi sembra una parola grossa, esagerata, ma gli effetti nefasti di questa colossale MENZOGNA, propinata a gran voce dagli inizi delle rivolte studentesche del ’68 (l’anno maledetto!!) ma che trova il suo humus nelle rivendicazioni femministe degli inizi del ’900, li potete vedere negli atteggiamenti degli uomini di oggi, nei ragazzi e nelle ragazze di oggi, i quali sono costretti a subire la rinuncia di una figura paterna maschile (in luogo della nuova figura paterna al femminile, visto che LORO fanno tutto da se) che dia l’indirizzo e la giusta dose di maschilità nell’equilibrio della crescita del’individuo. Qualche sedicente psicologo, con il quale ho avuto confronti verbali abbastanza accesi, raccomanda ad alcuni suoi ragazzi (maschi) in terapia, lo sviluppo del lato femminile per raggiungere un equilibrio migliore per la vita!! Sempre lo stesso, una volta mentre parlavamo di aborto, disse a chiare lettere: “Gli uomini in queste faccende non dovrebbero entrarci per niente!!!” Ho detto tutto. Era uno psicologo, probabile che costui continui ad esercitare ancora, e potrei continuare con altri aneddoti che hanno del grottesco, ma la cosa che intendo mettere in evidenza è lo sconquasso sociale (e psicologico individuale) che stiamo mettendo in atto, per cosa ? Qual è l’approdo finale ? Dove si vuole andare a parare ?

    Rispondi

    • Roberto Dice:

      Il femminicidio è oramai metacomunicazione, un discorso che cerca di suggestionare le folle e che pare abbia un buon aggrappo, perchè è tipico della cultura maschile il proteggere la donna, bene prezioso del clan. Ordine introiettato da una cultura millenaria, la donna va difesa e protetta nel proprio villaggio, questo è l’ordine oramai radicato nel DNA, con una differenza sostanziale, che ogni umanoide prende l’ordine come ASSOLUTO, ogni umano con razio, fa i doverosi DISTINGUO, e poichè donna corrisponde a persona, certamente la categoria donna esiste solo da un punto di vista ma non la si può difendere tutta poichè anche fra le donne esistono carnefici d’eccellenza e la storia ne è piena, nella cultura italiana la signora Cianciulli che faceva sapone dalle vittime per arrivare ai giorni nostri a Cogne e alla madre che pochi giorni fa ha accoltellato il figlio di un anno e mezzo. Femminicidio, è una invenzione semantica, una metacomunicazione funzionale ad ottenere ALTRO, certamente ALTRO. Se vogliamo può ANCHE essere vista come un prolungamento delle lotte vetero femministe volte ad annullare e annientare l’autorevolezza e la figura paterna e maschile e far barcollare quello che la natura vorrebbe unito: Il rapporto uomo-donna.
      Femminicidio è dunque una lotta di potere.

      Rispondi

  6. Sandro Dice:

    è una vita che subisco violenza dalla mia ex….Non mi suicido xkè morire una sola volta….non basterebbe.

    Rispondi

  7. elisabetta bavasso Dice:

    Non capisco questa miope guerra tra vittime. Che ci siano purtroppo altrettante vittime in altre per così dire”categorie” non annulla il fatto che ci siano donne uccise da partners, non vedo l’antitesi.

    Rispondi

    • Mirco Dice:

      Nessuno vuole negare che ci siano donne vittime di uomini, soprattutto mariti e fidanzati (ma diciamo anche che spesso le donne sono attratte dai cosiddetti “poco di buono” e non guardano mai con occhi da innamorate il loro miglior amico di sempre che non farebbe loro mai del male perché le conosce da una vita, ma quando una donna si è messa in testa che un uomo è solo un amico appunto, stranamente non prova amore per lui ma solo amicizia, sfido chiunque a dire che sono fandonie). Qui il problema è che i media ci martellano ogni giorno SOLO parlando di donne vittime di mariti e fidanzati, quando come dice l’articolo (e voglio vedere se sono solo fantasie), migliaia di uomini si suicidano perché allontanati dai loro igli, altri che vivono da barboni dopo la separazione ed altri ancora uccisi dalle loro mogli e fidanzate (ma di cui non si parla per niente perché questo non interessa a nessuno perché evidentemente non porta profitti). Poi ci sono i bambini: loro si che sono sempre vittime innocenti ed indifese: una donna è adulta e vaccinata e se vuole può difendere sé stessa come un uomo, ma evidentemente preferisce autocommiserarsi anzicché trovare il vero coraggio di vivere. I bambini invece sono sempre e solo vittime! Vorrei tanto che la si smettesse con l’ipocrisia verso queste tematiche, ma è una speranza vana la mia così come è vana verso tutti coloro che condividono la mia osservazione!

      Rispondi

  8. elisabetta bavasso Dice:

    Non capisco perché mettere in antitesi queste diverse realtà drammatiche e tutte vere. Per rilevare le une non é necessario negare le altre

    Rispondi

    • Roberto Dice:

      Ma é bene avere il senso della REALE DIMENSIONE, perché é questa che conta. Lo sterminio degli ebrei é oramai numericamente conclamato, il femminicidio é numericamente senza senso. E non di tratta di NEGARE ma di parametrare le realtá, anche in medicina un EPIDEMIA si chiama tale dopo un certo livello. E 126 vittime femminili a fronte di 76 maschili su una popolazione di 60 milioni di persone probabilmente corrisponderanno si e no al numero di gente che sparisce senza lasciare traccia. Dunque perché pompare tanto su tv e media il concetto di femminicidio, se non per strumentalizzarlo? Io non ho alcun dubbio sul senso manipolatorio di tale tam tam mediatico, se ne parla perchè in pochissime persone, in realtá, ne percepiscono i reali confini, la reale dimensione ed il senso.

      Rispondi

      • Roberto Mariotti Dice:

        Uhm… però parlare di REALE DIMENSIONE della violenza sui più deboli (che possono essere le donne nel confronto personale con gli uomini, oppure spesso gli uomini per “eccesso di tutela” delle donne durante le separazioni) e ridurla ad un mero conteggio delle vittime, un semplice 126 a 76, mi sembra un po’ troppo riduttivo.
        La reale dimensione deve tenere conto anche delle migliaia e migliaia di casi “non conclamati”, in cui non si arriva all’epilogo da prima pagina, ma resta un diffuso disagio sociale.
        Che poi stampa e TV strumentalizzino e distorcano è ovvio: ormai lo fanno per mestiere, su tutte le questioni di interesse!
        Non credo che ci siano dietro chissà quali disegni persecutori nei confronti del maschio.
        Penso che sia semplicemente più comodo battere la grancassa piuttosto che ragionare; dare qualcosa di appetitoso da mangiare ai polli, piuttosto che tentare di farli evolvere.

        Rispondi

        • Roberto Dice:

          Anche tu ti esprimi per numeri, parli di migliaia di casi, vedi? Non è per essere cinici, ma la statistica é scienza, e la febbre non é tale se non dopo il grado 37! I numeri contano eccome fidati.

          Rispondi

        • ROBERTO C. Dice:

          vedo che cadi preda del grande inganno e tu per primo sostanzi che le donne sono prede dell’uomo! questo è il grande inganno che è nelgrembo del femminicidio e pure tu ne sei oramai vittima inconsapevole !
          leggi e impara
          http://violenza-donne.blogspot.it/2013/04/femminicidio-2012-confermata-finalita_30.html

          Rispondi

          • Roberto Mariotti Dice:

            Io non “cado preda” proprio di niente.
            Tant’è che ho scritto pure io, MOLTO CHIARAMENTE, che questa storia del “femminicidio” propagandato su stampa e TV sembra più che altro una distorsione per fare audience.
            Io parlavo più in generale di VIOLENZA, che quasi mai porta all’omicidio.
            E ho parlato anche di quella forma di violenza che pure è l’eccesso di tutela verso le donne durante le separazioni, di cui sono invece vittime gli uomini.
            Dicevo che questo genere di violenze, al contrario dei fatti “da prima pagina”, sono molto difficili da stimare e da ridurre a meri conteggi, perché spesso restano nel sommerso sociale, e inoltre hanno pure un impatto sociale molto maggiore dei fatti di sangue, perché presumibilmente sono molto più numerose.

            Se ti andassi a leggere quello che ho scritto più in alto, ad esempio:
            “la discriminazione verso gli uomini durante le separazioni è statisticamente innegabile e socialmente molto grave: i padri separati in difficoltà sono veramente tanti”
            oppure anche:
            “il concetto di uomo-bestia che picchia le donne fa proprio parte di quei luoghi comuni, quelle generalizzazioni che vanno combattute”
            capiresti che io non “vittima inconsapevole” di questa propaganda.

            In generale in questo post mi pare ci sia una grande animosità, presumibilmente dovuta proprio ad esperienze personali di uomini che hanno sperimentato sulla loro pelle il dramma delle separazioni che avvantaggiano le donne (a cui quindi va tutta la mia solidarietà).
            Però bisogna resistere alla tentazione di trovare per forza un nemico per sfogare la propria rabbia, perché si rischia di attaccare qualcuno che “nemico” non è, e che anzi è d’accordo. A buon intenditor…

    • Roberto Mariotti Dice:

      La risposta alla tua domanda, Elisabetta, te la sei già data quando hai scritto “drammatiche”.
      Si tratta di grandi drammi umani, in entrambi i casi.
      E il dramma amplifica gli eventi, ne fa da cassa di risonanza, e in sostanza li “radicalizza”.
      In realtà hai ragione, non c’è l’antitesi.
      La “tesi” è una sola: viviamo tempi di decadenza, e il degrado assume tra le varie sue forme, anche quella di una violenza e di un egoismo crescenti.

      Rispondi

      • Luca Rivoli Dice:

        I numeri aiutano invece. Vi sembra che le donne in generale si facciano problemi a denunciare violenze? Se il 90% le denuncia falsamente vuol dire che non c’è nessun ritegno in proposito. Questa propaganda secondo la quale chi “ha fatto sesso contro voglia” (da questionario ISTAT) ha subito violenza mentre tutte le altre non lo dicono è quantomeno ridicolo.
        Qui nessuno nega niente. Su una popolazione di 60 milioni di persone il femminicidio non esiste. Le eccezioni confermano la regola. Poi se delle eccezioni vogliamo farne una politica allora si, parliamo di femminicidio, di imprenditoricidio, di sportivicidio, di mezzaetàcidio, di giovinicidio, di meridionalicidio, di nordicidio, di straniericidio etc.
        La violenza è violenza e se la consideriamo TUTTA, senza discriminazioni di genere, allora ha dei numeri che possono essere portati all’attenzione delle istituzioni.
        Concludo dicendo che questa distinzione sessista della violenza la trovo di una bassezza molare difficilmente descrivibile per quelli che sono i miei valori.

        Rispondi

  9. Roberto Dice:

    Questo ci ndica quanto sia politicamente furbo parlare di femminicidio come fosse la paga del secono millennio, e con medesimo “vigore” si muovono in tanti …incomprensibilmente!
    http://fahreunblog.wordpress.com/2013/04/23/punire-il-femminicida/

    Rispondi

  10. Al2013 Dice:

    BASTA CON LE MENZOGNE SUL “FEMMINICIDIO”

    Cari Amici,

    grazie per il vs. blog, e per le idee che diffondete.
    Vorrei dire la mia, per smentire la grande menzogna che ci stanno propalando.

    Da settimane (forse in ossequio ai desiderata della presidente della Camera Boldrini, si sa che la Rai è molto solerte nel propalare veline gradite ai politici di riferimento), ci stanno letteralmente (in particolare il tg1!) esasperando, con notizie angosciose, allarmanti, ansiogene e drammatiche su una presunta “emergenza”, quella delle donne uccise, il c.d. “femminicidio”.
    Che si tratti di esagerazioni palesi, lo dimostrano le aride cifre, che riporto da uno dei tanti blog http://www.uominibeta.org/articoli/la-grande-menzogna/ che non ci stanno ad unirsi a questo ridicolo coro femminista “politically correct” dell’ultima ora.
    Come si può vedere, le donne uccise mediamente ogni anno in Italia, negli ultimi anni, sono 160, su una popolazione di oltre 30.000.000.
    Di queste, 20 sono state uccise da altre donne (quindi sicuramente non in quanto donne!).
    Delle altre 140, la gran parte NON è stata uccisa da uomini per ragioni legate al genere, al fatto di essere donne (anche perché gli uomini vengono uccisi 3 volte più delle donne!).
    Sono state uccise perché vittime di crimini comuni: rapine, aggressioni a fine di lucro (scippi), oppure perché coinvolte in fatti criminosi che riguardavano uomini loro familiari, es. vendette trasversali, eliminazione di testimoni scomodi, ecc., oppure ancora per follia di familiari che poi uccidono anche altri componenti maschili della famiglia, o infine nel corso di banali lite per mille altri motivi, poi degenerate.
    Se una donna gestisce un negozio, e un criminale la rapina e poi la uccide, non lo fa perché la detesta in quanto donna, ma perché è un assassino che avrebbe ucciso anche un uomo, se si fosse trovato lì.
    Quindi, solo poche decine di donne, in media ogni anno, sono vittime di omicidi legati al loro genere femminile, ad esempio dopo uno stupro, o da parte di squilibrati “invaghitisi” di loro.
    Non c’è bisogno di essere un grande matematico, per vedere subito che c’è solo una probabilità su 300.000 o 400.000, che una donna resti uccisa da uno squilibrato che la uccide per ragioni legate al suo essere donna!
    E’ 10.000 volte più probabile, per una donna, morire o restare ferita per un banale incidente domestico: una fuga di gas, ustioni mentre cucina, folgorazioni, cadute accidentali, tagli e ferite con vetri o coltelli, avvelenamenti, ecc., visto che avvengono ogni anno ben 4 milioni di incidenti domestici, con 300.000 persone che finiscono al pronto soccorso!
    http://www.vivere.biz/index.php?page=articolo&articolo_id=186050
    Ma di questo ovviamente non si parla, forse perché fa meno “impressione” di un delitto efferato!
    Ogni settimana, inoltre, ben 11 pedoni in media vengono investiti e uccisi da auto, sulle strade, o addirittura sulle zebre, ma ai tg non si parla di “pedonicidio”!
    Oltre tutto, è ridicolo parlare (come fa deputata del pd Iosefa Idem,che avrebbe fatto meglio a continuare col canottaggio!) di mettere in piedi una “task force” contro gli omicidi contro le donne, perché se un pazzo improvvisamente decide di uccidere la propria moglie, a seguito di un banale litigio, nessuno lo potrà mai prevedere né prevenire!
    Va poi osservato che – nonostante il clima paranoico creato dal culturame femminista, al quale parecchi uomini “zerbini” si sono accodati per conformismo pusillanime – in realtà i delitti contro le donne sono in netta DIMINUZIONE, rispetto all’Italia di 30-40-50 anni fa!
    Qualche decennio fa in Italia, e fino al 1980, esisteva ancora il delitto “d’onore” nel codice penale, un uomo che uccideva la moglie traditrice (e magari il suo amante) rischiava solo qualche anno di galera, era un’usanza barbara così comune (soprattutto al sud!) che il legislatore l’aveva inserita nel codice.
    Per non parlare dei rapimenti di donne, con stupro successivo, a seguito dei quali al sud era considerato normale il “matrimonio riparatore” da parte della “disonorata”. E fu solo nel 1968, da parte di Franca Viola, che vi fu la prima ribellione di una donna a questa ”usanza” medievale, ma diffusissima e considerata “normale”, o segno di “virilità” .
    E ancora, pochi decenni fa era elevatissimo il numero di prostitute vittime di omicidi, cui spesso NON facevano seguito indagini di sorta, sia per la mentalità maschilista ben più diffusa (“con quel mestiere se l’è cercata!”) anche tra poliziotti e magistrati, ma anche per la difficoltà delle indagini (non c’erano test del dna, telecamere, intercettazioni, ecc.).
    Eppure, oggi i media vorrebbero diffondere questa nuova paranoia, complice anche la mentalità anti-familiare e laicista diffusa, quella secondo cui ogni uomo – anche il più corretto e rispettoso – è potenzialmente un “femminicida”, o quanto meno uno “stalker” che prima o poi si metterà a molestare e perseguitare una donna, essendo –secondo le femministe – per natura un cretino incapace di controllare i propri impulsi e di accettare la fine di una relazione, o il rifiuto di una donna, come Ulisse bisognoso di farsi legare per resistere al richiamo delle sirene!
    Si è perfino arrivati alla vergogna di insinuare nella mente degli spettatori l’equazione amore = crimine, come si può vedere dalla squallida trasmissione di Rai3: “Amore criminale”, che da anni propone – con dovizia di particolari raccapriccianti – vicende di donne vittime di ex partners squilibrati, ossessivamente incapaci di lasciarle e divenuti poi loro aguzzini.
    Quello che fa più SCHIFO, in trasmissioni simili, è proprio il messaggio vergognoso secondo cui un uomo che ama una donna è “malsano e morboso”, come se l’amore non fosse una forza sana e potente che muove il mondo e crea felicità, ma fosse segno di squilibrio mentale, soprattutto insistendo nell’angosciare le donne mostrando vicende di uomini “normali”, ben inseriti nella società, con un buon lavoro, e rispettati.

    Io dico solo: ribelliamoci! E diciamolo forte: non è con la paranoia, con l’assurda idea di diffondere paura, ansia, allarme, che si migliorano i rapporti personali.

    Rispondi

    • Luca Rivoli Dice:

      Al2013 grazie per il tuo apprezzamento e per il tuo articolato commento. Ti farebbe piacere se lo trasformassimo in un articolo?

      Rispondi

      • Al2013 Dice:

        Grazie a te Luca, e a quanti come te, con raziocinio e calma, contrappongono il ragionamento alle viscere, all’isteria e alla paranoia.

        Ovviamente non ho alcun problema se vorrai inserire questo post come articolo, ci mancherebbe, e spero che sempre più persone vogliano riflettere con calma su questi problemi, rifiutando di farsi lobotomizzare dall’informazione servile dei media “ufficiali”.

        Oggi ad esempio, il Corrierone pubblica una bella intevistona alla Cancellieri, che ci informa che stanno preparando il “braccialetto elettronico a chi molesta le donne” (e non viceversa, mi pare di capire, già qui la Costituzione ed il principio di uguaglianza diventano un optional).

        Ma sì, ma certo! E perché non una bella gogna a chi solo PENSA ad una donna?

        Tra l’altro sono stupidi, perché così, con questo clima paranoico anti-maschile,, saranno proprio le donne ad essere le prime vittime: perché mai un datore di lavoro dovrebbe correre rischi ad assumere una donna, sapendo che poi potrebbe rischiare che lei – se ci fossero contrasti di tipo lavorativo, economico, ecc. – potrebbe facilmente inventarsi di essere stata “molestata”?

        E comunque, se vorrai gentilmente ospitarmi, nei prossimi giorni vorrei scrivere qualcosa su un’altra boiata di cui i media ufficiali non parlano: le FALSE denunce per “stalking”, che sono l’altra faccia della medaglia di una legge che anche donne PM come la dr.ssa Barbara Bresci ritengono facilmente strumentalizzabile.

        http://www.nocensura.com/2012/08/un-blog-dedicato-alle-vittime-di-false.html

        Grazie ancora, e a presto

        Alberto

        Rispondi

    • Roberto Dice:

      160 donne, su una popolazione di 60 000 000 e non 30 milioni !

      Rispondi

      • Al2013 Dice:

        @Roberto

        30 milioni di donne, Roberto.

        Nel mio post mostravo quali sono le probabilità statistiche di una donna di venire uccisa per il suo genere femminile.

        Quindi il calcolo va fatto sul totale della popolazione femminile (30 milioni e 600 mila, mi sembra), non sul totale della popolazione italiana.

        Rispondi

  11. mirko Dice:

    Ho semplicemente aggiunto il tuo feed all’RSS Reader… continuo a seguirvi, Grazie!

    Rispondi

  12. JanQuarius Dice:

    Infatti il femminicidio è un falso allarme!
    Vergogna a quelli che lo sostengono!

    Rispondi

  13. valeriano Dice:

    ciao sergio…..tutta la mia solidarieta’…….valeriano

    Rispondi

  14. valeriano Dice:

    sergio…mi sono permesso di postare la tua lettere,ovviamente in forma di anonimato,a politi e testate giornalistiche…un abbraccio.
    valeriano

    Rispondi

  15. Remo Dice:

    Ma quello che non viene detto poi è che la maggior parte degli uomini violenti, che picchiano e uccidono la moglie/compagna, non lo sono diventati dalla sera alla mattina, ma hanno nel loro passato una lunga sequenza di fatti violenti e propensione per l’abuso di droghe, alcol e altri fatterelli criminali vari. Insomma, sono dei poco di buono per loro natura, e non perché improvvisamente si sono disvelati novello Annibal Lecter.
    Quindi se ti metti assieme a un poco di buono, poi ne subisci le conseguente, così come chi va con amici poco raccomadabil prima o poi finisce nei guai.
    Se la maggior parte di queste donne invece di mettersi assiene a un uomo con l’idea assuda di cambiarlo poi in meglio, avessero scelto fin dall’inizio un “esemplare” migliore a quest’ora sarebbero ancora vive.

    Rispondi

  16. Dani Dice:

    Hai perfettamente ragione, io sto passando quello che hai raccontato.
    A una donna le basta dire che è stata picchiata (senza nessuna prova), per giustificare il suo gesto di portar via la bambina e in seguito negarla al padre.
    Accuse e diffamazioni per loro sono impunibili.
    Sottrazione d’incapace… legge valida solo per i padri che portano via i figli.
    Quando sono intervenuti i carabinieri tra le tante cose che hanno detto:
    se la bambina sta con la madre, sta bene, e se la bambina sta bene non c’è nessun problema.
    Io da padre che non so dov’è mia figlia e che non posso vederla starei bene???
    Maledetti…

    Per non parlare di tutto quello che avviene dopo… lasciamo stare.
    Ma perchè le cose devono andare così?

    Rispondi

  17. Hugo Dice:

    Non credo che tutta questa propaganda e una legge assurda che permette ovvi abusi per togliere un padre ai figli sia dovuta alla ingenuità della Bordini & Co. Se il “femminicidio” fosse una così buona legge, perché allora non fare una legge analoga per proteggere i commercianti dal pizzo della mafia?

    Secondo me dietro chi si è inventato il femmicidio se ne frega delle donne. Dietro questa storia si nasconde il denaro (il 92% delle false denunce mobilita cmq avvocati, psicologi e centri sociali) e il desiderio di fermare la società che sta cambiando: sempre più padri si occupano dei figli, sempre più donne sono indipendenti economicamente. Il futuro sarà l’affidamento congiunto al 50%, dove nessuno dovrà mantenere più l’altro, tutti e due dovranno crescere i figli e le donne potranno svilupparsi professionalmente.

    Rispondi

  18. Simone Dice:

    Ricordo sempre che gli uomini sono morti ammazzati e continuano a morire ammazzati molto più delle donne, ammazzati anche da donne, quindi trovo vergognoso che si parli sempre e solo di femminicidi come se la vita degli uomini non contasse per niente!!!!!!! Negli anni 90 addirittura il dislivello era di 6-8 volte di uomini morti ammazzati più delle donne e prima degli anni 90 anche di più……se vogliono le leggi fantoccio contro il femminicidio perchè secondo loro ogni uomo può essere un femminicida, allora io voglio delle leggi contro il figlicidio da parte delle madri visto che le madri sono le maggiori figlicide!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Rispondi

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