La disperazione….

29 aprile 2013

Cultura e Società


Ti ho visto…

Quegli occhi domandano

pietà…

Quel gesto, solo

disperazione…

Perchè?

Non sapevo più

vivere.  Ho visto quegli occhi

e non so….dire nulla.

Rosa Mannetta

E’ la prima volta che inizio a scrivere con dei versi che mi sono venuti “subito”, nel pensare al gesto disperato di Luigi Preiti. Pier Paolo Pasolini scriveva che”io simpatizzavo con i poliziotti perchè i poliziotti sono i figli di poveri….”. Queste parole fanno parte della poesia “Il PCI ai giovani” e bisogna porgere tanta solidarietà ai Carabinieri che sono stati colpiti da Luigi. Perchè è successo tutto ciò? La disperazione che ognuno di noi prova, può renderci così sconvolti da non essere più razionali? Tutti noi potremmo agire allo stesso modo? Se si ragiona con l’istinto….si potrebbe emulare l’azione di impugnare una pistola ….e sparare. Senza dubbio, tutti noi vogliamo incolpare i politici, la politica, la crisi e perchè non cominciamo a fermarci un attimo? Parto da me. Non sono ascoltata abbastanza: il problema che sollevo è di grande solidarietà umana, è un urlo educato per sfondare il muro dell’indifferenza, per ribaltare i pregiudizi sulla parola “malattia”, per evidenziare il mobbing che viene perpetrato da insegnanti crudeli, per illuminare le tenebre in cui si trova il paziente oncologico e non, per riprendere una vita che non è vita, per raggiungere un paradiso che non…c’è. Ed ecco che io, ora non comprendo piu’ in che Paese mi trovo a vivere. E’ stata la politica? Il malcostume? O la solitudine in cui siamo precipitati? Seneca diceva che “lo schiavo è libero dentro di se’…” ed io raggiungerò la meta?

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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