Una storia tragica….

4 maggio 2013

Cultura e Società


A Sannicandro si è verificata una strage: si sospetta che Michele Piccolo, un farmacista, abbia sterminato la sua famiglia e che abbia sparato alla moglie, alla figlia e al figlio. E poi si è lasciato annegare…Cosa è successo? Io faccio delle supposizioni: la disperazione può alienare la mente di un padre e uccidere i figli? Può la disperazione distruggere l’unità familiare e uccidere la madre dei propri figli? Domande e risposte conturbanti. Qualsiasi risposta è come attraversare un deserto senza bere acqua, è come introdursi in un fossato ed uscirne indenni, è come attraversare la strada senza guardare, è come essere travolti da una tromba d’aria…Provo a dare delle risposte. Che questo uomo abbia avuto la solitudine dell’anima che conduce alla depressione? Che lo abbia spaventato il futuro della figlia affetta dalla sindrome di Down? Di un futuro incerto, dopo la sua morte? Chi si sarebbe occupato di questa ragazza? E se….e se il fratello….E avrà pensato “se morirò prima di tutti?”….Il panico avrà ingigantito il suo fardello, il suo cuore straziato. Spero che sia cosi. Non saprei trovare altri motivi. Camus scriveva che “giudicare se valga o non valga la vita, è come rispondere a ciò che dice la filosofia”. In parole più semplici, egli riteneva il suicidio come un’evasione rispetto all’assurdità della vita. Aggiungo che la disperazione non deve ridurci a diventare degli assassini. Non posso, non posso giustificare questi atti, ma posso solo capire, tento di capire la disperazione. Negli ultimi tempi, la disperazione ci assale: proviamo a superarla, parliamo di più. Non isoliamoci.

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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2 commenti su “Una storia tragica….”

  1. Gloria Anthony Dice:

    Nel Medioevo quindi i poveri sono riconosciuti come tali e sono integrati nella società medioevale che dibatte sull’elemosina e sull’assistenza dei poveri, sul valore morale e religioso della povertà che troverà il suo massimo rappresentante in San Francesco d’Assisi , ( 1181 / 1182 – 3 ottobre 1226 ), pauper cum Petro, il poverello di Dio, fondatore dell’ Ordine mendicante . La concezione della povertà diventa con lui non solo imitazione della vita di Cristo ma viene interpretata, specialmente dopo la sua morte, anche come denuncia della condotta morale della Chiesa e del suo potere temporale. Solo quattro anni dopo la sua morte infatti il papa Gregorio IX , con la bolla Quo elongati, si preoccupava di rendere noto che il Testamento del santo d’ Assisi non avesse un valore vincolante per i suoi successori. La divisione in Spirituali, che seguono il precetto dell’assoluta povertà, e dei Conventuali più vicini al carattere temporale della Chiesa, è un segno di una crisi sociale dove le differenze tra ricchi e poveri si sono accentuate e ormai la ricchezza ha perso quasi del tutto il carattere provvidenziale di aiuto e sostegno della povertà com’era in Sant’Ambrogio.

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  2. sofia Dice:

    Grazie per il vostro articolo, mi sembra molto utile, provero’ senz’altro a sperimentare quanto avete indicato… c’e’ solo una cosa di cui vorrei parlare piu’ approfonditamente, ho scritto una mail al vostro indirizzo al riguardo.

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