CE LO CHIEDE L’EUROPA!!

20 maggio 2013

Cultura e Società


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Sento e leggo continuamente cose che mi lasciano sempre più esterrefatto, così, come se non ci fosse mai un limite alla sorpresa e allo sconcerto. Persone alle quali è stata delegata la gestione di un Paese che non riescono più a fare qualcosa da soli, che non hanno idee, non hanno fantasia, amor proprio, amor di patria (Dio, che brutta cosa!!!!). Anzi, tutto si fa per chi vien dal di fuori, men che meno per chi è un cittadino di questo paese.

E si, perché tutto quello che è nell’agenda italiana è frutto di indicazioni, suggerimenti, ordini, diktat, minacce che provengono dall’Europa.

A tal proposito, una serie di riflessioni e relative osservazioni è d’uopo.

La prima osservazione.

Se – e questo “se” è grande quanto una casa – l’Europa NON E’ un’entità politica (invero lontana dal diventarlo) in quanto allo stato attuale c’è solo un’unione economica e monetaria (vale solo per Italia, visto che gli altri continuano a fare politica monetaria e/o economica per i cazzi loro), allora da dove vengono questi suggerimenti, indicazioni ecc. ecc. se non da considerazioni intrusive da parte di altri paesi ? E’ pur vero che esiste una Commissione, ma altrettanto vero è che non ha poteri legislativi diretti ma indiretti, cioè emette consigli, indicazioni di rotta che infatti si chiamano Direttive e non Leggi. Sembra poca cosa ma non lo è. Perché un paese membro non ha obbligo di recepimento a scatola chiusa (come da prassi consolidata in Italia) ma discute all’interno del proprio parlamento modalità e metodi di attuazione delle direttive (infatti si parla di recepimento, non adozione incondizionata!!!). Sta di fatto che storicamente l’Italia ha dimostrato negli anni una tale solerzia e una incredibile reattività in questo campo del tutto sconosciute agli altri paesi partners. Perché ? Qualcuno se lo chiede ?

Seconda osservazione.

Come è stato possibile che ci siamo infilati in un tale vicolo cieco dal quale risulta impossibile tornare indietro per uscirne, situazione nella quale si continua a governare la vita dei cittadini, regolamentare i nostri usi e costumi, operare scelte fondamentali in campo economico e strategico, fare le nostre leggi solo ed esclusivamente in funzione di cosa …”ci dice l’Europa?” A memoria, non mi ricordo di osservazioni impertinenti, pervasive, al limite delle scherno fatte da ns politici e uomini di cultura nei confronti di altri partner europei. Dove è andata a finire la sovranità all’interno dei ns confini, della ns costituzione, dei ns codici, le ns leggi, la ns politica monetaria ed economica ? Ma …veramente non siamo più capaci di camminare da soli che abbiam bisogno di suggerimenti su come dobbiamo stare in piedi e respirare ?

Terza osservazione.

E’ mai possibile che – a parte l’inettitudine e l’ignoranza della classe politico-dirigenziale-istituzionale, il cui scriverne/parlarne è ormai tedioso – anche in mezzo al popolo sodomizzato ci sia una buona fetta a cui piace averlo in quel posto e continua passivamente a difendere l’indifendibile e magari a dargli il voto e la preferenza in modo incondizionato? Cosa ci vuole per capire che stiamo correndo e affannandoci dentro una ruota per criceti ? Dobbiamo aspettare che sia Roberto Saviano a svegliarci con una altro capolavoro dell’avanspettacolo dell’horror ? Se dovesse accadere, se mai dovesse decidere di continuare il lavoro fatto con Gomorra, mi permetto umilmente di suggerirgli il titolo: Sodoma!!

Così, oltre ad avere più attinenza con la realtà sociale italica, avrà pure la possibilità di fare un bel cofanetto in offerta speciale con l’opera completa! Perchè da tutto questo fango e da tutta questa merda c’è sempre qualcuno che ci guadagna (e non sono sempre i politici). In ogni caso.

L’altro ieri ho litigato con un amico mentre parlavamo di questioni politiche, lui europeista convinto che ejaculava le sue teorie simil-plastificate ed io che controbattevo (punto per punto) sul perchè e sul per come l’Europa (così come concepita) a noi non conviene ed è un autentico suicidio (per noi, non per chi ha deciso di starci senza interpellarci). Alla fine, vedendo che non voleva capire quello che anche i muschi e i licheni capiscono, l’ho mandato via salutandolo con un bel: “Vaffanculo”.

Vedete, miei cari internauti, il vaffanculo è bello, è liberatorio, è sintetico, è terapeutico, ma soprattutto è autenticamente democratico, perché sincero e genuino, come un buon bicchiere di vino.

Il mio amico (siamo ancora amici) mi ha risposto: “Ma tu quando perdi la pazienza riduci tutto a poche parole e mandi tutti a qual paese ?”

L’ho ripagato con la stessa moneta: “Forse hai ragione, perdonami, è l’Europa che me lo chiede!!”

Ora mi sento proprio meglio.

Buona fortuna a tutti.

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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6 commenti su “CE LO CHIEDE L’EUROPA!!”

  1. Alberto Dice:

    L’euro è stata un’ottima scusa per le lobbies finanziarie mondiali, e per i poteri forti, facenti capo al FMI, alle grandi banche di (mal)affari (Goldman Sachs, Morgan Stanley, etc.) che detengono grandi quantità di titoli del debito pubblico di molti stati, etc., di acquisire un potere enorme ed incontrollato, privandoli della sovranità monetaria, a favore di pochissime persone, sganciate da ogni controllo democratico, e possibilità di revoca da parte di milioni di cittadini. Inoltre, il meccanismo dell’euro, che vorrebbe unificare le economie di stati totalmente diversi, dall’agricola e turistica Grecia, all’ultra-industriale Germania, finisce inevitabilmente per favorire gli stati economicamente più forti. Ora, non c’era bisogno di 2 premi Nobel come Paul Krugman (che ha definito l’euro un disastro, e la sua dissoluzione come inevitabile) e ultimamente anche il prof. Amartya Sen, a dirci ciò che da alcuni anni è sotto gli occhi di tutti: l’euro ha solo portato povertà e disunione, e sta minando le basi stesse delle società europee.

    Ma ecco le sue dichiarazioni, più chiare di così:

    L’euro è stato un’idea ORRIBILE. Lo penso da tempo. Un errore che ha messo l’economia europea sulla strada sbagliata. Una moneta unica non è un buon modo per iniziare a unire l’Europa. I punti deboli economici portano animosità invece che rafforzare i motivi per stare assieme. Hanno un effetto-rottura invece che di legame.

    Quando tra i diversi Paesi hai differenziali di crescita e di produttività, servono aggiustamenti dei tassi di cambio. Non potendo farli, si è dovuto seguire la via degli aggiustamenti nell’economia, cioè più disoccupazione, la rottura dei sindacati, il taglio dei servizi sociali. Costi molto pesanti che spingono verso un declino progressivo. È successo che a quell’errore è stata data la risposta più facile e più sbagliata, si sono fatte politiche di austerità. L’Europa ha impiegato anni a costruire lo Stato sociale. Ora rischia di distruggerlo, nell’Educazione, nella Sanità, nella rete di sicurezza sociale.

    L’Europa ha bisogno di riforme: pensioni, tempo di lavoro, eccetera. E quelle vanno fatte, soprattutto in Grecia, Portogallo, Spagna, Italia. Ma non hanno niente a che fare con l’austerità, con tagli indiscriminati. È come se avessi bisogno di aspirina ma il medico decide di darmela solo abbinata a una dose di veleno: o quella o niente. No, le riforme si fanno meglio senza austerità, le due cose vanno separate ”
    (Amartya Sen)

    Credo che il tuo amico farebbe bene a riflettere su queste parole, che nella loro autorevolezza ma insieme semplicità sono una chiara condanna dei messaggi “pro-euro” che Rai e media “ufficiali” continuano a propinarci.

    La cosa più saggia sarebbe concordare una “exit-strategy”, uscire tutti insieme dall’euro prima che sia troppo tardi, solo così non ci sarebbero contraccolpi troppo grandi.
    Ma le politiche di austerità volute da Germania e BCE ci stanno solo uccidendo!

    Rispondi

    • Giovanni Mole' Dice:

      Carissimo Alberto, il mio amico è senza speranza (detto con affetto quasi fraterno), così come senza speranza è chi non riesce a vedere perchè non vuol vedere. Il fatto è che chiunque non sia d’accordo con l’Euro parla di “errore” di valutazione in sede di progettazione dell’unione monetaria.

      Ebbene, io mi rifiuto categoricamente di pensare e sostenere che costoro abbiano fatto errori di valutazione. La colpa è troppo grande e troppo grossolana e grottesca è tutta la serie di errori di valutazione/previsione/visione di una fantomatica unione monetaria senza Banca Centrale a supporto (quella europea non è come la FED, ad es, e non potrebbe esserlo perchè non c’è uno stato unico a cui far riferimento) e – ancora più grave e grottesco – credere di poter integrare 16 economie tutte diverse tra loro, per tipologia, storia, cultura, potenzialità, mercati di riferimento e relativi partners, interessi propri (nazionali) è e resta tuttora follia pura, al limite della demenza. Io alla favola dell’errore non ci credo.
      Credo piuttosto che ci sia stato un’azione ben congegnata e pianificata, non perchè voglia fare il complottista della domenica ma perchè – ribadisco – è troppo grave l’errore commesso per non credere che sia stato tutto pre-ordinato e pianificato con cura quasi maniacale, la cura maniacale di chi ha intenzione di mettere tutto il mondo sotto un’unica egemonia, un’unica cultura, un’unico mercato!!

      Quello che la gente sta patendo, i morti suicidati per disperazione, la disoccupazione dilagante, le economie distrutte quasi irrimediabilmente, i tessuti economici stuprati dalla globalizzazione selvaggia, ingiustificata, utile a nessuno meno che per le multinazionali (quindi pochi uomini su miliardi!), le società civili sconvolte da un’uniformazione/conformazione della cultura e della storia, tutto questo è una serie infinita di effetti collaterali che non inficiano per nulla un progetto più grande. Un progetto che non è il nostro, che nessuno ha chiesto ma lo stiamo subendo. Tutto troppo sbagliato per essere un errore di valutazione.
      Quindi ?
      Non è più colpa, ma è dolo!
      Non si può parlare di follia, ma si deve parlare di crimine.
      Spero che il mio pensiero sia chiaro.

      Cordialità

      Rispondi

  2. alfredo1930 Dice:

    Possiamo anche contestare la politica di omologazione verso i Paesi piùforti dell’Europa,ma dopo avere contestato le aberrazioni politiche economiche sin’ora seguite,per Noi Italiani non è finita la deriva perchè il disavanzo pubblico è li per far ripartire l’economia dobbiamo comunque utilizzare risorse per miliardi.L’evasione fiscale non è stata mai combattuta con rigore,il mecenatismo delle corporazioniè sempre lì allora? Ha ragione Grillo,ma il percorso politico è ancora oscuro.Il Paese è solo in fibrillazione

    Rispondi

    • Giovanni Mole' Dice:

      Ho parlato di asservimento, non di omologazione.

      L’aberrazione politico-economica è il frutto di malafede e malaffare, non solo della classe politica, ma anche e sopratutto della classe dirigente dell’industria e dell’intero tessuto economico del paese, i quali si sono scambiati favori con questa politica negli ultimi 30 anni, e ora ne pagano essi stessi le conseguenze, però cercano aiuto e si disperano, quando invece avrebbero potuto fare fronte comune e spingere adeguatamente per il ricambio nel mondo politico, perchè ne avevano la forza, invece hanno “collaborato”, e ora piangono, oppure traslocano all’estero.

      Grillo ha ragione su moltissime questioni, ma con 162 parlamentari (tra deputati e senatori) non ha peso sufficiente a dare corpo e sostanza a istanze sacrosante. Motivo per cui il sistema lo vede come un intruso e lo caccerà fuori a colpi di legge (la Zanda-Finocchiaro ti dice qualcosa ?), visto che sui programmi e sulla capacità di responso all’elettorato non c’è partita. Perchè il PD e il PDL da questo punto di vista sono impreparati e non hanno idee. A loro manca la cultura del responso alla cittadinanza.

      Rispondi

  3. michela Dice:

    Pensavo di mettere il vostro logo sul nostro sito con il vostro link per dar modo ai nostri visitatori di conoscere il vostro blog. Cosa ne pensi?

    Rispondi

  4. camilla Dice:

    Continuate così, bravi!

    Rispondi

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