Il Mediterraneo: un mare fantasma?

22 giugno 2013

Cultura e Società


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Il nostro mare, il Mediterraneo e’ infestato da relitti bellici. Il professore Nicolò Carnimeo dell’universita’ di Bari, da sempre informa che esiste una pericolosità nei “nostri fondali”. Secondo Trevor Gilbert e Dagmar Etkin, due esperti internazionali di sicurezza marina, nel Mediterraneo si contano 361 relitti, tra navi e ordigni inesplosi. Un gran numero fu affondato durante la seconda guerra mondiale dalle truppe alleate. L’allarme riguarda in primis, per il contenuto delle sostanze chimiche delle bombe che giacciono in profondità: il gas urticante, il gas iprite, e’ la sostanza chimica piu’ nociva. In passato ho già descritto la caratteristica di questo gas-mostarda e di come ne siamo venuti a conoscenza nel “Disastro di Bari”, il primo grande disastro bellico nel nostro Paese, durante la seconda guerra mondiale. Negli anni ottanta, alcuni esperti militari americani, hanno raccolto una ricostruzione sugli avvenimenti di quel che accadde dopo la fine del conflitto mondiale: i “rapporti di Brankowitz” sono una sorta di riferimento per le operazioni di smaltimento di armi chimiche nel golfo di Napoli. Dopo l’attentato alle Torri Gemelle, questi “rapporti” sono stati coperti dal segreto militare ed oggi, non si possono individuare i punti esatti dove furono scaricati i residuati bellici. Il problema di fondo e’ che il gas iprite, la ciclofosfamide, potrebbe contaminare l’ambiente marino se, una di quelle bombe dovesse…..perdere il suo contenuto chimico. Siamo sicuri che non capiti? Nel nostro Paese, la crisi economica non permette la bonifica dei fondali: i costi sono ingenti e il pericolo rimane. Mi chiedo: perchè in passato, quando eravamo nel periodo del “boom economico”si è ignorata questa eredità bellica? Il gas iprite è la chemioterapia, la chemio”rossa”, quella da protocollo, usata per curare il cancro in ogni reparto oncologico. E’ lo stesso gas che mi ha salvato la vita. Camus scriveva che “il senso della vita è fugace…” ed io ho difficoltà a trovare le parole per esprimere il mio sconforto.

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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4 commenti su “Il Mediterraneo: un mare fantasma?”

  1. claudio Dice:

    ciao Rosa è sconfortante vedere come hanno ridotto la nostra sanità. Ho diversi amici purtroppo nelle tue condizioni hai la mia solidarietà ,anche se ci fai poco .

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  2. Rosa Dice:

    Buon giorno, Claudio. Il tuo commento mi conferma lo stato di sfiducia in cui noi versiamo. Per noi, intendo, noi Italiani. Grazie della solidarietà.

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  3. Assunta Dice:

    Rosa, la chemio ‘rossa’ si è costretti (soggettivamente) a non poterla rifiutare quando ti mettono davanti alla scelta se preferire correre rischi …. o avere maggiori probabilità (statistiche), se non di sconfiggere, almeno rallentare una crescita cellulare maligna anomala.
    Quello che tu denunci, invece, non dipende dalla nostra volontà ma dallo squallore di una classe dirigente sorda e cieca ai problemi dell’ambiente, concausa se non diretta conseguenza di quel mostro chiamato cancro.
    Cari saluti.

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