Oltre il limite

22 giugno 2013

Cultura e Società


Sono certo di non essere il solo.

Penso che molti altri, come me, tutte le sere, poggiando la testa sul cuscino, sperino ardentemente di non doversi risvegliare l’indomani. Molti altri, al loro inevitabile risveglio, ognuno prigioniero nel proprio inferno personale, proverà la mia stessa delusione, il rammarico di dover continuare, ancora per 24 ore, una vita senza più alcun senso. Intendiamoci io non odio la vita né ho patologiche tendenze autolesionistiche, ho dovuto semplicemente constatare che la mia vita è vuota di significato, non porta giovamento a me ed ancor meno ai miei familiari.
Lentamente ma inesorabilmente ogni cosa è stata svuotata di significato, ogni gesto non ha più peso, ogni parola non esprime più suono comprensibile.
La mia colpa è di essermi vestito di un’armatura tessuta con l’orgoglio, di aver pensato di poter dare il mio contributo alla lotta contro coloro che hanno umiliato e depredato la mia terra, l’hanno resa sterile e costretto i suoi figli ad abbandonarla. Ho peccato d’orgoglio e d’ingenuità. In realtà chi detiene il potere non vuole che la camorra sia sconfitta, troppi sono i legami tra i poteri malavitosi e i poteri politici, troppi gli interessi comuni. Gli idealisti sono dei fessi che credono alle favole e come tali vanno messi in disparte, esiliati ed umiliati, scherniti e derisi, raggirati e, se renitenti, sospinti verso il baratro. Prima comprenderanno che la loro presenza è d’intralcio agli intrallazzatori e decideranno di farla finita e meglio sarà per tutti. Chi, con la sua stessa presenza, ricorda quanto siano infami i traditori della Patria sono un continuo molesto monito. Un monito da cancellare.

Sono stufo di tutti quelli che pensano di essermi superiori, perché siedono dall’altro lato di una scrivania larga quanto il loro ego putrescente, che pensano di potermi prendere per il culo battendomi una mano sulla spalla, dicendomi qualche stupida frase di circostanza, chiamandomi eroe. In verità questi biechi incantatori non hanno effetto su di me, mi fanno schifo, essi hanno venduto il proprio onore per una poltrona, per una vita agiata. Insieme all’onore hanno venduto coloro nelle cui vene scorre il loro stesse sangue. Fratelli che pugnalano alle spalle fratelli.
Troppe volte ho detto loro che io non sono un eroe, ho fatto ciò che andava fatto, ciò che ogni uomo onorevole avrebbe fatto al mio posto. Non sono io ad essere eroe, sono loro ad essere dei viscidi esseri senza spina dorsale. Questi gretti, venduti al male, sono convinti di avermi privato della dignità, pensano di aver annullato la mia volontà negandomi il diritto a vivere. C’è più dignità nella mia morte di quanta potrà mai essercene nella loro vita. Credono che l’avermi costretto a mendicare mi abbia sciolto nel liquido corrosivo di cui sono fatte le peggiori umiliazioni. Ho mendicato per dare un pezzo di pane alla mia famiglia, non penso vi sia maggior dignità in chi mi ha costretto a dovermi ridurre a tanto. Queste mie parole non intaccheranno mai il muro che i vili traditori e sfruttatori hanno eretto intorno a se stessi, come, so bene, non sarebbero minimamente scossi da un mio gesto definitivo. Anzi, sicuramente, ne sarebbero sollevati. Si rassegnino, dunque, io vivrò.

Vivrò perché non intendo far regali a chi spera di liberarsi di un nemico molesto, vivrò per continuare a picconare contro le spesse mura dell’infamia. Se vogliono la mia morte dovranno venire a cogliere di persona il frutto. Sappiano, però, che quel frutto è irto di spine.

Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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One Comment su “Oltre il limite”

  1. alfredo1930 Dice:

    La tristezza oggi domina la nostra vita perchè sentiamo di essere molto soli con un linguaggio che esprime oramai un modo di pensare non più condiviso perchè sono stati forgiati ,forse anche radicati, modi di vivere che affermano una socialità dove l’etica,ovverossia l’equilibrio psicosociale,è venuto meno.Ma a fronte di questa disgregazione,l’essere umano possiede ancora strumenti per guardarsi attorno ed iniziare un modo di vivere diverso,ovverossia un rapporto diretto con se stesso,con la natura ,con le piccole comunità.Le grandi promesse delle società gestite con rappresentanza ed altri meccanismi non reggono più,ciononostante se cerchiamo in noi stessi altre forme di convivenza non ne resteremo delusi perchè le delusioni riguardano le forme attuali vita che ovunque deragliano.Siamo un generazione che può offrire ai più giovani un diverso modo di esprimere la vita socialmente:Il nostro potenziale interno è entrato in difficoltà ma non in corto circuito dove tutto brucia:L’uomo ha risorse puù elementari,più modeste e su quelle dovra affidarsi andando incontro a tempi nuovi perchè i ciclici storici offrono spesso lunghi momenti di depressione che siamo noi a saper gestire

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