IPOTESI DI REATO: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO

16 luglio 2013

Cultura e Società


Ogni giorno in Italia falliscono da una a tre aziende. Questo, incontrovertibile, dato di fatto, getta una luce sinistra sulle nostre vite e su quelle dei nostri figli. Un’azienda che chiude non sono solo posti di lavoro persi, ma un bagaglio di esperienze e conoscenze che vanno smarrite per sempre. Imprenditori e dipendenti gettati sul lastrico ma anche capacità sprecate, anni di esperienza sul campo bruciate in un falò che non illumina ne riscalda.

Tanti uomini che vedono le proprie vite svuotate del loro significato da un giorno all’altro, tanti uomini che perdono i propri sogni, sono costretti a rinunciare alle speranze ed alla dignità, sono azzerati con un semplice tratto di penna da chi nella sua vita non ha mai fatto un giorno di lavoro.

Vite spezzate, tragedie annunciate. Se ad un uomo togli la speranza lo spingi inesorabilmente verso l’abisso, puoi costringerlo a soffrire, a fare sacrifici inenarrabili e continuerà ad andare avanti, togligli la speranza e la dignità e lo avrai assassinato.

Assassinato! Si di questo si tratta di assassini di stato. Quei tanti, troppi, che vinti dalla disperazione non commettono suicidio sono vittime di omicidio. Nell’antica Roma chi cadeva in disgrazia e decideva di porre fine alla sua vita di mano propria evitava alla famiglia le conseguenze delle sue colpe. Chi si suicida oggi non ottiene neanche questo beneficio, i debiti restano e la famiglia è costretta subire l’onta del fallimento, morale e materiale.

chiuso-per-fallimento11
Le misure economiche attuate da questo governo di incompetenti malfattori, lesti di mano quanto lenti di cervello, sono totalmente inutili, anzi sortiscono l’effetto esattamente contrario di quello che dicono di perseguire.

Non lasciatevi fuorviare dai paroloni, servono sono a tener lontano i curiosi, l’economia è materia semplice. Siete più capaci voi nel far quadrare il bilancio familiare di quanto lo siano i grandi e celebrati economisti nazionali ed internazionali. Tutte le loro congetture e alte teorie sono solo fumo. Fumo gettato nei nostri occhi affinché non possiamo scorgere l’aberrante piano che si nasconde dietro alle grandi manovre economiche: sporche speculazioni.

Tutta l’attuale economia è strutturata in modo che vi debba essere sempre un differenziale di potenziale tale da permettere ai grandi speculatori di guadagnare, e ai gruppi di poteri che li sostengono, sempre e comunque: sia nei periodi di crisi che in quelli di ripresa. Infatti ad una crisi segue sempre una ripresa dell’economia e ad una ripresa immancabilmente una nuova crisi.

pupi0
Guardatevi intorno e vi renderete conto che c’è chi gioca con le nostre vite, chi tira i fili delle nostre esistenze, che si sente puparo e ritiene noi pupi senza volontà.

Luigi Orsino

Annunci

Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

Vedi tutti gli articoli di Luigi Orsino

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

2 commenti su “IPOTESI DI REATO: ISTIGAZIONE AL SUICIDIO”

  1. Giovanni Mole' Dice:

    Quoto in toto. Mi fa piacere constatare che si comincia a parlare di economia come di una materia molto più di semplice comprensione rispetto alle paranoiche elucubrazioni di certi “addetti ai lavori”, ovvero di tutta quella fitta selva di spocchiosi economisti che con linguaggio accademico-paranoico (più adatto alle tribune dei “sottopupari” televisivi) appositamente utilizzato per rendere ostico alle orecchie dei cittadini quello che in realtà non lo è affatto. Ciò premesso, fa ancora più piacere constatare (finalmente!) che tutto questo pademonio e le nefaste conseguenze, tutto è meno che frutto di scelte sbagliate e/o errori di valutazione da parte della politica. Si tratta infatti di scelte frutto di pianificazioni e programmazioni ben definite e decise in posti inaccessibili agli occhi di noi comuni mortali. Non si più onestamente parlare di una serie di tragici errori di valutazione in sede politico-economica avuti luogo negli ultimi 35 anni. Non c’è mai stato errore!! Vogliono farci credere il contrario, ma non è così. Tutto procede come da programma. Programma macabro che ha coinvolto e che coinvolge tuttora i tre poteri dello Stato che non lavorano più per lo Stato ma per altri Stati o entità al di sopra di essi: Legislativo, Esecutivo e Guidiziario. L’impressione che ho raccolto è che questo paese DEVE essere spogliato di tutto e rifatto da altri ad immagine e somiglianza di altro che non sia quello che conosciamo quotidianamente. Non c’è colpa in questo. E come potrebbe essere chiamata colpa ? C’è dolo! Prima lo capiamo e prima arriveremo (conseguentemente, purtroppo) a fare ciò che va fatto. Se ne abbiamo voglia e tempo, naturalmente. Nel frattempo, piangiamo Cavani che va al P.S.Germain per 10 mln netti all’anno.

    Rispondi

  2. Roberto Mariotti Dice:

    Sostanzialmente d’accordo, ma con qualche distinguo.
    L’economia non è materia propriamente “semplice”, è anzi abbastanza complessa.
    Il fatto è che è stata resa complessa, ad esempio attraverso l’intreccio con la finanziarizzazione del mondo che è impetuosamente proceduta negli ultimi decenni, e che è un groviglio sostanzialmente inestricabile.
    L’economia è stata intrecciata a tutto ciò, come un organo vitale è “intrecciato” ad un tumore, dal tumore stesso il quale così facendo si è garantito la sua sopravvivenza, perché un tumore se è attaccato a un organo vitale non può più essere facilmente rimosso come quando è un oggetto a sé stante (spero la metafora sia comprensibile).
    Quindi oggi di fatto l’economia E’ COMPLESSA.
    Ad esempio uscire dalla “trappola” dell’euro è tutt’altro che facile e avrebbe gravi conseguenze per un sacco di gente (l’organo vitale, nella metafora di cui sopra).

    Anche sul “tutto procede come da programma” di Giovanni, poco sopra, pur condividendo l’idea del “programma”, la vedo in maniera un po’ diversa.
    Io non credo che i politici siano parte delle élite che hanno pianificato o comunque traggono vantaggio dal programma di “medioevalizzazione” del mondo.
    Penso anzi che il vero Potere si stia gradualmente separando dai governi e li stia sempre più “neutralizzando” mettendoli in condizione di non poter intervenire sulla realtà.
    A ciò serve anche la crisi e le politiche del rigore: ad impedire che i governi possano recuperare una qualche “sciagurata” capacità di ritrovare delle vere politiche mirate al bene comune (che è il vero grande nemico delle plutocrazie oligarchiche).

    La sostanza di tutto è che non potendo recuperare forme di governo oligarchiche, perché per quanto possa essere bue il popolo non accetterebbe mai, è necessario mantenere delle democrazie “formali” che però di fatto, attraverso la castrazione dei governi e dei parlamenti, siano oligarchie “sostanziali”.
    Tra l’altro così il popolo-bue è anche più contento, perché può illudersi di contare qualcosa avendo lo Stato ancora l’aspetto di una democrazia.

    Cosa fare?
    Ovviamente il primo passo è mentale: la presa di coscienza, la consapevolezza, di tutto ciò. Una cosa che a tutt’oggi è stata fatta solo da una sparuta minoranza di persone nel mondo (parlo ovviamente di persone dei popoli, perché i membri delle élite che vogliono imporre il loro Potere sanno già tutto).
    La seconda cosa, sempre a mia opinione, è operativa, pratica: si tratta di cominciare a separare, filamento per filamento, quello che sopra ho descritto come “tumore-finanza” dal corpo ancora sano dell’economia, cioè il benessere, la vita stessa delle persone.
    Praticamente:
    – non indebitarsi, se non quando strettamente necessario;
    – non fare acquisti voluttuari se non se ne ha la liquidità necessaria;
    – resistere alla tentazione delle sirene della finanza, quindi non comprare azioni, né prodotti finanziari, derivati o altre cose;
    – non affidare i propri risparmi ad agenti che poi li riverseranno in grande società di gestione, tipo fondi comuni e di investimento;
    – evitare in ogni caso le banche straniere, in particolare quelle d’affari (se proprio necessario usare le banche italiane);
    – spendere preferibilmente nella piccola economia e nella economia locale (ad esempio: se ti va un gelato compralo artigianale piuttosto che confezionato);
    – cercare quando possibile di boicottare i prodotti delle grandi aziende a favore di aziende più piccole, e soprattutto boicottare i prodotti di aziende che hanno delocalizzato fuori d’Italia.

    Si dirà: davvero poche cose. Ma se tutti cominciassimo a fare attenzione a queste piccole cose, ah!, quanto cambierebbe!

    Rispondi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: