…L’ELMO DI SCIPIO…

23 luglio 2013

Cultura e Società


Il mio orgoglio italico, superato solo da quello meridionalista, è stato messo a dura prova.
L’ignobile scaricabarile delle autorità competenti in merito all’espulsione della moglie, Alma Shalabayeva,e della piccola figlia di un noto dissidente kazako violano i diritti umani di due inermi persone che in Italia avevano trovato rifugio alle persecuzioni del governo autoritario al potere in Kazakistan. Il governo italiano, cedendo alle pressanti richieste dell’ambasciatore kazako in Italia interessava le forze dell’ordine affinché traessero in arresto la donna e la figlioletta e le consegnassero alle autorità kazake, che avevano già approntato un jet privato, perché fossero ricondotte in patria.

Si è finto di non sapere che la richiesta espulsione e il rimpatrio fosse un modo, neanche tanto subdolo, per fare pressioni sul dissidente, al momento al sicuro nel Regno Unito. Ugualmente le alte personalità di governo interessate fingevano di non conoscere l’identità delle persone da espellere, ma intanto inviavano a compiere la pericolosissima missione a ben cinquanta agenti della Digos. Le stesse alte personalità, appena scoppiato lo scandalo, non hanno perso un attimo a gettare la colpa sull’anello più debole: il funzionario di polizia che aveva ordinato l’operazione. Non possiamo mai credere che un qualsiasi funzionario si potesse assumere la responsabilità di provvedere, motu proprio, a condurre un’operazione con tale dispiego di forze ed ancor più improbabile mi sembra che il funzionario in oggetto non sia stato colto dal sospetto di star compiendo un’azione più grande di lui e che il dubbio di essere quello che corre il rischio di pagare per tutti non l’abbia sfiorato. Se quel funzionario fossi stato io avrei preteso ordini chiari ed inequivocabili per iscritto e firmati da chi di dovere.
Fatto sta che L’Italia ha fatto l’ennesima figuraccia in campo internazionale. Il nostro paese all’estero non gode di rispettosa considerazione. Tutti noi siamo ritenuti un popolo di infingardi, vigliacchi rotti a tutte le possibili scappatoie per sottrarci alle nostre responsabilità.

Ciò non è assolutamente vero, noi Italiani non siamo meno coraggiosi dei francesi, degli inglesi o dei tanto decantati americani. Siamo solo un popolo che ha la disgrazia di essere governato da una classe politica di pecoroni il cui unico scopo nella vita è intascare quanto più denaro è possibile e… a farsi fottere il resto.
Lo spirito italiano è ben rappresentato dal contractor, operatore privato di sicurezza, che catturato dai talebani gli sputò in faccio un: “Ora vi faccio vedere come muore un italiano” e… da italiano morì. In lui riconosco lo spirito italico, lo spirito dei nostri padri e nonni, dei nostri antenati che dominarono il mondo. Il sangue dei caduti della folgore in Africa o dei militari dell’Armir caduti in Russia non può essersi tanto annacquato in così poche generazioni. “Lo spirto guerrier” rugge ancora nei nostri petti. Peccato che sul petto di chi ci governa è il portafogli che detta legge.

E visto che ci siamo: che fine hanno fatto i nostri Marò? Quanto ancora i nostri ragazzi dovranno pagare per aver fatto il proprio dovere? Quando alzeremo la voce pretendendo giustizia per loro ed onore per noi. Se al posto dei militari italiani vi fossero stati dei marines americani neanche sarebbero mai stati trattenuti contro la loro volontà. Sia, dunque chiaro a tutti, gli italiani non sono un popolo di vili, sono solo troppo accondiscendenti con una classe dirigente degenere. Siamo, noi italiani, vittime di decenni di controinformazione post bellica, anni in cui era tabù pronunciare la parola “Patria” senza essere tacciati di fascismo, anni in cui hanno tentato in tutti i modi di inculcarci l’idea che il modo migliore di fare politica era di mischiarsi al gregge belante dei clienti dei potenti di turno.
Il popolo italico è abituato a prender botte, ma al momento opportuno saprà restituirle con i dovuti interessi.
Signori politici forse fareste bene a non fidarvi troppo del vostro gregge, tra loro potrebbero celarsi molto più lupi di quel che credete.
Luigi Orsino

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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3 commenti su “…L’ELMO DI SCIPIO…”

  1. Giovanni Mole' Dice:

    Carissimo Luigi, condivido il tuo stato d’animo e la tua frustrazione. Quanto ai lupi che si annidano in mezzo a tante pecore, vorrei ricordare che questi lupi sono proprio quelli che tengono in vita l’attuale sistema contro cui ci si indigna. Ecco, vorrei condividere anche la tua ottimistica previsione su un possibile voltafaccia di codesti lupi nei confronti del potere che essi stessi avallano e con il quale vanno a braccetto da decenni (sai com’è, una mano tira l’altra) facendo – appunto – finta di essere pecore, ma non ce la faccio proprio. Io lo so per certo, per esperienza diretta, e te lo posso testimoniare, che dette persone non hanno nessuna intenzione di rizzare il pelo e ringhiare contro chi – non ostante tutto il pandemonio – consente loro di sbarcare il lunario e lucrare sulle disgrazie dei propri simili.
    C’è un composto organico in natura che ha lo stesso comportamento di queste persone. Detto composto ha le stesse caratteristiche fisiche, infatti galleggia sempre ed è particolarmente maleodorante.
    Spiacente, ma le vere pecore, cioè quelle che subiscono senza avere la forza e le motivazioni per reagire, sono ancora la minoranza.
    Un’ultima cosa che riguarda l’amor patrio che hai tirato in ballo. Sono meridionale quanto e più di te (dal punto di vista geografico). Ma sono anche cosciente che lo Stato che ci da l’attuale cittadinanza, è fantoccio. E’ una burla. E’ un paragrafo dell’Atlante. E DEVE mettersi sull’attenti quando lo Zio chiama a rapporto. Ci sono stati personaggi in passato che hanno tentato di dare una dignità e un significato concreto, un senso alla parola “italiano”. Detti personaggi, oggi sono tacciati dalla storiografia ufficiale come dittatori, fascisti, ladri, gente di malaffare, corrotti. Sarà pur vero che detti personaggi avranno avuto una condotta poco ortodossa dal punto di vista umano e morale, ma è anche vero che avevano tentato una via diversa all’inglobamento senza via di scampo. Li hanno appesi con una corda al collo. Li hanno mandati in esilio in Africa. Li hanno uccisi facendogli esplodere l’aereo su cui viaggiavano. Li hanno trucidati con rapimenti farsa degni del miglior Hitchcock. Ma fatto sta che loro sono i cattivi e quelli che oggi si reputano i buoni ci stanno sodomizzando senza l’ausilio di adeguata lubrificazione.
    Carissimo Luigi, non uno ma tantissimi treni sono passati nella vita degli italiani per cambiar faccia al loro paese, ci sono state tantissime elezioni che avrebbero dovuto far schiattare i poltronisti faccendieri simil-rosso-neri e mandarli in declino. Ebbene: sono ancora lì, nonostante tutto. Sono ancora lì. Questo dovrebbe dirti qualcosa sulla vera natura di questo paese e dei suoi “strani” abitanti.
    Un abbraccio

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  2. Luigi Orsino Dice:

    amico mio, Condivido la tua analisi. Una cosa mi conforta: fin quando ci saranno in giro “lupi” come me e te i polimafiosi al potere dovranno sempre guardarsi le spalle e… non è detto che basti.
    Luigi

    Rispondi

  3. Fulchini Rocky Dice:

    Carissimo Luigi, condivido pienamente il tuo articolo! Complimenti per l’articolo. Rocky

    Rispondi

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