VITTIME, TESTIMONI E COLLABORATORI

12 settembre 2013

Cultura e Società


Assunzione nella pubblica amministrazione

So bene di rivolgermi a lettori che, per la maggior parte, non sono addentro all’argomento, per altro, di stretta competenza giudiziaria.

Siamo nel variegato, torbido e pericoloso mondo delle associazioni mafiose, vale a dire malavita organizzata militarmente per prendere il controllo di un territorio usando tutti mezzi a sua disposizione, nessuno escluso. Corruzione, collusione, costrizione, violenza sono i mezzi più comuni di cui si servono i mafiosi per raggiungere i loro scopi, che non sempre sono semplicemente di natura economica ma, sempre più spesso, riguardano la gestione del potere puro e semplice.

La magistratura usa, tra l’altro, nella lotta alla malavita organizzata i così detti collaboratori di giustizia, testimoni di giustizia e le vittime stesse di quelle associazioni criminali che hanno deciso di collaborare con la giustizia denunciando i fatti accaduti.

Nell’ordine:
Collaboratori di giustizia:
Sono criminali che dopo averne fatte di tutti i colori, essersi macchiati, molto spesso, dei più orrendi crimini che mente umana possa immaginare, come sciogliere un ragazzo nell’acido, decidono, dopo essere stati presi con le mani nel sacco, non un momento prima, si badi, ma solo dopo che sono rimasti impigliati nelle maglie della giustizia vengono colti da subitaneo desiderio di pentimento e di collaborare con gli inquirenti. Ovviamente il loro pentimento ha un costo, salato per giunta, a fronte della loro collaborazione evitano il carcere, vengono trasferiti in un domicilio protetto e vengono stipendiati dallo Stato. Insomma facevano la bella vita prima di essere beccati e continuano a farla anche dopo. Inoltre, a mio avviso e dello stesso parere sono molti magistrati, questi presunti collaboratori sono poco attendibili, il loro pentimento fortemente sospetto e le loro rivelazioni tese a danneggiare i nemici del suo clan favorendo quest’ultimo. Ritengo, penso di essere stato chiaro, che i collaboratori siano una piaga che inquina la giustizia, la rende insicura e traballante e, spesso, la porta su strade ben lontane da quelle che dovrebbe percorrere.
Sicuramente saranno esclusi dalla nuova legge che prevede la collocazione in via preferenziale nella pubblica amministrazione. Sono troppi, immeritati ed offensivi nei riguardi di tutte le persone oneste i benefici di cui già godono

vittime.
Archiviato il capitolo collaboratori, vediamo ora chi sono i
Testimoni di giustizia :
In realtà si devono definire testimoni di giustizia, su questo argomento ha cercato di fare chiarezza una sentenza della Cassazione, coloro che assistono ad un evento delittuoso, subito da essi stessi o meno, e su tale evento si rendono disponibili, mediante adeguata denuncia alle forze dell’ordine, a fornire testimonianza in tutte le sedi opportune. Che poi le autorità decidano che la sicurezza del testimone sia in pericolo grave ed in virtù di ciò decidano la forma di protezione più idonea è consequenziale alla situazione contingente che si è venuta a maturare. Un testimone potrebbe essere a rischio di morte ed in questo caso le autorità possono inserirlo in un programma di protezione testimoni, che comporta più sacrifici che benefici.

Le vittime della criminalità organizzata
:
Sono coloro che hanno dovuto subire, in prima persona, l’azione della criminalità organizzata subendo offese di ogni tipo, tutte tese a renderlo disponibile ad aderire alle richieste dei criminali. Tali richieste possono essere, ovviamente, di varia natura: pretese economiche, obbligo di favorire l’attività del clan, coercizione a fare o dire cose che siano di utilità per i malavitosi.
Le vittime nel momento stesso in cui si rivolgono alle forze dell’ordine per denunciare i rapporti avuti con l’organizzazione criminale danno la loro piena disponibilità a testimoniare sui fatti di cui sono a conoscenza. La vittima è sempre un testimone, magari dei soli fatti accaduti a lui, ma è un testimone. Ciò a prescindere dal fatto che la testimonianza sia stata resa nell’aula di un tribunale o meno. Infatti può capitare che una vittima, riconosciuta tale dalle indagini svolte sui fatti da lui narrati, non venga mai chiamata a testimoniare in un’aula di giustizia, per una miriade di fattori legali che sarebbe troppo lungo elencare in questa sede. Così come può capitare che passino anni prima che egli possa vedere i responsabili delle proprie sofferenze seduti sul banco degli imputati e, finalmente, egli possa avere la soddisfazione di puntare il dito contro i suoi persecutori. Che la giustizia italiana sia bradipatica è cosa risaputa. In ogni caso chi denuncia dei fatti delittuosi di cui è stato vittima è un testimone a tutti gli effetti, anche egli se è a rischio deve essere posto in sicurezza. La giurisprudenza si espressa chiaramente in tal senso. Non si trova, nelle attuali leggi, differenza alcuna tra chi ha già portato la sua testimonianza in tribunale e chi invece ancora non è stato chiamato a compiere tale dovere. Ovviamente si considera come dato di fatto che quanto denunciato dalla vittima sia stato vagliato, verificato, accertato e confermato da adeguate indagini di polizia.

I testimoni di giustizia e le vittime, in base alla nuova normativa approvata avrebbero diritto ad usufruire dei benefici di legge previsti per loro.
In tal senso va anche la legge che prevede l’assunzione delle vittime della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione. Tale legge tiene conto di un dato incontrovertibile: Chi denuncia i mafiosi va incontro ad una serie di eventi che portano irrimediabilmente ad uno stato di sofferenza, soprattutto, di carattere economico. Se sei imprenditore e denunci i criminali che ti praticavano l’estorsione puoi essere certo che perderai tutti i clienti, vuoi per paura dei clan, vuoi per non essere coinvolti in episodi violenti, vuoi perché in molte parti del nostro paese la regola dell’omertà è ancora ritenuta inviolabile. E’ l’inizio della fine. Dopo poco ti ritrovi senza lavoro, perderai tutti i tuoi averi, se non lavori non puoi tenere fede agli impegni presi e i creditori non perdonano. Purtroppo, in Italia, non esiste una legge adeguata a tutelare coloro che cadono in disgrazia per aver denunciato i criminali, atto obbligatorio per legge. Capita, così, che chi fa il proprio dovere civico, si oppone alla logica criminale, indica i delinquenti rei, evita ad altri di essere aggrediti dagli stessi malfattori, precipiti nel baratro della più nera indigenza. Aiuti? Risarcimenti? Verranno, forse, se aspettare anni ed anni non è un problema. Ma aspettare è un gravissimo problema per tutti coloro che si trovano dall’oggi al domani privi di ogni risorsa economica. Quando i figli ti chiedono pane non puoi dire: “Pazienza figliolo, un giorno lo Stato ci riconoscerà un risarcimento. Per oggi dovremo, ancora, accontentarci di belle parole e pacche sulle spalle”.

In questo senso la legge di cui sopra va nella direzione giusta, occorre solo vedere se sarà applicata, quando sarà applicata e se lo sarà correttamente. Sempre sperando che qualcuno si ricordi che la legge è uguale per tutti e non si darà l’avvio alla solita giostra dei particolarismi, dei provvedimenti a carattere straordinario e… alle raccomandazioni sussurrate nelle orecchie giuste da persone che contano.
LUIGI ORSINO

Annunci

Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

Vedi tutti gli articoli di Luigi Orsino

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: