Papa Francesco a Cagliari

24 settembre 2013

Cultura e Società


Papa Francesco non finisce di stupirci: a Cagliari è andato a dare speranza ai precari, ai disoccupati, ai diseredati. Perché? Cosa vuole comunicarci? La Chiesa negli ultimi tempi si stava chiudendo in un antro di burocrazia e questo Papa umile, di origine italiana, ha aperto la stessa Chiesa, ai poveri. Oggi, i poveri sono tanti: è povero chi non possiede nulla, è povero chi non ha spiritualità, è povero chi si sente disperato, è povero chi non ha più un qualcosa in cui credere. E’ povero chi ha smarrito l’ottimismo, il desiderio di rinascere. Questa crisi ha rubato la vita ad ognuno di noi….noi che negli anni ottanta non avevamo il cellulare, noi che non avevamo il computer, noi che vivevamo con i gettoni telefonici. Ma avevamo la nostra quotidianità, la nostra piccola gioia di vivere, fatta di semplici gesti, di comitive che si riunivano nelle case per ballare con la luce spenta. Eravamo una generazione che poteva inserirsi nel mondo del lavoro con una specializzazione mirata. Ed ora, cosa ci attende? Non si sa. Papa Francesco ha rinnovato dalle fondamenta il modo di “fare il Papa”, ha eliminato le barriere tra il clero e i credenti. Ha espresso la solidarietà umana verso i divorziati e verso gli omosessuali: queste sono e saranno questioni spinose. La sua parola ricorrente è che non bisogna perdere la speranza e la fede di proseguire con convinzione. Egli ci incita a non arrenderci contro le difficoltà. Il nome Francesco rappresenta il grande santo di Assisi, il santo umile che viveva con sorella povertà, il santo che indossava un saio ruvido. Abbagnano asseriva che” l’esistenza appare come un esistere dal nulla…..” e occorre ritenere l’esistenza, una proiezione del nostro futuro.

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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One Comment su “Papa Francesco a Cagliari”

  1. Giovanni Mole' Dice:

    Da uomo non di fede, ho sempre pensato a quanto mi mancasse Wojtyla. E mi manca tuttora. Ma sono uomini anche loro, e la loro mancanza a qualcun altro è qualcosa di talmente evanescente e superabile che mi vien da pensare che allora agli uomini manca veramente quel Dio che – al momento – è girato dall’altra parte. Chissà, forse Bergoglio sta facendo questo non tanto perchè la Chiesa abbia qualcosa da farsi perdonare agli uomini (forse perchè è imperdonabile tutto quello che hanno fatto o anche perchè gli uomini non sono Dio) quanto invece abbia parecchio di farsi perdonare da Dio stesso. E questa, cara amica, è una questione veramente spinosa. La Vera questione. La Chiesa è nata per servire (Gesù di Nazareth aveva dato istruzioni molto precise al riguardo) ma la Storia, ha dimostrato l’equivoco di fondo. Quindi, spero che Bergoglio sappia quello che sta facendo. Non vorrei alla fine dover assistere all’ennesima operazione di maquillage per noi povere pecorelle smarrite. Sarebbe squallido, oltre che imperdonabile anche per quel Dio che al momento non ci caga nemmeno di striscio ma che viene descritto come Amore perfetto!
    Vedremo.

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