9 dicembre 2013: rivolta popolare o “caccia al fascista” ?


ImmagineDa dopo domani l’Italia intera si fermerà (così dicono) per protestare contro la crisi stagnante che sta affossando un intero paese e la sua economia. Protesta sacrosanta indetta dai Forconi guidati da Mariano Ferro, i quali lamentano lo stato pietoso del comparto dei trasporti giunto ormai al collasso, sia a causa dell’andamento economico sia per la contestuale ennesima rincarata dei carburanti che – a detta degli autotrasportatori – è la cosa che più di tutte mette in ginocchio un’intera economia, specialmente nella parte sud della penisola italiana, già di per se martoriata da una rete autostradale e infrastrutturale sicuramente precaria.

Fatta questa premessa, e sentendo le parole focose di chi è pronto a scendere in piazza sul piede di guerra contro le istituzioni, sembrerebbe proprio che sia giunta finalmente l’occasione adatta per cui tutte le varie rappresentanze di tutte le categorie  economiche sofferenti in questa sfigatissima congiuntura (meno che per le fondazioni bancarie, società assicurative, società petrolifere, ditte di pompe funebri, che godono di ottima salute, grazie ai nostri soldini), scendano in piazza in maniera decisa e ritrovarsi così tutti insieme sotto Palazzo Chigi e – perché no ? – anche sotto al Quirinale al fine di mettere un po’ di pressione a certe facce toste che si fanno chiamare Onorevoli ma che di onorevole hanno ben poco. Naturalmente, un’adeguata protesta, figlia più che legittima della disperazione imperante e strisciante, dovrebbe vedere protagonisti qualunque cittadino/a, perché la crisi chiaramente non riguarda solo una determinata categoria e non riguarda solo il risvolto economico, ma essendo questa una crisi che è sistemica, endemica, economica, finanziaria e anche politica, è quindi qualcosa che interessa tutti quanti. A prescindere dall’estrazione sociale, dal sesso di appartenenza, dalla categoria economica e/o professionale, e soprattutto a prescindere dalla fede calcistica e dalla confessione politica di ognuno. Interessa tutti, perché tutti siamo nei casini. Tutti, anche il gatto di casa. Via! Anche lui sotto il Palazzo a ringhiare.

E naturalmente, questa cosetta andrebbe fatta in modo spontaneo. E a tempo indeterminato, cioè fino a quando i responsabili e i corresponsabili delle istituzioni non escono fuori dal portone del Palazzo e scendono per le strade, tra i cittadini e in mezzo a loro a farsi vedere e a parlare con loro, insomma a metterci la faccia. Naso a naso con i cittadini incazzati. Perché, diciamolo chiaramente, presentarsi davanti a una telecamera, seduti comodamente in una poltrona di uno studio televisivo, magari ogni tanto prendersi qualche fischio (timido) da parte di qualcuno del pubblico dei vari Vespa, Floris, Santoro, Paragone, non è che sia proprio la stessa cosa. Non è questo il … ”metterci la faccia”.

Vedete, parlare con i propri sudditi è un gesto di dignità, che è sempre stato molto apprezzato, e che farebbe di costoro quasi degli esseri umani, ancor prima che Deputati, Senatori, men che meno Presidenti di qualcosa o di una Repubblica. Ma questo non lo faranno mai taluni personaggi, sia per il discorso sulla dignità (per il quale dedicheremo apposito approfondimento) sia perché sanno quello che li aspetterebbe, sia perché sanno che in fondo se lo meriterebbero. E il popolo, quando è incazzato, ma veramente incazzato, non lo puoi controllare.

Comunque state tutti tranquilli, perché questo non è (naturalmente) il caso dell’Italia e – nella fattispecie – non sembra sia il caso della grande manifestazione-blocco che si terrà dal 9 al 13 dicembre (escluso ore pasti). Si, dal 9 al 13, 4 giorni per dire No alla crisi e per protestare. Astenersi uomini e donne di destra sociale soprattutto se dichiaratamente “fascista”!

Dunque, vediamo se ho capito. Questa storia vorrebbe significare che se sei di destra non puoi manifestare il tuo status di indigenza, il tuo disagio per mancanza di lavoro e pane per i tuoi figli. Se sei di destra o fascista non puoi protestare perché te ne vai a dormire in macchina. Se sei di destra o fascista non puoi protestare perché la tua azienda è fallita e le banche anziché aiutarti ne approfittano per fregartela e svendere poi tutti gli immobili. Se poi tra gli operai e gli impiegati di detta azienda ci sono anche persone di destra o fasciste, questi non devono e non possono protestare.

Tutto ciò è naturalmente ridicolo, ma essendo in Italia non mi meraviglia poi più di tanto se poi alla fine questa si manifesterà come una protesta ridicola, sfacciatamente politicizzata e quindi riservata solo ed esclusivamente a gente di sinistra. Quindi falsa e fuorviante, nonché distraente dei veri problemi. Tra l’altro il sospetto che dietro ci sia una regia ben precisa che pregiudica il carattere spontaneo di una protesta sacrosanta, è supportato dall’elenco delle associazioni che sovraintendono all’organizzazione dell’evento. La prova ne è il fatto che parecchie associazioni di sinistra, tra cui l’ANPI, ha deciso di cogliere l’occasione per protestare non contro la crisi ma contro il nuovo pericolo di ritorno dei fascismi nella scena sociale:

La manifestazione di leghisti delusi e neofascisti che scenderanno in strada martedì sembrerebbe guidata da quell’estrema destra più “pericolosa”. È quanto denuncia l’Anpi (Associane Nazionale dei Partigiani Italiani) piemontese, che ha allarmato le istituzioni locali dicendo che in «numerosi negozi» di Torino si sarebbero presentati falsi agenti di polizia in borghese che invitano i commercianti a chiudere lunedì prossimo per evitare tafferugli». «Invitiamo tutti gli antifascisti ed i democratici – è l’appello dell’Anpi – a respingere con fermezza le iniziative illegali messe in atto da questi provocatori».

Altro esempio è la sezione di  Rifondazione Comunista di Asti che avverte: “Dietro alla manifestazione c’è Forza Nuova”. Oppure leggo frasi tipo: “ALBANO, ARICCIA, GENZANO, CASTEL GANDOLFO HANNO DETTO E DICONO “NO” AD OGNI PROVOCAZIONE ED AL TENTATIVO DI OFFENDERE ED INFANGARE LA LORO STORIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA.”

Ma non era una manifestazione per la crisi economica ?

Faccio notare che sul web e in giro per le strade circoli il volantino che recita le seguenti testuali parole: “L’ITALIA SI FERMA – Ci hanno accompagnato alla fame-Hanno distrutto l’identità del Paese-Hanno annientato il futuro di intere generazioni, ecc. ecc.”, e poi alla fine del foglietto spunta la frase: “Quando un governo non fa ciò che vuole il popola va cacciato anche con mazze e pietre!!!

Attenzione! Ma non si era detto pure che si devono respingere gli atti dei provocatori ? Ma fatemi capire: posso scendere in piazza, posso protestare, posso gridare, fischiare, e se il governo non mi ascolta posso pure usare le pietre e le mazze, l’importante che io non faccia parte di alcuni gruppi politici. Se sei di sinistra puoi incazzarti e sfasciare tutto, o quanto meno puoi promettere di farlo se ti aggrada, se sei di destra no!

Alla faccia della spontaneità popolare!

Credo sia probabile che questa si tramuti in una farsa innocua per il potere falsamente costituito, una puntura di zanzara sul culo di un elefante. L’ennesima  manifestazione politica, una squallida caccia al fascista, una passeggiata in piazza per coloro i quali amano farsi vedere in giro con il Corriere o Repubblica sotto il braccio. Una gita scolastica, si, la stessa gita scolastica dell’inverno scorso quando i Forconi bloccarono moltissime strade (soprattutto in Sicilia) e molti caselli autostradali impedendo il rifornimento di merci e alimentari presso negozi e supermercati e centri di distribuzione. Alla fine non ottennero niente di niente di quanto chiedevano, se non l’acuirsi di disagi per la popolazione (chiusa in casa a “vedere” la manifestazione dai telegiornali) e lo svuotamento compulsivo dei banchi dei supermercati, che mai come in quel periodo fecero davvero buoni affari. Da allora, sono scomparsi, ed ecco che ci riprovano. Essendo di natura sospettoso, diffidente e parecchio malizioso, penso che le “istituzioni” ci stiano tirando l’ennesimo colpo gobbo e quindi hanno bisogno di distrazioni.

La vera rivolta, la vera rivoluzione, non è fare la passeggiata e men che meno fare la conta di CHI siamo e cosa rappresentiamo. La disperazione e la fame non hanno un colore politico. Il diritto a manifestare il proprio disagio da cui non si riesce più ad uscire, ce l’hanno tutti quanti. E il fatto che alcuni gruppi politici, sopratutto di sinistra, si apprestino a mettere l’etichetta sulla paternità della “rivolta popolare”, strumentalizzino la disperazione di moltissime persone che sono sull’orlo del baratro è semplicemente squallido! Sono le rivoluzioni all’italiana. Sono le rivoluzioni che non esistono.

Una vera protesta, disperata, genuina, autenticamente popolare, che sia risolutiva di qualcosa, quanto meno per ottenere un minimo di attenzione da parte di quelle istituzioni, che per loro storia e cultura sono refrattari a qualunque legittima istanza popolare nonché insensibili a qualunque disagio di larga parte della popolazione, è quello che veramente occorrerebbe a questo paese.

Dare un colore ben determinato ad una manifestazione di protesta e soprattutto farla “a tempo determinato”, è un gesto di palese ipocrisia all’italiana, equivale a disinnescare sin dal principio ogni tentativo di renderla autenticamente genuina e verace, e quindi gli togli forza e attendibilità, credibilità. Cose queste che farebbero drizzare veramente le orecchie a chi di dovere. Dopo 4 giorni, quindi dopo venerdì 13, tutti amici come prima, cittadini esemplari come prima, antifascisti come prima, tutte pecore come prima. D’altronde, il sabato non si regala a nessuno, e poi nel week-end c’è il campionato!

Forse magari non sarà come penso, ma il sospetto e la storia recente mi fanno avere dubbi. Caso contrario, sarò felice di essermi sbagliato e farò ammenda scendendo in piazza pure io, d’altronde anch’io sono incazzato e  il bastone lo tengo conservato sotto il letto, così come si fa con le migliori bottiglie di vino: lo tiri fuori per le occasioni importanti!

Staremo a vedere.

Buona fortuna a tutti.

GalileoGPS

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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3 commenti su “9 dicembre 2013: rivolta popolare o “caccia al fascista” ?”

  1. ghebura's eye Dice:

    Personalmente non mi fermerò: ho letto i punti che circolano su facebook e condivido solo il punto 1, e cioè la riconquista della sovranità nazionale. Il resto pare così confuso: massoneria, globalizzazione, neoliberismo, identità nazionale, privatizzazioni, contributi fiscali….un minestrone che da trentaquattrenne proprio non capisco e non posso prendere parte ad una manifestazione che NON CAPISCO!

    Poi, come molti dicono, si temono atti di violenza e questo non fa bene e, da altre parti, ci si lamenta di un’organizzazione a dir poco lacunosa e, come fai notare te, molto “di parte”…il mio timore, date le premesse che anche tu scrivi, è che tutto si ritorca contro gli italiani stessi, per questo non parteciperò!

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    • Giovanni Mole' Dice:

      Lungi da me l’idea di aver voluto dare motivi per non andare a protestare. Tu hai spiegato i motivi per cui non vai, e la cosa è comprensibilissima e la tua decisione è da rispettare. Per quanto mi riguarda, ho solo voluto mettere in evidenza la solita contradizione esistente tra la necessità di fare sentire la voce popolare, la voce della disperazione e lo squallido opportunismo di taluni categorie che si affrettano a mettere il sigillo sulla promozione della protesta, facendo propaganda politica e animando l’ennesima caccia alle streghe per infondere paure di disordini e casini a chi veramente interessa scendere in piazza per sacrosanti motivi fregandosene della bandiera politica!
      Questa è l’Italia, questi sono gli italiani. Mi chiedo solo quanto durerà.

      Rispondi

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  1. 9 dicembre, ancora una volta i compagni assenti. “Avanti popolo” una mazza! | Pensare Liberi News - 10 dicembre 2013

    […] dall’ANPI né dai sindacati di sinistra. Vedi nostro editoriale al riguardo: https://pensareliberi.com/2013/12/07/9-dicembre-2013-rivolta-popolare-o-caccia-al-fascista/ I comunisti saranno presto costretti a levarsi la parola “popolo” dalla bocca, a […]

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