UN ANNO SENZA MEZZE MISURE!


Gesù nel tempio

E’ l’ultimo giorno di quest’anno infame. Un anno pieno di cose strane, alcune buone, le uniche che possiamo raccogliere dalla propria memoria, e molte altre brutte, che hanno macchiato la nostra vita, la nostra dignità. E allora che sia un anno pieno di risveglio, pieno di si che siano SI e di no che siano NO. Che il 2014 sia un anno senza compromessi. Che sia un anno senza mezzi uomini e mezze donne solo intenti a compiacersi della loro buona stella, magari strizzando quell’occhio infame a chi tende una mano ansiosa di ricevere un nichelino, e nemmeno senza  quelli intenti al tedio e al lamento più sterile.  Non ho il diritto di rimproverare nulla contro questi ultimi, ma è un atteggiamento congeniale a chi ha stabilito certe cose. E non ho nulla contro chi se la passa meglio, tanto meno livore o invidia, giacché penso sempre che il destino ce lo prepariamo noi stessi, giorno dopo giorno, con le nostre azioni, i nostri propositi non concretizzati, con le nostre decisioni e le speranze, i desideri, e appunto con i nostri NO e i nostri SI. Che siano decisi, ma che SIANO tali.

Io auguro al popolo di questo paese strano e sbagliato che possa ritrovare la veglia (e anche la voglia), che possa ritrovare un senso alla realtà e la forza di cambiarla, una buona volta per tutte. Se lo vuole. Una preghiera particolare va al mio popolo, alla mia nazione, alla mia gente, da secoli martoriata e umiliata da una storia infingarda. Non l’ho mai amata tanto come l’amo ora.  Sì, proprio ora che il suo popolo genera di continuo gente di potere che fa interessi altrui, di tutti quanti meno che dei siciliani. Auguro a tutti voi di prendere atto di quello che veramente siamo e di quello che potremmo diventare. Soprattutto per voi, che sia un anno senza mezze misure. Senza i soliti inganni.

Qualche anno fa mi capitò per puro caso tra le mani un libro dello scrittore brasiliano Luìs Fernando Verìssimo, da cui lessi una poesia dal titolo “Quasi”, con le cui righe vi lascio in compagnia, l’augurio per il nuovo anno a tutti quanti.

Ancor peggio della convinzione del no,
l’incertezza del forse è la disillusione di un”quasi”.
E’ il quasi che mi disturba, che mi intristisce,
che mi ammazza portando tutto quello che poteva essere stato e non è stato.
Chi ha quasi vinto gioca ancora,
Chi è quasi passato studia ancora,
Chi è quasi morto è vivo,
Chi ha quasi amato non ha amato.
Basta pensare alle opportunità che sono scappate tra le dita,
alle opportunità che si perdono per paura,
alle idee che non usciranno mai dalla carta
per questa maledetta mania di vivere in autunno.
Mi chiedo, a volte, cosa ci porta a scegliere una vita piatta;
o meglio, non mi chiedo, contesto.
La risposta la so a memoria,
è stampata nella distanza e freddezza dei sorrisi,
nella debolezza degli abbracci,
nell’indifferenza dei “buongiorno” quasi sussurrati.
Avanza vigliaccheria e manca coraggio perfino per essere felice.
La passione brucia, l’amore fa impazzire, il desiderio tradisce.
Forse questi possono essere motivi per decidere tra allegria e dolore, sentire il niente, ma non lo sono.
Se la virtù stesse proprio nei mezzi termini, il mare non avrebbe le onde, i giorni sarebbero nuvolosi
e l’arcobaleno in toni di grigio.
Il niente non illumina, non ispira, non affligge, nè calma,
amplia solamente il vuoto che ognuno porta dentro di sè.
Non è che la fede muova le montagne,
nè che tutte le stelle siano raggiungibili,
per le cose che non possono essere cambiate
ci resta solamente la pazienza,
però, preferire la sconfitta anticipata al dubbio della vittoria
è sprecare l’opportunità di meritare.
Per gli errori esiste perdono; per gli insuccessi, opportunità;
per gli amori impossibili, tempo.
A niente serve assediare un cuore vuoto o risparmiare l’anima.
Un romanzo la cui fine è istantanea o indolore non è un romanzo.
Non lasciare che la nostalgia soffochi, che la routine ti abitui,
che la paura ti impedisca di tentare.
Dubita del destino e credi a te stesso.
Spreca più ore realizzando piuttosto che sognando,
facendo piuttosto che pianificando, vivendo piuttosto che aspettando
perchè, già che chi quasi muore è vivo,
chi quasi vive è già morto!!!

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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3 commenti su “UN ANNO SENZA MEZZE MISURE!”

  1. rosa Dice:

    Articolo profondo…..

    Rispondi

  2. calgra Dice:

    QUESTO, TRA I TANTI TUOI SCRITTI CHE HO LETTO, E’ QUELLO CHE MI PIACE MENO, perchè ti mostra arrabbiato e “quasi” arreso, “quasi” sconfitto, “quasi” pronto ad un novo risveglio che “quasi” ti auguri e aspetti…..due cose ti contesto. la prima è quella sciocchezza che ho sentito ripetere milioni di volte che IL DESTINO CE LO COSTRUIAMO NOI GIORNO DOPO GIORNO…ed al quale replico con ” TU FAI QUELLO CHE PUOI…LA VITA FARA’ QUEL CHE DEVE…”. L’ALTRA è che questi governanti, così come tutti quelli che l’hanno preceduti pensano a tutti SALVO CHE ALLA SICILIA !!! io sono convinta che SE TUTTI I SOLDI CHE C’HANNO LEVATO CON LA QUESTIONE MERIDIONALE…SICILIA IN PRIMIS…l’avessero distribuiti alle famiglie a quest’ora avevamo le famiglie più benestanti d’Europa…..Sono i SICILIANI CHE DEVONO SCEGLIERE MEGLIO A CHI DARE IL VOTO bypassando le solite clientele ( che bisogna dire infestano letteralmente TUTTI I PARTITI SICULI ) basta vedere l’esempio dell’ultima GRILLINA l’uso che fà dei VOTI PRESI…strillano cosa sti grillini se sopportano che una ragazza vada con la MACCHINA BLU ALL’UNIVERSITA’….fino a che i SICILIANI ASPETTANO CHE “ALTRE” MANI RISOLVANO I LORO PROBLEMI ….IL SICILIANI AVRANNO SEMPRE BISOGNO !!!! pensare che è una terra A DIR POCO meravigliosa!!! statti bene e…tanti, ma tanti auguri, sappi che oggi come oggi non c’è paese o città in questa ns povera ITALIA nella quale possiamo dire di POTER VIVERE !!!
    SPERO CHE STASERA I TV SI SPENGANO QUANDO VERRA’ ANNUNCIATO IL SALUTO DI RE GIORGIO !!!
    ARICIAO ….
    CALGRA.

    Rispondi

    • Giovanni Mole' Dice:

      1) Se tu pensi che credere nel gestire la propria vita in prima persona anzichè sperare nel destino sia una sciocchezza, sei libera di crederlo (e di contestare il contrario). Io la penso così, non certo per fare la paternale o il discorso dell’anno (non me ne frega proprio nulla), ma perchè esprimo una cosa che sento in base alla mia personale esperienza. Stop;

      2) Se leggi bene l’articolo, ti renderai conto che ce l’ho proprio con i siciliani che da anni danno il loro consenso ai propri rappresentanti che si fottono (scusa il francesismo) fiumi di denaro per i loro loschi interessi mentre al popolo bove non arriva mai nulla. La mia è – infatti – una esortazione al risveglio di questo popolo affinchè mandi un bel calcio in culo a questa gente. Non ho nulla da chiedere e rimproverare agli altri popoli che fanno parte di questo stranissimo paese chiamato Italia. Penso solo a guardare i miei panni;

      3) Sulla questione meridionale hai in buona parte ragione, ma non venirmi a fare la morale perchè non l’accetto da nessuno. E non l’accetto nemmeno da chi per 153 anni ha sfruttato questa terra (e non solo la Sicilia) quanto è più dell’ipocrisia e della cecità del suo stesso popolo. Perchè, se è pur vero che fiumi di denaro sono stati impiegati per ingrassare la pancia del Mezzogiorno, ti assicuro che molti di questi sono ritornati nel pancino del Nord del paese attraverso i meandri della burocrazia e tante altre cosette. L’unica cosa del nord che ci è rimasta è tutta l’immondizia sotterrata nella nostra terra, autentica discarica. La colpa ? E’ nostra, perchè lo abbiamo permesso!! Le aziende del Nord si sono limitate ad approfittarne. Piccolissimo aneddoto storico, il primo Governatore della neonata Banca d’Italia a suo tempo disse chiaramente che “…il Sud non deve più intraprendere!!!”. Ebbene, la promessa è stata mantenuta, te lo assicuro e te lo garantisco. Ma questa non è una giustificazione, è solo un’attenuante. Perchè sono io il primo a riconoscere che i siciliani devono svegliarsi e smetterla di guardare in alto con la bocca aperta in attesa del boccone. Sono io il primo ad affermare che se i nostri dirigenti avessero impiegato anche solo un decimo dei denari inviati nella mia terra, oggi io e i miei concittadini staremmo come dei pascià! Invece hanno lasciato che ritornassero nelle tasche di chi ancora oggi fa il bello e il cattivo tempo. E questo retropensiero mi sembrava altrettanato chiaro;

      4) Stai tranquillo, io sono sempre, costantemente, tediosamente e irriducibilmente incazzato. Da me un “quasi” su certe idee e prospettive non le otterresti nemmeno sotto tortura! La poesia, infatti, è una condanna a colui che tergiversa e fa le cose a metà tra un “ni” e un “quasi” e nel frattemo la vita gli scorre davanti lasciandola in mano ad altri. La considero una grande poesia, molto introspettiva e dissacrante;

      5) Ti auguro un buon 2014, di cuore. E mi complimento per la scelta di non aver visto un certo pagliaccio in televisione (su questo almeno siamo d’accordo). Questo denota intelligenza, e anche un buon modo per finire quest’anno di merda (in generale, il tuo non lo so come è stato).

      Cordialità

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