Una vita sul filo del rasoio..

3 gennaio 2014

Cultura e Società


Carla abita ad Avellino. Un mattino, al risveglio, si mise a guardare l’orizzonte. Lei pensò: “La mia vita in questa provincia della Campania, mi sta logorando. Vorrei, desidero migliorarla. Che Faccio?”. Le balenò per la mente di sfruttare i suoi studi appesi al chiodo, ormai arrugginito. Lei aveva una laurea in scienze umane….ma era una laurea inutile. E’ questo che oggi fa rabbrividire i giovani, laureati e non. Continuo a raccontare di Carla. Carla fece una richiesta di aprire un asilo privato a casa. Richiesta accolta e realizzata, lei iniziò a vedere “qualche cambiamento”. I bimbi le davano una ragione diversa…Ma un mattino, lei nell’accoglienza dei piccoli, venne minacciata con un coltello. Un uomo col volto coperto, voleva del danaro. La vita, in quegli attimi è preziosa. E lei consegnò ciò che aveva. L’aggressore prima di sparire: “Non ti libererai di me”. E fu così. Lo squillo continuo del cellulare, i sospiri dello sconosciuto le rendevano i giorni un inferno. E fece la scelta. Andò via di notte, in un nuovo posto. Basta, lei abbandonò definitivamente, Avellino. Ho raccontato sinteticamente quello che avviene ad una giovane donna in una città di provincia. E ciò che ho detto, può succedere anche ad un ragazzo, se preso di mira da una ragazza che…..lo tallona!!!! Questi sono gli esempi di comportamenti “cattivi”, comportamenti che annullano la vita. Saremo capaci di eliminarli? Si, se lo vogliamo. Seneca scriveva che “se vivi ogni momento e lo utilizzi, la vita si vive…” e sento che informare è vivere.

Rosa Mannetta

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: