Fra le mura di casa…..

10 maggio 2014

Cultura e Società


Scrivo questo articolo e non rispetto la linea editoriale del blog. Premetto che ci sono alcune donne che con l’assegno mensile, mandano in strada i loro ex-mariti o compagni. Premetto che alcune donne non vogliono lavorare e pretendono l’assegno mensile.

La casa rappresenta i propri affetti: la sera a cena si raccontano le esperienze della giornata. La domenica, a messa, le solide famiglie sono riunite in chiesa. La domenica, si passeggia per il corso principale della propria città e magari, è tutto normale. E’ normale che i rapporti sembrino idilliaci. E’ normale che tutto appaia in un’atmosfera ideale. Atmosfera ideale. E se entriamo tra le mura di casa, cosa può succedere? Quella atmosfera ideale è proprio ideale, in casa? E’ proprio così? Racconto la storia di Maria Laura. Maria Laura insegna. La sua è una famiglia benestante a Benevento. Il marito è un ginecologo che lavora in un ospedale della Campania. Maria Luisa, ogni sera, ogni giorno subisce maltrattamenti dal professore, il marito. Parole di ogni tipo, parole offensive, parole cattive, parole crudeli e poi minacce. Se dice qualcosa…la ammazza. E lei ha paura. Ha parlato con me. Posso raccontare la sua storia. Non aggiungo commenti. Non mi sento di farli. Gibran scriveva che “bisogna accogliere la vita”. La vita di Maria Luisa, per me non è vita. E’ terrore…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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