I nuovi poveri….

16 luglio 2014

Cultura e Società


E’ crollato il mito del sistema economico del libero mercato: i governi sono pieni di debiti, le Borse scendono e l’industria non va. La disoccupazione resta alta e i consumi arretrano. E’ come se una persona colpita da infarto, non guarisce con una medicina, ma ha bisogno di cambiare il suo stile di vita. Ma saremo in grado di mutare le nostre abitudini? Negli anni ottanta e novanta, un gran numero di persone, poteva acquistare la casa, l’auto, il cellulare, il secondo appartamento ed altro. Ma all’alba del 2008, è iniziata la decadenza e precisamente, quando è esploso il debito privato negli Usa: per salvare gli istituti ci ha messo i soldi lo Stato che ora è indebitato a livelli notevoli. Il presidente Obama ha firmato accordi per tagli astronomici…. In Italia, il debito pubblico è sempre stato “grande” e aumenta sempre di più, ogni giorno di più, tra assegnazioni di privilegi e attuazioni di sprechi. Mi sembra che tutti noi foraggiamo…la corte di Luigi XVI. Luigi XVI fu condannato a morte, durante la Rivoluzione francese: si faccia attenzione alla storia. I privilegi non dureranno a lungo. Oggi ci sono 10 milioni di poveri. Poveri che abitano in un parco o per strada. E si tratta di persone che hanno perso il lavoro e non possono pagare un affitto, di persone che a 50 anni, non sono presi a lavorare da nessuna parte. In dialetto, queste persone vengono definite “iettate ‘nterr”, e cosa aggiungere? In questo contesto ognuno di noi, può diventare “uno iettato”. La casta ci ha resi “iettati”. Io stessa, mi sento tale. Perché? Riflettiamo: il nostro potere di acquisto è diminuito, anzi è stagnante. Le pretese del passato…non le abbiamo più. Le spese per avere una casa, tra tasse e bollette varie, sono esagerate!!!!Baudelaire scriveva che “noi laviamo le lacrime vili”. E siamo noi che ci siamo fidati di creare la casta degli avidi.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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5 commenti su “I nuovi poveri….”

  1. Giovanni Mole' Dice:

    Analisi concreta e impietosa di un collasso sociale i cui costi sono tutti a carico del più debole.

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  2. Davide Dice:

    Mi perdoni, ma dove sarebbe la libertà in un mercato dove banche e governi decidono inflazione e valore della moneta? Quindi non parlerei di fallimento del sistema basato sul libero, xkè ad oggi non c’è libertà, ma solo vincoli tra governi (spreconi), che puntano solo a difendere le poltrone e banche, agevolate da leggi votate da poltici perlopiù votati da cittadini (ignoranti), che non vedono oltre la punta del loro naso.

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