CORSI E RICORSI

20 agosto 2014

Cultura e Società


Un periodo di crisi economica persistente, gruppi di potere impegnati in grandi speculazioni sovranazionali, un forte malcontento della popolazione, con particolare riferimento alle classi meno abbienti, rinascita di sentimenti nazionalisti e rivendicazioni territoriali portate avanti con la forza, l’inganno e le minacce.
Sembra un perfetto quadro dell’attuale situazione che stiamo subendo in questo momento, invece è come si presentava l’Europa tra le due guerre. Negli anni venti e trenta si assistette, come reazione a tutto quanto elencato, ad agitazioni popolari che misero ancora più in crisi l’economia ed ebbero come conseguenza l’affermarsi di ideologie autoritarie un po’ ovunque. In Spagna, in Portogallo, In Inghilterra ed ovviamente in Italia ed in Germania, non bisogna dimenticare che i movimenti fautori di una politica autoritaria erano forti e potenti in tutta Europa ed anche negli Stati Uniti.
Questa digressione vuole solo mostrare le notevoli e preoccupanti analogie esistenti tra un passato recente e ben vivo nella memoria collettiva ed un presente che sembra voler ricalcare un percorso già tracciato. Non dico che i due periodi storici siano perfettamente sovrapponibili ma certamente le similitudini fanno pensare se non, addirittura temere il peggio.
Dopo la grande guerra una crisi economica globale travolse soprattutto le classi meno ambienti. Per le medesime ragioni che creavano milioni di nuovi poveri altri, speculatori, si arricchivano a dismisura e provocatoriamente. Il malcontento generale portò a moti di rivolta che, per reazione, fecero nascere partiti e movimenti reazionari, ben finanziati dai grandi speculatori.

Oggi noi stiamo patendo ugualmente una devastante crisi economica che colpisce i più deboli ed arricchisce esageratamente chi ha programmato, pianificato, voluto ed ora ne gode i frutti grazie alle speculazioni messe in atto dai gruppi di potere a cui essi appartengono. In molte parti d’Europa si sono già accesi i primi focolai di ribellione e nulla lascia credere che ciò non possa avvenire anche altrove, là dove più forti si sentono i disagi del generale impoverimento.
L’Unione Europea nata proprio per contrastare i nazionalismi si è dimostrata inefficace sia per difetti di progettazione sia perché progettata proprio per favorire le grandi speculazioni.
La rinascita di movimenti di rivendicazioni territoriali ha creato aree di tensione che sono solo ad un passo dal trasformarsi in guerra aperta. Si paragoni alle rivendicazioni territoriali russe su vaste aree dell’Ucraina orientale che ha già portato all’annessione della Crimea e a movimenti di guerriglia separatista nelle regioni russofone. Ebbene non avvenne la stessa cosa per la regione dei Sudeti, Repubblica Ceca, per l’Austria e per parte della Polonia da parte della Germania nazista?
Insomma il rischio che la situazione degeneri è reale e, forse, anche prevedibile. Sicuramente stiamo assistendo ad una involuzione dei rapporti umani: poveri sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi. Persone che solo qualche anno fa vivevano decorosamente ora sono piombate nell’indigenza e devono combattere quotidianamente con la povertà e la fame. Il numero impressionanti di suicidi (di Stato?) di individui che non riescono ad adattarsi a condizioni di vita degradanti e lesive della dignità, può esserne un chiaro sintomo.
Cosa resta da fare a chi non ha la fortuna, o abbastanza pelo sullo stomaco, di appartenere a coloro che fanno del male altrui la loro fortuna?

E’ pur vero che un uomo non potrà bagnarsi mai due volte nello stesso fiume (per la semplice ragione che l’acqua scorre) ma se non ci si ribella allo strapotere dei potentati economici politici il neofeudalesimo che hanno progettato non potrà che divenire una dura ed inevitabile realtà. Dunque occorrerà bagnarsi ancora nelle acque turbolente della rivolta, badando bene di non commettere gli stessi errore del passato.
O ci decidiamo a dire basta ora o sarà troppo tardi. Se non ci liberiamo di coloro che ci affamano non potremo mai riappropriarci della nostra dignità.
LUIGI ORSINO

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Informazioni su Luigi Orsino

Studi di medicina presso l'Università Federico II di Napoli. Imprenditore, scrittore, blogger. Molto attivo nel contrastare la criminalità organizzata, camorra ed ogni altra mafia, contro cui ho lottato duramente e lungamente. Ancora oggi continuo a lottare, e a subire intimidazioni ed attentati, ma per fermarmi dovranno uccidermi. Amo scrivere, di tutto: articoli, racconti, romanzi, poesie. Gli animali, tutti, sono miei simili, il lupo è il mio animale "Totem". Adoro guidare, in off road soprattutto.

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