Colpa o dolo ? Qualche piccolo errore di valutazione


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Leggendo qua e la sul web e in quella specie di zoo chiamato social netuorc, non faccio altro che imbattermi in post che parlano di economia, di finanza, di pseudo politica. E molti di questi quando affrontano nello specifico l’argomento crisi perpetua mettono in evidenza tutta quella serie di “errori” che un’intera classe dirigente – politica e amministrativa – ha compiuto in questi anni. Si va dagli ERRORI di valutazione inerenti l’entità e la durata della crisi stessa fino agli ERRORI di valutazione inerenti le politiche fin qui attuate per farvi fronte, oppure agli ERRORI di valutazione inerenti le scelte in campo economico e finanziario per modificare leggi, regolamenti se non addirittura interi settori e/o porzioni di carte costituzionali. Per non parlare naturalmente degli ERRORI che hanno provocato a monte la crisi stessa.

Vedete, più leggo queste caz…. considerazioni, più mi rendo conto di quanta ingenuità ci sia e quanto la sopradetta classe dirigente faccia fede in questo piccolo determinante fattore umano per darci a bere che hanno sbagliato. Si sono semplicemente sbagliati!

Io penso che non bisogna essere J.M.Keynes, o Smith, o Modigliani, o Ricardo, o Marx, o chiunque vogliate voi per comprendere che in realtà qui non c’è errore alcuno, ma piuttosto tutta una serie di provvedimenti in campo legislativo, di scelte in campo economico e spesso finanziario (spesso troppo disinvolto), che hanno generato semmai degli …”effetti collaterali” ritenuti in fin dei conti sostenibili da coloro che ne vengono colpiti: e sicuramente non la classe dirigente stessa che li ha adottati. Per la serie: “Noi facciamo quello che dobbiamo fare, vi diciamo che lo facciamo per voi, per le conseguenze ne pagate voi ma è per il vostro bene quindi lo potete e lo dovete sopportare.”

Voi, cioè noi, il popolo, il vulgo, ovvero quella massa informe chiamata ora cittadinanza, ora consumatori, ora contribuenti, ora pecorelle smarrite, ora …che ne so ? … che paga in prima persona ERRORI commessi da altri geniacci che spesso lo fanno esibendo un sorrisetto ebete su uno sfondo a parete ornata di suggelli accademici. Tutti quei luminari che si sono susseguiti nel corso di questi anni e che hanno dispensato la loro incommensurabile saggezza non senza costi aggiuntivi, gente come Monti, Letta, Saccomanni, Renzi, Padoan (solo per citarne alcuni), hanno fatto alcuni errori. E in campo internazionale non mancano figure di spicco altrettanto prestigiose delle quali abbiam dovuto subire l’apparente e inspiegabile imbecillità. Alludo ai vari Trichet, Junkers, il nostro Grisù (Draghi), Barroso, Van Rompuy, ecc. ecc. Anche questi hanno fatto molti ERRORI.

A proposito, riflettete sul fatto che la maggior parte di questi professoroni che si sono avvicendati in questi ultimi anni come ministri dell’economia, o come premier, o come l’attuale capo supremo della BCE, è tutta gente che ha perfezionato i propri studi negli USA, e sempre negli USA hanno avuto posti di rilievo in famose banche d’affari come J.P.Morgan, Goldman Sachs, per non parlare del fatto che alcuni di questi hanno avuto ruoli importanti nel famigerato Fondo Monetario Internazionale. Non credo sia un caso o una serie di sfortunate coincidenze il fatto che si scelgano elementi chiave in base a determinati curriculum.

Non è la prima volta che esprimo questo concetto, semplice, basilare quanto paradossalmente banale. Quando c’è errore con danno c’è la colpa. Ma se c’è premeditazione e quindi non c’è errore ma solo il danno o la conseguenza, è dolo!

Studiosi di giurisprudenza, esperti di diritto, fatevi avanti e dite la vostra, porco cane!!! Non so, sto sbagliando il ragionamento ? Non statevene zitti, buoni buoni. Uscite allo scoperto e date un senso compiuto e sano ad anni di sgobbo sui libri. Apriamolo un bel dibattito sul merito dell’operato dei suddetti signori! Ditelo, comunicatelo alla moltitudine di esseri non privilegiati che c’hanno e ci stanno prendendo per il culo da anni se non da decenni e che non ci sono ERRORI, ma ci sono azioni deliberate, lente e inesorabili come la morte e le tasse, perchè c’è un progetto e un obiettivo che non è quello di cui ci raccontano tutti i santi giorni. Altri obiettivi e priorità che DEVONO essere perseguiti, costi quello che costi. Tanto li paghiamo noi quei costi.

Ditela voi, gente di legge, la differenza concettuale tra la colpa e il dolo. E la differenza dell’eventuale pena prevista.

Il Ministro Padoan qualche settimana fa ha dichiarato apertamente e candidamente che sono stati fatti degli ERRORI perchè è mancata … cosa sarebbe mancata ?!? …“la capacità di valutazione in alcuni indicatori economici e di strategia per cui non c’è stata una visione chiara sul quando finirà la crisi e comincerà la ripresa … e bla bla bla”. Insomma, la crisi c’è ancora, LORO, pensano di dare a bere – perchè tutti o quasi tutti la bevono – che pensavano che la ripresa dovesse iniziare …ora, domani, dopodomani, la prossima settimana … aspè… forse l’anno prossimo. Quest’anno prossimo dura dal 2012!! Ma no, dai! Ma veramente ? Si-so-no-sba-glia-ti!

Si sono sbagliati sull’austerità come ricetta. Si sono sbagliati sull’Euro come possibile unica moneta per molte economie totalmente diverse tra loro. Si sono sbagliati e continuano a sbagliare e difficilmente torneranno indietro nelle loro decisioni. E’ un gioco perverso, una dialettica strana e truffaldina, un messaggio criptato a quei poteri forti che ancora si impuntano e si mettono di traverso rispetto ai cambiamenti che alcuni vogliono, alla negazione di diritti fin qui acquisiti ai quali alcuni non vorrebbero rinunciare, ai privilegi di alcuni altri, ecc. ecc. E’ uno scontro epocale, le cui conseguenze sono tutte a nostro carico. E come se ci trovassimo ad essere triturati in un meccanismo impazzito e ingovernabile, per noi.
Vi prego, smettetela di credere alle fandonie di chi continua a raccontare che tra poco inizia la ripresa, perchè la ripresa non inizierà fin quando non verrà fatta tabula rasa di tutti qui privilegi e/o diritti che costituiscono l’impalcato su cui regge (o ha retto e prosperato) un’intera economia. Fin quando le cose non cambieranno, con le buone o con le cattive (cioè come sta avvenendo oggi). E non credete neppure a chi continua a raccontare che il mercato si regola “automaticamente”, che tutto quelloo che accade lo richiede il mercato, che è una legge inesorabile, che il capitalismo ha le sue imprescindibili regole, ecc. ecc.

Tutto questo non è possibile se non attraverso le decisioni di pochi eletti che hanno il potere e la forza di decidere per tutti gli altri. Funziona così, è sempre stato così. Mettere sotto scacco (o ricatto, fate voi) un’intera generazione e bruciarla del tutto fin quando le ultime resistenze crollano e si cambia. Al vertice non ci sta nessun concetto astratto con regole e leggi che si autodeterminano, ma ci sta sempre qualcuno o un gruppo di persone che hanno quelle facoltà. Quel potere. Ci sono uomini come noi, in carne ed ossa. E tutto quello che accade a questo mondo è conseguenza delle decisioni e delle azioni di pochi eletti con molto – troppo – potere in mano nei confronti di moltissimi con poco – o nullo – potere in mano, ma che vivono l’illusione di poter cambiare le cose perché persuasi del fatto che viviamo in libertà, nella democrazia e peggio ancora in uno stato di diritto e che – dulcis in fundo – la legge è uguale per tutti.

Svegliatevi. Non è così. Non potrà mai essere così. La distopia teorizzata e/o profetizzata in alcuni romanzi di fantascienza degli anni cinquanta e sessanta oggi è la realtà conclamata da pochi esseri senzienti additati come pazzi o come instabili.

Se si riuscisse a comprendere definitivamente che non c’è errore nel loro operato, che forse non si stanno sbagliando affatto, allora tutto sarebbe più chiaro e avrebbe un senso, e si sarebbe costretti a reagire e decidere che azioni intraprendere. Ma non vorrei che l’atavica pigrizia del cittadino, dell’adulto del XXI secolo sia dovuta proprio al timore di sentirsi in dovere a reagire decisamente. Pena sentirsi delle vere e proprie merde. Come a volte mi sento io. Allora, come un meccanismo di rimozione inconscia, meglio abbassare la testa e addirittura consolare compassionevolmente chi ci confessa che ha sbagliato tutto, piuttosto che prenderli a bastonate!

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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