La presunzione….

13 novembre 2014

Cultura e Società


In un convegno, un’attrice che si presume “politicamente impegnata”, mi ha detto esplicitamente….che il discorso che le avevo proposto, non era attinente al tema dello stesso convegno. Questa signora si è dimostrata ridicola e non preparata. Diciamolo: quando si parla di “manipolazione delle coscienze”, si parla di persone che “non sono capaci di ragionare con il proprio pensiero”. E’ da un po’ di tempo che noto qualcosa di strano. I ragazzi che provengono dai centri di accoglienza e che professano la religione islamica, sembrano..!!!!  Sospetto che vogliano….non ho capito…ma c’è qualcosa di indefinito nei loro occhi. Sono ragazzi preparati, freddi e pronti a studiarci, ma a non farsi coinvolgere dai nostri costumi. Vivono tra noi, ma ci guardano con circospezione. Sono diversi dai musulmani. Questi ragazzi sono diversi. Quelli dello scorso anno, avevano uno sguardo più pacato. Questi che sono arrivati nelle ultime ondate, hanno uno sguardo “fiero”, deciso. Sono orgogliosi delle loro tradizioni. E noi, in Italia siamo orgogliosi delle nostre tradizioni? Chi siamo? La solita armata Brancaleone!!!!!! Non sono razzista. Ma vedo che siamo poveri. Poveri nell’anima e poveri nel senso che non sappiamo come arrivare a fine mese. Dawkins scrive: “I geni ereditari presumono il bene del genere umano”. Io ho dei dubbi.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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