Storia di Stefania…..

23 novembre 2014

Cultura e Società


Stefania è una donna che lavora. Ha una famiglia. E stamane: “Megera, vuoi cucinare qualcosa di commestibile? In questa casa non si mangia!!!!! Vuoi mettere un po’ di ordine? Questa casa è una topaia. Sei una poco di “buono”. Parole pessime. Parole irripetibili. Parole che…annientano il sogno di vivere. E’ questa la dignità di una persona? Lui: è un professionista cordiale. Lui è il sindaco della città. Lui è il primo cittadino. Lui è un “cavolo di nulla”, secondo la mia opinione personale. Lui è lo squallido marito-compagno-italiano. In Italia, succede. Gli Italiani-uomini, sono un branco di lupi affamati e ringhiosi. Pochi di questi Italiani-uomini, sono gentili, rispettosi ed educati. E conosco donne-italiane, donne che non lo sono affatto….sono arrampicatrici che farebbero di tutto per giungere ai vertici della carriera. Donne dirigenti…donne che, ma lasciamo perdere!!!!! Il nostro Paese alla deriva con storie di vita sofferta, dura. Storie che frantumano il cuore. Chissà, dove saranno i cuori. Me lo domando. Sempre. Rimbaud scriveva che “il vino è una gioia….”. E abbiamo ancora bisogno della gioia artificiale o di quella vera? Il resto è solo vita da vivere….

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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2 commenti su “Storia di Stefania…..”

  1. luca Dice:

    scritto malissimo, senza alcun contenuto e approssimativo al massimo.
    ok essere dilettanti però così é troppo.

    Rispondi

    • Giovanni Mole' Dice:

      Egregio Luca, è grazie a commenti come il suo che i “dilettanti” di questo blog possono migliorare, sopratutto quando ci si trova a confrontarsi con persone come lei che si esprimono con una grazia e un tatto degno della migliore tradizione di buona educazione. Pertanto, faremo tesoro sicuramente del suo intervento, prendendo spunto anche dalla sua frustrazione.
      Il web è come il mondo. E’ molto vario, e per questo che sicuramente lei troverà qualcosa di suo gusto che non la faccia spazientire.
      Buona giornata

      Rispondi

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