Loris: tragedia, omicidio, crudeltà….

10 dicembre 2014

Cultura e Società


I fatti: Veronica, la mamma ragusana è in carcere. Tutti si scagliano contro. Non ha confessato e si sospetta , si sospetta che abbia ucciso il figlioletto. E’ un sospetto. E’ una storia tragica. Parliamo di Veronica. E’ stata abbandonata dalla sua famiglia di origine, da tempo. La mamma di Veronica ha dichiarato: “Mia figlia ha un carattere violento”. Può la madre di Veronica dire questo sulla figlia? Dico la mia: “Perché non è stato fatto nulla per Veronica, sapendo che la madre non aveva un rapporto aperto con lei? Perché il marito non ha mai fatto qualcosa e quindi, riavvicinare la moglie con la madre, la suocera? Perché sempre dopo, si punta l’indice contro il presunto colpevole?”. Ecco, io insisto e come madre insisto che “si poteva prevenire questo disagio”. Si poteva. Si poteva. Veronica è una donna lasciata sola nella sua quotidianità. Non giudico e non oso giudicare. Si piange per il piccolo Loris e si piange per Veronica, nella sua condizione di abbandono. Abbandono della madre. Abbandono della sorella. Abbandono di chi aveva intuito qualcosa e per “paura”, non ha segnalato la disperazione dell’anima di Veronica. Veronica disperata dentro. Veronica non ancora colpevole e messa sulla croce dei mass-media. Pasolini scriveva: “Sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù”. Mi dispiace per Veronica. Mi dispiace per ciò che è accaduto…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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One Comment su “Loris: tragedia, omicidio, crudeltà….”

  1. Alice Dice:

    Mannetta mi faccia capire. Un bambino è stato seviziato, torturato e ucciso e a lei “dispiace per Veronica”? Io sono stata sola 5 anni con mio marito all’estero. Mia nonna è rimasta vedova a 20 anni, sola a crescere 4 figli. Semmai accetterei l’analisi che la donna era malata, profondamente malata.

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