Nuova legge antinegazionismo – Una conquista o una nuova Inquisizione ?


Immanuel KantArt.21 della bistrattata, falcidiata, defunta e sopravvalutata Costituzione Italiota: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”

Nel silenzio più totale, nella calma più piatta che più piatta non si può, a breve il Parlatoio varerà la legge antinegazionismo, secondo quanto riportato oggi pomeriggio dal TG Parlamento, con tanto di intervista al gongolante capo della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici. Conseguenze ? Bè, stare attenti a ciò che si pensa ed evitare di dare verbo e inchiostro a detti pensieri se, chiaramente, questi non sono consoni alla storiografia ufficiale e alle verità universalmente acquisite. Un provvedimento simile effettivamente mi ricorda i temutissimi tribunali dell’inquisizione del basso Medioevo, epoca in cui la cultura, la sapienza e la relativa circolazione di idee tra gli individui venivano setacciate al fine di evitare “inquinamenti” sulla verità assoluta che in quel periodo era – ricordiamolo – di esclusiva competenza della Chiesa Cattolica.

Pedro_Berruguete_Saint_Dominic_Presiding_over_an_Auto-da-fe_1495Voi direte: “Altri tempi! Altre usanze!” Ma oggi come allora, in un incredibile balzo all’indietro di quasi una decina di secoli, evidentemente vige un analogo ordine sovranazionale – finora senza volto e senza un nome specifico, almeno ufficialmente – che setaccerà ogni parola che diciamo o scriviamo perchè questi ne detiene l’esclusiva competenza sulla verità. Se ad esempio l’idea espressa non sarà confacente alla storiografia ufficialmente conclamata, ovvero entrerà in aperto conflitto o antitesi a quanto somministrato negli ultimi 70 anni, ebbene sappiate che si rischiano fino a tre anni di carcere e 10.000 € di multa.

Però che strano, pensavo di vivere in un periodo storico per il quale ci si poteva vantare di essere i pronipoti … dell’Illuminismo ? Per non parlare della moderna e attualissima e tanto ma tanto decantata tolleranza verso il diverso, autentica conquista sociale dell’immediato dopoguerra e naturale sbocco di una società provata da un conflitto devastante, la conquista della difesa della tutela di colui il quale la pensa diversamente da tutti ma che – sboccandomi con Voltaire – tutti quanti sono sempre pronti (a parole, con le citazioni) a combattere fino alla morte finchè costui che è la pecora nera in mezzo al gregge possa continuare a belare in modo strano e anticonvenzionale.

Altro che Illuminismo, altro che Voltaire, altro che logica di pace e tolleranza, altro che contestazioni, altro che arcobaleno, altro che figli dei fiori!

Oh! Ma i figli dei fiori sono gente colta, è avida di culture diverse da salvaguardare, di libertà nuove da conquistare, di verità da insegnare a tutti quanti noi poveri negazionsti complottisti sempre incazzati e insoddisfatti di questa realtà di libertà e di tolleranza (ingrati) e sopratutto solleciti di citazioni da fare!
E allora ve ne do una io citazione che prelevo nientemeno che da quel Immanuel Kant che all’inizio mi diede si molti sbadigli (Che volete ? Ero giovinetto e pensavo ad altro) ma per il quale alla fine ho veramente ringraziato il cielo di avere avuto la possibilità di leggere (non so se in un prossimo futuro le sue opere rientreranno in un nuovo elenco di libri proibiti): “La libertà di pensiero è la capacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di una altro”.

Che dire, ho molta rabbia, vorrei mandare al diavolo tutti quanti, soprattutto coloro i quali con il loro consenso elettorale e con la loro militanza/sudditanza/collusione sostengono questo sistema infame e dittatoriale, fatto da persone che sono guarda caso il prodotto generazionale e la sintesi culturale di quegli anni di contestazioni e di infiorate in giro con tettine e palline di fuori e tanti capelloni mezzi ubriachi che inneggiavano alla tolleranza assoluta e alla libertà di pensiero, tutta gente che sta accanto a noi. Essi vivono, come diceva il titolo di un famoso film di John Carpenter, sono intorno a noi, parlano con noi, annuiscono a quello che diciamo, si incazzano insieme a noi quando noi ci incazziamo contro il sistema, ma al calar delle tenebre, nella loro stanzetta, o nella loro cabina elettorale, fanno (e scrivono) sempre le stesse cose e votano e sostengono sempre i soliti personaggi. Ma temo a questo punto che anche mandare al diavolo il primo che incontro possa costituire (in base a questa nuova legge genialata) un reato. Me ne guardo bene. E se qualcuno mi accuserà di aver mandato al diavolo qualcuno di loro io … negherò… e se negherò… andrò quindi in galera lo stesso. Non c’è speranza! Che sconsolazione …

Spero solo di aver raggiunto l’inverno della vita o di essere già passato a miglior vita quando verrà il momento in cui ogni cittadino (che parola assurda, ne convenite ?) dovrà dar conto anche dei metri cubi di aria inspirata nell’arco delle ultime 24 ore, perché questi saranno controllati e chissà, magari, tassati.
Buona fortuna, figli dei figli dei figli dei fiori.

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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