Pensieri Irruenti

18 febbraio 2015

Cultura e Società


La donna nelle sue sfumature….secondo la scrittrice Maria Ronca, mia collaboratrice: “La donna oggi, è ancora discriminata, nonostante le leggi. C’è ancora una demarcazione profonda tra la teoria e la pratica. In casa, per certi mariti siamo “sguattere senza ruolo”, fuori carne “da mostrare per vendere prodotti”. La crisi poi, con la storia dei tagli ha penalizzato sempre più le donne. Finzione o realtà? A voi, l’arduo dilemma”. Questa affermazione è valida. E’ molto particolare. In questo clima di probabili eventi europei, come l’Ucraina, in cui non si rispetta la tregua; di probabili eventi incerti nel nord Africa, come la Libia…Noi siamo invasi dalla paura. Paura di probabili scenari inquietanti. In casa…ci sono gli scenari incerti, inquietanti. Come si fa a dire che la casa sia un ambiente tranquillo? Donne che subiscono. Uomini che subiscono. Non esiste equilibrio. Non abbiamo la giusta misura. La troveremo? Me lo auguro. Il premier ha scelto la diplomazia….Obama vorrebbe la guerra. Putin vuole prevalere. Mi piace il presidente Putin. Paci scriveva che “il campanile viene distrutto dal senso di pace che non esiste”. Io e Maria Ronca, scrittrici di assalto.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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