Crisalide -Monologhi di una gravidanza- di Graziella Di Grezia

27 marzo 2015

Cultura e Società


Il libro di Graziella Di Grezia colpisce per la delicatezza dei toni. La delicatezza nel delineare una vita che si forma. Scrive l’autrice: “Capovolgi le mie priorità…” e questo verso incanta per il senso che si intuisce. Il senso della vita che verrà, del piccolo che già esiste nel pancione e travolge le “priorità” della mamma. Il senso di un bimbo che a poco, a poco prende il suo spazio. Un esserino che sarà e sembra ancora, non esserci. Per ora è un prodigio che nuota e si diverte nel pancione della mamma. Tesse un dialogo misterioso con lei che lo ospita, lei la mamma che lo abbraccerà: “Sarai come un tramonto all’alba….”. Lui nascerà, esisterà dalla sera alla formazione del nuovo giorno, assisterà all’alba con i colori della luce. La luce che indica il risveglio dal sonno notturno. La luce, simmetria di ansia e gioia, di speranza e di entusiasmo. I versi sono toccanti. Inondano di consapevolezza il lettore. La poesia è il volo dell’anima, è la magia del vivere. Inebriante il verso: “Avanzi nella mia pancia…”, in quanto Graziella sa e attende i tempi della gestazione, con toni gentili verso il figlioletto che sa ascoltarla. Il ponte regge. E il piccolino vive questo legame. La favola diventa realtà. Un dipinto surreale domina la realtà ed esce dallo scrigno in cui è contenuto. Paci scriveva che “la vita lentamente corre sulla storia del tempo”. Noi viviamo nell’orizzonte del sogno che ci coinvolge. Il sogno si realizzerà.

Rosa Mannetta

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: