Pensieri Irruenti

7 aprile 2015

Cultura e Società


E le feste sono andate via…Papa Francesco ha affermato che “il mondo non deve essere inerte”. Il pontefice si riferisce al massacro dei cristiani in Kenya, alla distruzione delle chiese in Siria. Il Cristianesimo ha nuovi martiri. In Italia Gentiloni dice: “Fermiamoli con le armi”. Una simile frase è eloquente. Significa che i terroristi, vanno combattuti con lo schieramento degli eserciti. Frase molto coraggiosa. Frase ineludibile in un occidente schiacciato dall’ignavia. Un occidente impaurito. Un occidente che non sa cosa fare. I problemi di casa nostra sono enormi. Un neonato abbandonato a Cormano, presso un campo, è la solita storia di follie, magari “passabili”. E’ errore o orrore, abbandonare un bambino nato da pochissimo? Negarsi il gusto della responsabilità di crescere un figlio? E’ semplicemente il desiderio di vivere egoisticamente la vita, senza badare alla crescita di un figlio? O è altro? E’ negazione del futuro? Del nostro futuro? Ci stiamo negando il nostro futuro. M. Williamson scrive: “Liberiamoci dalle nostre paure….”. Io dico che “non dobbiamo avere paura”.

Rosa Mannetta

 

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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