Pensieri Irruenti

19 aprile 2015

Cultura e Società


Christin Lagarde afferma: “Che ci siano progressi veloci nel trattare con la Grecia”. Il pontefice ha incontrato Mattarella, il presidente della Repubblica. Draghi lancia un allarme sul “caso Grecia”. Corrono notizie su un naufragio nel canale di Sicilia: si temono 700 morti. E poi il caso dei dodici cristiani, buttati in mare dai musulmani….in una guerra di “religione sul gommone”. Putin dice: “Collaboreremo con qualsiasi capo di stato che eleggeranno gli americani”. Questi, gli ultimi avvenimenti. Il traffico di esseri umani è inevitabile? La tragedia nel Mediterraneo, di 700 persone, è una vergogna del nostro Occidente. E se la nostra bandiera, in Europa, è la bandiera della “civiltà”, nutro dei dubbi. La Grecia è stata abbandonata verso il disastro totale. Noi, non sappiamo o facciamo finta di non sapere, cosa faremo. Facciamo finta, ma non posso dire altro. Dico che non “siamo liberi”. La libertà consapevole è altro. Robespierre scriveva: “Non ci sarà mai libertà se i furfanti ci dominano”. Ripeto: “Non siamo liberi”.

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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