Manicomio Italia


Manicomio 3

Renzi sta imponendo la Sua legge elettorale e il Quirinale non dice nulla. Evitando di entrare nel merito della legge, sulla quale tecnicamente ci capisco davvero poco, mio malgrado, vorrei fare una osservazione relativa all’atteggiamento di coloro i quali vengono spacciati per “garanti del sistema democratico e costituzionale”. In effetti, una piccola ma sostanziale differenza di atteggiamento tra gli ultimi 2 Presidenti della Repubblica producono lo stesso effetto corroborante nei confronti del potere illecitamente costituitosi 4 anni fa. La passata Presidenza si era contraddistinta per un atteggiamento insolitamente attivo e propositivo in merito al dibattito e alle scelte politiche spettanti altrimenti al Parlamento. A causa del suo operato oggi ci ritroviamo qui a non poter più votare e a subire un Parlatoio e una serie di Governi illegittimi che operano in totale antitesi con i dettami costituzionali e quindi in antitesi con gli interessi nazionali. Certo, poi ci sarebbe da discutere sul “cosa sono” gli interessi nazionali (sai che risate), ma andiamo oltre perchè quello è un argomento che tratterò a modo mio in scritti appositi.

Il Presidente, al contrario, è molto passivo e di garanzia rispetto alle “cosucce” fatte dal precedente, quindi una Presidenza di controllo, di mantenimento, di aperta continuità, quasi di concetto, inesistente. Più una Segreteria che una Presidenza. Anche questo atteggiamento è fuori controllo e fuori dai dettami costituzionali, i quali ormai li abbiamo persi per strada. Così come l’autonomia delle istituzioni italiote si sono perdute per sempre anche dal punto di vista ufficiale, visto che prima i fili erano in ombra e solo pochi eletti li vedevano, ora invece vengono tiratie manovrati allo scoperto nella più totale indifferenza di coloro i quali lottano invece per il Partito e per …”la dignità del partito primo vero obiettivo”. Come se un Partito e relativi interessi siano l’interesse supremo della comunità e della cittadinanza. Eh! Concetto difficile per molti, addirittura indigesto per alcuni. Ma tant’è.

So che sparare contro queste metastasi non serve a nulla, molti sono occupati con i propri affari, e anche quando questi affari non sono di vitale importanza si preferisce sempre avere un atteggiamento distaccato e indifferente. Meglio non farsi coinvolgere troppo. Personalmente sono dell’opinione che ormai da tempo il dado è tratto e niente e nessuno ha voglia di tornare non dico indietro, ma quanto meno cercare di dare un contributo per cacciare questa gentaglia che pretende riverenza e rispetto e quindi andare avanti cambiando rotta per evitare l’iceberg che si staglia minaccioso all’orizzonte. Ma noi siamo troppo pesanti, molto più pesanti del Titanic e il nostro timone è in mano a gente inadeguata (aggettivo molto “soft”, non trovate ?). L’edonismo e l’individualismo italico, autentici marcatori antropologici di questa terra, sono una garanzia per lo status quo di cui ne beneficia l’attuale regime e i suoi guardiani, ovvero gli italiani stessi. All’italiano che invece non accetta tutto questo rimane da scegliere tra:

1) scappare via da questo bordello e cercare di trovar fortuna da un’altra parte dove è possibile ambire ad uno status di cittadino più rispettato e garantito;

2) rimanere, adattandosi e mescolandosi con la massa ignavica (non so se non si può dire, ma se non si può dire consideratela licenza poetica) e badando anch’egli a farsi i cazzi suoi cercando di sbarcare il lunario come meglio può con tutti i mezzi, leciti e non (questi ultimi forse sono gli unici possibili da utilizzare nell’attuale contesto);

3) non avendo possibilità per la 1) e non essendo capace di trasformarsi come per la 2), nella totale disperazione ci si butta in macchina e ci si vive, ci si dorme, ci si fa tutto. Se gli portano via la macchina diventa un barbone (o “clochard”, per gli esterofili più incalliti e congeniti) e quando non ce la fa trova una corda e ci infila il collo dentro e toglie il disturbo.

Il primo cpazzoaso viene sponsorizzato da media e istituzioni e addirittura insegnato nelle scuole e nelle Università, la chiamano la bellezza della globalizzazione, sai che favola! Il secondo viene aiutato e tollerato e in alcuni casi incentivato con apposita politica fiscale e interna relativa all’ordine pubblico. Un’adeguata disapplicazione della giustizia a tutti i livelli e in tutti gli ambiti completa il quadro. Il terzo caso, pur essendo una piaga sociale conclamata da dati a dir poco allarmanti e disconosciuti ai più, suscita l’indifferenza di tutti quanti: Istituzioni, Giustizia, cittadinanza, soprattutto quella parte piccolo borghese ben pensante tanto legata ai partiti e alle istituzioni e alle cose “fatte per bene”. Non fa certo comodo avere notizie di morti suicidi per colpa di un sistema edulcorato ed alterato, tanto meno ai media che così  preferiscono sparlare di altre forme di violenza, specie quelle con le percentuali minori e l’incidenza meno oggettiva ma con l’appeal mediatico più rumoroso e accattivante per i propri spazi pubblicitari e per favorire gruppi di potere che sul piagnisteo c’hanno costruito un universo parallelo e carriere incredibilmente lucrose e brillanti.

Due presidenti, di uno ho scritto fino alla nausea per via del suo attivismo fuori misura e qualitativamente sospetto e distruttivo. Non mi mancherà, anche se continuerà a nausearmi nei panni di Senatore a vita (suona come una condanna, per noi). Dell’attuale non avevo ancora potuto dir nulla visto il tempo troppo limitato di giorni vissuti come inquilino del Quirinale, ovvero mi mancavano i dati. Ma viste le prime dichiarazioni di facciata, molto convenzionali e improntate alla più sordida, stucchevole e apatica dialettica comunicativa istituzionale, fatta di quei ghirogori barocchi, ovvero di paroloni solenni e vuoti come un cranio decomposto da secoli, e visto soprattutto l’atteggiamento di aperta continuità alla politica di smantellamento totale attuata dalla precedente, il quadro è ampiamente e palesemente confermato. Quindi capisco perfettamento il suo silenzio sull’ennesimo sacco di queste ore. E’ messo lì per non dire quando dovrebbe e viceversa. Ancor meno capisco chi dichiara di non aver ancora capito. Auguri Italia.

Apro una parentesi per il mio caporedattore, che a volte si incazza per la reazione della gente in merito allo sviluppo di certe tematiche in certe discussioni scomode in alcuni ambiti come i sui social, dove qualcuno gli toglie anche l’amicizia. Ma pensa te! Ebbene, caro Luca, forse sei tu che non concepisci ancora che ormai non è più tollerato colui che manifesta un pensiero libero (non il libero pensiero, come scrivesti tu stesso tempo fa). Quel libero pensiero che è la bandiera di questo blog. Sei tu la mosca bianca, sei tu quello che verrà sempre più additato e preso come una specie di sovversivo se dovessi continuare con “quei discorsi”. Quello che scrivi può mettere in discussione anni e anni di indottrinamento sui quali molte persone hanno costruito le proprie sicurezze e i propri convincimenti. Minare queste sicurezze comporta il dubitare di un’esistenza apatica e mediocremente confortante, rassicurante. Fa male, e quindi il rigetto è una reazione molto umana e oltre tutto comprensibile. Vedi, l’italietta di oggi è un manicomio a cielo aperto, e tu sei come un medico appena assunto che vuol entrare nel reparto togliendo i placebo ad alcuni pazienti. Secondo te questi pazzi come dovrebbero reagire ? Ridagli il pillolino e rientrerai di nuovo nelle loro grazie. Garantito!

Quanto ai nostri Presidenti, di qualunque tipo, della Repubblica, del Consiglio dei Ministri, ecc. ecc., ecco … sono come quei primari, padroni incontrastati di quel reparto le cui diagnosi e relative terapie non devono essere messe in discussione.

Fate voi.

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Informazioni su Giovanni Mole'

Non sono un giornalista, non sono nemmeno laureato, ho un’istruzione mediocre perché mediocre è stata la mia carriera scolastica. Però, come tantissime altre persone di questo strano pianeta, ho molte cose da dire, perché penso tanto, mi interrogo su moltissime questioni, più o meno importanti, e quindi cerco avidamente delle risposte. Sono molto passionale e ho molte passioni e interessi. Sono informato più o meno su tutto quello che mi circonda, la realtà del mio tempo. Realtà che faccio fatica ad accettare e che mi provoca un certo disagio. Mi piace comunicare, parlare (scrivere in questo caso) se ho delle cose concrete da dire, pensieri sensati da tirar fuori. Diversamente, se ho dubbi o ignoranza, preferisco il silenzio. Meglio ascoltare. Non sono un uomo di fede, lo sono stato. O credevo di esserlo. Ma rispetto (anzi, invidio) profondamente chi ha fede, chi crede che ci sia un Dio che ancora non si sia stancato di noi. Quindi non mi piace il pregiudizio, sotto qualunque forma. Ho rispetto delle opinioni altrui, anche di quelle che avverso nel modo più acceso, ma se non sono d’accordo su una cosa non vuol dire che non sia pronto a cambiare idea e ricredermi. Se lo ritengo giusto e necessario.

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