Pensieri Irruenti

14 maggio 2015

Cultura e Società


Mattarella dice che “la cultura è un antidoto alla solitudine”. La mamma del diciannovenne scomparso all’hotel “da Vinci”, di Milano, dichiara che il figlio “è stato lasciato solo”. La Mogherini: “Eviteremo un attacco di terra in Libia”. E le pensioni rimangono un argomento imbarazzante. Noi, stiamo a guardare dal palcoscenico del tempo che passa. E sempre noi, preferiamo tacere. Ci hanno mascherato la parola. E non diciamo nulla. I giovani pagheranno per questo nostro comportamento…pusillanime. L’infermiere di Sassari che ha contratto il virus “Ebola”, sta peggiorando. I problemi non finiscono. Sembra che ci vengano dietro. O, no? Non comprendo questo atteggiamento che “tutto non ci possa interessare”. Prima o poi, dovremo porre attenzione. E si voterà. Iniziamo a votare le persone giuste. Non i soliti bricconi. Camus scriveva che “prima che la sorte sia avversa, dobbiamo capirlo”. E passo, passo ora sappiamo che “non siamo liberi”. Non siamo liberi.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva Ugo Foscolo, il sepolcro, mi "rappresenta e ci rappresenta". Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta. Sopravvivere ad un cancro...forse è stato uno svantaggio assoluto.

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