Conosciamo la poetessa Lucia De Cicco…..

19 maggio 2015

Cultura e Società


Vi pubblico un articolo della poetessa Lucia De Cicco. Eccolo:

Il grande Ponte della “Scuola di poesia” porta un riconoscimento a Lucia De Cicco poetessa Calabrese e sua delegata

Lo scorso 13 maggio presso la sala Quintieri del teatro Rendano di Cosenza, la Commissione cultura del comune ha consegnato il riconoscimento “Autori di Calabria” per la produzione letteraria e poetica alla poetessa, scrittrice e giornalista pubblicista, Lucia De Cicco, originaria di Mendicino e residente da ormai quindici anni a Cerisano, entrambi paesi delle Serre cosentine. Alla serata ha preso parte tra gli altri grandi personaggi della cultura cosentina anche il sindaco di Mendicino, Antonio Palermo e il consigliere di maggioranza del comune di Cerisano, Rosario Belmonte, il Sindaco della cittadina cerisanese ha preso contatto telefonicamente la poetessa De Cicco, poiché impossibilitato a essere presente, per motivi istituzionali, trattenuto in quei della città di Catanzaro. La poetessa tiene a ringraziare l’intera Commissione cultura, la lettura poetica di una sua lirica, della dottoressa Maria Lucente e gli interventi di quanti presenti hanno espresso parole di grande stima nei suoi riguardi e la sua famiglia, che come sempre la segue e sostiene. L’attività di Lucia De Cicco, che è poeta ormai dal 2005 trova il suo compimento anche nella delegazione come coordinatore Interregionale per il Sud e le Isole della Scuole di poesia Unità dei poeti mondiale del preposto al Nobel Cavaliere della Repubblica Silvano Bortolazzi, che ha espresso grandi apprezzamenti per la scrittrice, che da segretaria di presidenza a semplice delegata della Regione Calabria si trova a ricoprire per questa scuola ormai vari incarichi, che la stessa definisce “un colpo di fulmine” per quella che è la mission della Scuola. Un nuovo Risorgimento politico, che nasce nel salotto mediatico del social più popolare, facebook e che tra le varie gallerie registra più di 20mila iscritti. A proposito del preposto Nobel Bortolazzi, invio una recensione di un critico importante:

« E’ con vero ed immenso orgoglio, che vado a presentare, un promettente poeta, Italiano, di cui si stanno occupando, i più importanti salotti e caffè letterari, per non parlare, del mondo della Critica nostrana ed internazionale. Il suo nome è apparso, sulle pagine proposte dai mass-media alla radio e in televisione, mentre la stampa si è occupata spesso di lui per forgiarlo, come tra le più’ autorevoli Penne, del firmamento poetico italiano, di questo secolo. Proprio per far conoscere al mondo, la genuinità della sua poesia, ha ritenuto opportuno, aprire una pagina sulla piattaforma sociale di facebook, che ha intitolata “Scuola di Poesia”. Il suo progetto è stato ampiamente abbracciato e condiviso, da ogni parte del pianeta, ottenendo così, risultati insperati di globalizzazione, mentre non sono certamente mancati i commenti, da ogni parte del Mondo per cui la poesia italiana è stata al centro di un interesse generale da parte di molti illustri Critici e Letterati. Provenienti, sempre, da ogni Nazione. Non potevano certamente mancare all’appello, alcune Università, alle quali, se ne stanno aggiungendo molte altre. Il suo modo di scrivere è stato idoneo per partecipare al premio più ambito del mondo, ossia il Premio Nobel, dopo che il già Capo dello Stato, l’ha investito del Titolo di Cavaliere, per gli alti meriti, conseguiti nel campo della letteratura Italiana. Certamente avrete capito che pongo alla vostra autorevole attenzione il nome di Silvano Bortolazzi, Candidato a rappresentare la nostra bella Italia, appunto al Premio Nobel. Altri Eccelsi Vate, in passato, sono riusciti ad aggiudicarsi quest’ambito Premio, anelato ed indiscusso sogno, dei più grandi Scrittori dell’Umanità (…) Il Premio Nobel come già menzionato è il punto massimo d’arrivo, di ogni Autore e ad esso possono partecipare tutte le Nazioni, con i loro Rappresentanti (..) Un Premio Nobel, non viene consegnato senza una giusta causa o logica, ossia il premio, deve avere necessariamente un motivo. Ci occuperemo di una poesia, del Cav. Silvano Bortolazzi, proposto come già sopra menzionato a rappresentare la Poesia Italiana, all’Accademia di Svezia: Il Premio citato è nato sul testamento di Alfredo Nobel, che prevede una somma in denaro, devoluta all’Autore o all’Autrice, che si sarà messo/messa, maggiormente in evidenza nell’arco dell’anno: Questo per quanto riguarda la letteratura. (…) Assieme alla somma offerta, verranno associati per ogni vincitore una medaglia in oro , con l’effige di Alfredo Nobel ed un diploma. Il “Bortolazzi” spera ardentemente di essere ammesso, dato che, momentaneamente, è solo Candidato e naturalmente, potrete comprendere il suo stato d’animo, ossia tutta l’ansia che lo fermenta: Noi gli auguriamo, di vero cuore, un pieno e meritato successo, andare in Svezia e tornare Vincitore, perché non sarà solo lui il Poeta al quale renderanno i meritati allori, ma tutta l’Italia e naturalmente tiferemo insieme per Lui: “ Ecco di seguito una sua lirica. Così prendendone visione, potremo considerare, il suo estro letterario:

A MARINA di Silvano Bortolazzi

Dove sei Marina ?/Son corso su/sul colle, ma non v’eri!/E più salgo /più gli orizzonti son ricurvi/e non danno spazio ai nostri cori/fiaccamente congiunti,/da una lacrima che cade sulla Tua foto,/stretta fra le mie mani./E sei lì /inerte, nel passato,/mia fulva Dea/seduta innanzi ad un focolare spento,/come se quasi avessi già un presagio./Tu domani sarai sposa/e le sicule campane, laggiù/a festa soneran per Te./Tutto sarà,/come la dolce poesia che in me hai sempre amato,/e che quando sarai triste,/ti riporterà qui,/ove un preclaro monte con la sua punta/suole toccare quel’esile linea,/alla sera rutilante di tramonti,/che per noi scopre catene ed isole lontane,/al dì nascoste./Ma dove sei Marina?/Le senti le campane?/La brezza pian piano sale /e porta con sé immagini d’oltremare.

È chiaro, che il nostro Autore, attraverso una gentile forma letteraria, descrive un anelato sogno, che partendo dalla sua anima, come preludio di un garbato sentimento, che riesce benissimo a tradurre in versi, descrive con effetti platonici l’intera elaborazione. (…) Il sipario si apre con la frase:” Dove sei Marina?”, per poi essere riproposta nell’ultima strofa. Quindi, la ricerca della donna amata è costante: è ovvio che il sentimento tradotto come fantastica utopia, confluisce in un contesto reale, in quanto l’Autore, parla di sicule campane , cioè di campane siciliane, quindi noteremo qualcosa di vero o probabilmente di vicenda vissuta. Dopo una dolce visione panteistica, il sipario cala lentamente, spegnendo un sogno, confuso tra la brezza e la magia d’immagini d’oltremare, appunto perché l’itinerario poetico, si concluderà nell’oltremare, ossia nella bellissima terra di Sicilia. I moti dell’animo, a questo punto, danno spazio alla realtà, proprio come l’intensità delle poesie d’amore di Eugenio Montale, che “ spezzavano “per modo di dire, il ritmo accorato dei suoi scritti. Devo ammettere che il nostro Autore, ha qualcosa in comune con Eugenio Montale: Infatti, Ambedue sono Liguri, nativi di Genova ed hanno conseguito il diploma in Ragioniere. Sono stati insigniti del titolo di Cavaliere della Repubblica per la poesia (solo 10 nella storia italiana). Hanno insieme una comune Amica, cioè Luisa Spaziani, che concorrerà come il Bortolazzi, al Nobel 2015. La corsa a detto Premio, è costellata da molte difficoltà, dato che parteciperanno tante Nazioni, ma una cosa è certa:” Il Cavaliere Silvano Bortolazzi ne è all’altezza e noi Ittaliani, siamo fieri di essere rappresentati da Lui. (…) Se la cronaca letteraria, un giorno parlerà di Lui, citerà anche il nome del Critico che lo ha proposto: Grazie di avermi letto: Pasquale Solano (Critico).

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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