La serata dell’Associazione “Pabulum”, di Katya Tarantino.

25 luglio 2015

Cultura e Società


La poesia: un mondo di bellezza.

Armoniosa e delicata, la serata trascorsa alle pendici dei monti del Partenio, appena sotto il Santuario della Madonna di Montevergine, in quel di Monteforte Irpino a cura, del Giardino letterario patrocinato, dal comune e d’intesa con l’associazione Pabulum, diretta da Katya Tarantino. Era presente l’assessore alla cultura Rosa De Sapio. La direzione artistica di Armando Saveriano è stata magnifica. La serata che ha omaggiato questa stupenda creatura, che è la poesia, è stata coinvolgente. Sotto un cielo plumbeo che minacciava chissà quale pioggia, tutto è trascorso alla perfezione, per la soddisfazione del gradito e numeroso pubblico. Tutti noi abbiamo avuto per l’ennesima volta l’orgoglio e il desiderio di ascoltare versi che deliziano l’animo poetico. La poesia ha una speciale magia che riconcilia il tutto, rendendo una favola vera, la nostra realtà.

Antonia Catena

La descrizione di Antonia Catena, scrittrice emergente, è stata notevole. L’autrice ha esaltato la creatività della poesia. E non solo. I vari artisti che sono stati premiati, hanno evidenziato che ognuno ha un modo di essere, ognuno ha una caratteristica propria. Il “Giardino Letterario”, rappresenta la cultura e se per cultura, si intende la spontaneità, allora si può affermare che le associazioni sul territorio, funzionano. Il fermento culturale è sinonimo di riscatto sociale. La prima organizzazione è stata un successo…le altre edizioni miglioreranno nel tempo. L’importante è tracciare dei percorsi. Percorsi che migliorano questo periodo di recessione. Crediamoci. Seneca scriveva: “Vivi la vita. Utilizzala”. Utilizziamo i nostri pensieri.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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