Flora Rucco: un ponte tra dipinti e poesie…

3 agosto 2015

Cultura e Società


La poesia di Flora Rucco è immediata. Lei va nello spirito che vuole rappresentare. Per esempio, il quadro: “La penna e la spada”, è il simbolo di due mondi contrapposti, di due mondi che si intersecano; la donna europea vestita in un abito lungo del XIX secolo, è posta di profilo; la donna araba, vestita con il niqab, ha uno sguardo fiero di chi sa che non sarà facile la conquista dell’autodeterminazione. In fondo, tra Occidente e Oriente, la donna è vittima di pregiudizi. E il problema si pone in quanto, è la stessa donna a sentirsi tale. Il messaggio di Flora giunge in modo intenso. La donna è la vita, è Iside, la dea madre della terra, la dea calpestata dai pensieri umani. Ed ecco che nella poesia “Madrilegio”, le madri “su spiagge dorate riflettono chiare le vite spezzate”. Il tema della madre è ricorrente in una terra, la Campania, distrutta dai veleni delle discariche abusive e non identificate. La Campania è una regione del Sud, un sud triste, un sud che può risorgere. Il verso “Arsa è la coscienza dell’umano divenire”, è il riscatto di speranza, di questo meridione sepolto dai poteri stagnanti. Il movimento culturale che si muove a Napoli e in varie città della Campania, è un fluire di scrittori che elevano il classico sud: il risveglio delle menti è iniziato. Tonino Guerra scriveva: “Piano piano accarezzo una margherita”. La margherita è la natura che si riprende…

Rosa Mannetta

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. Sono la portavoce di tanti miei amici malati di cancro e mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: