La Libia contro l’Italia….venti di prepotenza.

2 novembre 2015

Cultura e Società


Tobruk minaccia: “Difenderemo le nostre frontiere”. Roma: “La notizia diffusa dal governo libico, è falsa. Le tre navi italiane, si trovano in acque internazionali e rispettano i limiti stabiliti dai trattati”. Il cimitero cattolico italiano “Hammangi” è stato devastato. Ogni commento risulta inutile. Oggi è l’anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, poeta, regista e scrittore. Nel tempo, è sempre stato ignorato dalle istituzioni. Perché? Se ci riferiamo al suo modo di vivere, al suo non essere verso il rapporto uomo-donna, se le sue inclinazioni erano opposte alla morale corrente, non abbiamo nessun potere per giudicare. Era geniale, semplicemente geniale. E se era come Socrate, non può interessare poi, se Socrate, aveva anche una moglie, Santippe, molto critica verso il filosofo stesso…In Europa, il nostro Paese risulta bigotto: non esiste il rispetto della persona. La cattolicissima Spagna, è andata oltre il falso moralismo cattolico. Cavour scriveva: “Libera Chiesa in libero Stato…”. Noi non saremo mai “liberi”. Siamo ostaggio di tutti….anche della Libia o di ciò che resta della Libia.

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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