Natale: dolci memorie e verità infinite.

18 dicembre 2015

Cultura e Società


Pubblico questa lettera giunta in redazione: “Mi chiamo Hanna, sono laureata in Geologia. In Nigeria la mia vita è diventata difficile. Spiego che cosa sia l’Islam. Ho scelto di non portare il velo. Dio per me è una guida. Spiego anche perché ora il terrorismo, si sta sviluppando. Gli Americani e gli europei, sono anni che prendono il petrolio. Noi Arabi, siamo produttori di petrolio. Gli americani scavano i nostri pozzi e hanno arricchito poche famiglie. Le altre famiglie vivono in povertà. Ci sono pochi ricchi e molti poveri. I poveri hanno pensato di formare il nuovo stato come voi, lo chiamate, quello del terrorismo. Io sono musulmana, ma il mio Dio non vuole la violenza. Il mio Dio vuole la pace. Voi, Italiani, non capirete mai”. Noi, in Italia tra pochi giorni, festeggeremo il Natale. Inutile dire qualcosa sulle solite corse al regalo, la frenetica corsa degli ultimi acquisti, come il pesce, il cotechino o la verdura più fresca. Inutile parlare del solito consumismo. Il Natale dovrebbe essere altro. Il Natale deve essere un incontro di anime vere e sincere. Attualmente, con la crisi siriana e i venti di guerra in Turchia, occorre esaltare la linea politica del presidente Putin. La minaccia che ha rivolto ad Erdogan che non deve intervenire in Siria, è molto incisiva. La tensione tra Mosca ed Ankara, è elevata. Sarà Natale. Sarà il Natale delle grandi tavolate. Pasolini scriveva: “Il mio Paese vive un processo di adattamento e nessuno si accorge di nulla…”. Noi facciamo finta di vivere.

Rosa Mannetta

Annunci

Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

Vedi tutti gli articoli di Rosa Mannetta

Iscriviti

Iscriviti al nostro feed RSS e ai nostri profili sociali per ricevere aggiornamenti.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: