I Frammenti di Clara Raffaele

22 marzo 2016

Cultura e Società


Leggere i “Frammenti” di Clara Raffaele è leggere i sogni dell’anima. La vera anima prevale sulla realtà, su ciò che la quotidianità può offuscare. Offuscare perché tutti noi, presi dagli impegni, dimentichiamo cosa siamo o cosa potremmo essere. Scrive Clara: “Nella valigia hai messo allineati tutti i tuoi sogni negli anni accarezzati…”, i sogni che noi accarezziamo e forse, possiamo anche realizzare. La valigia è quel desiderio di evadere, di immolarsi per la dea Poesia. La poesia è una terra agognata da poche coscienze che si impegnano a diffonderla. Noi non siamo “prigionieri d’un mondo che si è perso…”, noi andremo oltre questo mondo che ritroveremo. La poesia ci fa ritrovare. Ecco, lo spirito del poeta si eleva tra “le umane genti”, per esaltare la bellezza dei sentimenti. La poesia “Le carezze”, riprende il concetto: “Si confonde la mente fan capriole i pensieri ritornando in un lampo ai giorni di ieri…”. Il tempo passa vezzosamente come il sole si oscura dietro le ombre sul cuore. Il cuore ci fa vibrare, conduce la nostra vita, i nostri sussurri che non si sopiranno mai. Il segreto è questo: rendere vivido il pensiero ed essere vividi. Vividi come tempeste che spariscono sotto i raggi di un sole rovente. Vividi per rendere eterni i nostri impulsi. P. Verlaine scriveva che “la magia dell’amore è quel viaggio che si farà..”. La magia di ciò che esisterà per sempre. La magia delle sensazioni delicate…

Rosa Mannetta

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Informazioni su Rosa Mannetta

Mi chiamo Rosa Mannetta e sono una malata di cancro in follow-up dal 2008. Ho affrontato la chemioterapia a bersaglio molecolare e, dopo cure devastanti, sono qua a raccontare situazioni inenarrabili. Insegno lingua italiana agli stranieri. Assumo dei farmaci che mi rendono stanca, con una notevole astenia e spesso mi devo assentare, con la decurtazione dello stipendio, come tutti i dipendenti pubblici. Ciò mi succede perché le commissioni mediche non mi hanno riconosciuto l’art. 33 della legge 104 del 1992 e ho solo l’art. 21, cioè non sono sottoposta a trasferimenti. I miei amici malati di cancro mi hanno detto che devo segnalare la situazione dell’abbandono in cui viviamo, della dignità negata, dei pregiudizi espressi e non, della mancanza di affetto delle persone che dovrebbero esserci vicine. E’ da tempo che descrivo questa situazione, ma sono una voce che muore nel deserto delle coscienze, delle sensibilità inermi. Noi malati sopravvissuti, siamo dei naufraghi in balia del vento, su una zattera improbabile. Siamo in un periodo di grande crisi istituzionale, ma noi non possiamo essere cittadini di un Paese che non considera le nostre rivendicazioni. Forse ho sbagliato a sottopormi alla polichemioterapia e a 40 sedute di radioterapia... Chissà…Forse, come diceva U. Foscolo, il sepolcro, mi rappresenta e ci rappresenta. Mi viene un dubbio: "Sarebbe stato opportuno diventare un cadavere in una bara?". Ero candidata a morire! Forse una lapide è più efficace. Lo dico e ne sono convinta.

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